Giornata degli infermieri, la presidente dell'ordine: "Siamo sempre più necessari per la collettività, ma sempre meno numerosi"
Oggi, 12 maggio, è la Giornata Internazionale dell’Infermiere, un’occasione promossa dal Consiglio Internazionale degli Infermieri (ICN) e dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI). Un'occasione per ribadire l'importanza di questa figura professionale necessaria e che a livello locale, nazionale e anche internazionale, viene sempre più a mancare

BOLZANO. Tassello fondamentale della macchina sanitaria locale, nazionale e internazionale, troppo spesso considerati figure di secondo piano, sono in realtà figure più che necessarie all’interno di un sistema complesso. Sono la mano operativa e allo stesso tempo la carezza necessaria. Stiamo parlando degli infermieri che oggi vengono celebrati in tutto il mondo.
Il 12 maggio è infatti la Giornata Internazionale dell’Infermiere, un’occasione promossa dal Consiglio Internazionale degli Infermieri (ICN) e dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI) per valorizzare il ruolo essenziale della professione infermieristica nella cura delle persone, delle famiglie e della comunità nel suo insieme.
“Non si tratta di una celebrazione autoreferenziale - sottolinea la presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Bolzano Patrizia Maini - parlare di infermieri, significa porre al centro temi che riguardano l’intera collettività, significa occuparsi di bene comune. La questione della cura, dei bisogni che essa intercetta e a cui risponde e delle relazioni cui dà luogo quando è buona, sono temi che meritano di essere sempre più posti al centro del dibattito pubblico, della riflessione civile e dell’azione politica. Sono temi importanti perché riguardano tutti”.
E lo sono soprattutto in un momento storico in cui questa figura professionale manca in tutti i paesi del mondo: negli ultimi 5 anni infatti, nel mondo, il numero di infermieri è cresciuto di circa il 7% passando da 27,9 milioni del 2018 ai 29,8 del 2023. Tuttavia, si stima che manchino ancora 5,8 milioni di professionisti per rispondere al bisogno di salute della popolazione globale. Vi sono inoltre delle evidenti disuguaglianze parlando della distribuzione dei professionisti: il 78% degli infermieri mondiali è concentrato in Paesi che rappresentano solo il 49% della popolazione globale. Dunque, una parte del mondo - in particolare i Paesi a basso e medio reddito - scontano una grave carenza di infermieri. In queste aree del mondo, oltre a difficoltà di formare e poi assumere i professionisti, la sfida è soprattutto trattenerli. Il rapporto mostra infatti come 1 infermiere su 7 nel mondo, e il 23% nei Paesi ad alto reddito, sia nato all'estero. Nei Paesi ad alto reddito, la sfida è invece prepararsi a gestire gli elevati livelli di pensionamento degli infermieri previsti per i prossimi anni e rivedere la dipendenza dai professionisti provenienti dall'estero. Ciò si somma a un calo dell'attrattività della professione.
Da quest'ultimo punto di vista l'Italia si situa agli ultimi posti al mondo: secondo il rapporto, che cita dati dell'indagine Ocse-Pisa (Programme for International Student Assessment), nello stivale poco più dello 0,8% degli studenti delle scuole superiori prende in considerazione la professione di infermiere, quasi dieci volte di meno di quanto rilevato in Giappone, che guida la classifica mondiale.
“Guardiamo ai numeri e guardiamo alle necessità della popolazione. Senza grandi festeggiamenti e con sobrietà, dedichiamo questa giornata al valore della nostra professione, rammentando che siamo una comunità unita da un’identità forte, fondata su principi e valori che hanno al loro centro il bene per l’uomo e la consapevolezza che quello che ci rende umani e che non intendiamo perdere è la capacità di cooperare per il bene di tutti", conclude la presidente Patrizia Maini.














