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| 20 feb 2022 | 19:05

Due anni fa il "paziente uno" a Codogno, oggi gli infermieri chiedono una ripartenza per il sistema sanitario. Pedrotti: "Dare dignità e valore alla professione infermieristica"

Il 20 febbraio di due anni fa a Codogno veniva scoperto il "paziente uno": questa data è stata scelta come Giornata del ricordo, ma anche occasione di ripartenza di un nuovo sistema sanitario. Pedrotti: "Chiediamo potenziamento degli organici, investimenti nella formazione, sostegno alle specializzazioni, ai percorsi di carriera e a retribuzioni coerenti"

Due anni fa il "paziente uno" a Codogno, oggi gli infermieri chiedono una ripartenza per il sistema sanitario
di F.C.

TRENTO. Il "paziente uno", infettato dal virus Sars CoV-2, venne scoperto a Codogno il 20 febbraio di due anni fa. Non a caso questa stessa data è stata scelta per celebrare la Giornata nazionale del personale sanitario e sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato. Un giorno che deve essere un'occasione di ripartenza di un nuovo sistema sanitario.

 

È una giornata importante e significativa per ricordare chi ha combattuto e sta combattendo ancora il Covid-19 anche a rischio della salute e della vita, non solo nella clinica ma anche nella riorganizzazione dei servizi e nella formazione. Un pensiero particolare è rivolto alle famiglie e ai cari delle colleghe infermiere e dei colleghi infermieri, 90 in Italia da inizio pandemia, che a causa di Covid non ci sono più.

 

 

Potenziamento degli organici, investimenti nella formazione, sostegno alle specializzazioni, ai percorsi di carriera e a retribuzioni coerenti con le responsabilità assunte dagli infermieri - afferma Daniel Pedrotti, presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche - sono solo alcune delle questioni prioritarie, già poste all’attenzione dell’assessora provinciale Stefania Segnana, da affrontare e risolvere per dare dignità e valore alla professione infermieristica e rispetto alle quali è in via di istituzione un tavolo dedicato, ma anche per dare gambe al Pnrr. Per concretizzare un’opportunità unica per tutelare il sistema sanitario nazionale e provinciale e il bene più prezioso, la salute dei cittadini”.

 

Le professioni sanitarie sono custodi del diritto alla salute, all’uguaglianza e dei diritti fondamentali: "Le nostre competenze, peculiari e sinergiche, - prosegue - i nostri principi, liberamente e autonomamente condivisi, i nostri valori, comuni e identitari, possono e devono essere per i cittadini lo strumento efficace ed essenziale per realizzare i diritti assegnati dalla Costituzione. È questo il significato vero e profondo della Giornata. Questi due anni hanno fatto emergere ulteriormente l’imprescindibile valore delle professioni sanitarie e delle specifiche competenze di ognuna, competenze di cui abbiamo bisogno".

 

In questo senso, proprio nel rispetto e per onorare chi ha dimostrato l’importanza e l’efficacia sia dei professionisti sanitari "che dell’indispensabile inter-professionalità come unica soluzione ai bisogni di salute delle persone, deve essere anche la giornata che segna il rilancio dell’assistenza e della cura in un’ottica di valorizzazione delle professioni che ne fanno parte e della loro crescita non solo per quanto riguarda la parte retributiva e di carriera, ma anche professionale, della formazione e della responsabilità nella presa in carico dei cittadini, libera da modelli obsoleti di gerarchizzazione e invece, basata su veri criteri di competenza e meritocratici".

 

E per questo l’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento ritiene che questa giornata possa segnare "un punto di ulteriore riflessione utile e necessario per la riorganizzazione del sistema sanitario provinciale in atto che tenga conto delle risorse e delle innovazioni della nostra Provincia Autonoma, ulteriormente sostenute dal Pnrr, ma che sia anche il segnale dell’avvio del rilancio della competenza e della rilevanza delle professioni sanitarie, tutte e senza distinzioni, ciascuna secondo le sue peculiarità e capacità professionali e di formazione". È arrivato il momento che "la Provincia riconosca l’essenzialità del sistema sanitario provinciale, il suo capitale umano".

 

Così facendo, oltre a garantire la miglior sanità, "onoreremo nel migliore dei modi possibili il lavoro - conclude - l’impegno, la professionalità e il sacrificio delle infermiere, degli infermieri e degli altri professionisti sanitari che hanno garantito e stanno garantendo l’assistenza e la cura ai cittadini, in particolare in questi due anni di pandemia da Coronavirus". È necessario e urgente "dare vera dignità alla professione infermieristica che finora ha dato tutto al fianco del cittadino per lavorare in costante emergenza, sostenendo l’assistenza nel territorio, nelle Rsa, in ospedale, nonché la campagna vaccinale e rinunciando a ferie, permessi, progetti di carriera e di vita".

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