La profonda amicizia di Bebe Vio e Castrogiovanni abbassa il sipario sul Festival dello sport: ''L'Academy? Un sogno che avevo fin da bambina''
All'Auditorium Santa Chiara tra risate, divertimento e scherzi, anche tanti temi importanti come la creazione della cultura della disabilità e dell'inclusività. Sul palco del Festiva dello sport protagonisti Bebe Vio e Martin Castrogiovanni

TRENTO. I due ospiti dell'ultimo appuntamento del Festival dello sport, grandissimi amici e spesso insieme per diverse progettualità, hanno condiviso ricordi, emozioni e momenti di divertimento all'Auditorium Santa Chiara di Trento. La campionessa Bebe Vio ha raccontato come è nata l'Academy, rivolta a tutti i bambini: "Il mio grande sogno fin da piccola".
Il rugbista Martin Castrogiovanni evidenzia, invece, la naturalezza con cui Vio si definisce fortunata: "E' bello che tu lo dica con semplicità - dice - perché può essere d'ispirazione". Poi ha spiegato l'importanza della sua personale scuola sportiva, in cui giovani giocatori possono diventare uomini con valori importanti.
Risate, divertimento, scherzi. Ma anche temi importanti: la creazione della cultura della disabilità, presentandola ai bambini come una cosa da cui imparare e far sì che venga vissuta al pari delle attività per normodotati, ma anche l'inclusività, sulla quale Bebe Vio e Martin Castrogiovanni puntano in modo forte e con convinzione.
Il rapporto tra i due è veramente speciale e ormai insieme condividono tantissimi ricordi. Entrambi hanno fondato un'Academy per aiutare i ragazzi con disabilità: quella di Vio segue l'andamento dell'anno scolastico, da settembre a dicembre e da gennaio a giugno, per due volte a settimana; quella di Castrogiovanni invece si basa ovviamente sul rugby, stimolando i giovani a vivere uno sport che fa del gruppo, della squadra e della condivisione i suoi valori portanti.
"Ho sempre avuto un sogno da bambino: volevo cambiare il mondo, e forse adesso è tardi", il commento del rugbista, "ma oggi ho capito che chi può farlo davvero sono i giovani che stiamo aiutando", il commento del rugbista. "Con Bebe ho un rapporto speciale. A casa ho un contenitore e, quando esprimo un desiderio, lo scrivo e lo inserisco al suo interno: uno di questi era la vittoria di Bebe alle Olimpiadi di Tokyo. Un sogno che si è realizzato. E' stata lei a ispirarmi: quando ho visto tutto quello che ha fatto mi sono voluto mettere in gioco. Voglio che i bambini si godano la loro giovane età, poi avranno tempo di fare gli uomini".
Vio, dal canto suo, ha raccontato come le è venuta l'idea dell'Academy: "E' sempre stata il mio sogno, volevo creare un ambiente in cui altre persone si sentissero liberi ed a loro agio come è stato per me. Oggi ci sono trenta ragazzi, 15 normodotati e altrettanti con disabilità - ha aggiunto la campionessa paralimpica di scherma - ma la cosa più bella è vederli giocare con semplicità, insieme. Quando abbiamo detto loro che, dopo il primo, ci sarebbe stato un secondo anno, alcuni si sono commossi. Un momento bellissimo, l'idea è stata fin dall'inizio quella di unire questi ragazzi, buttare una palla in campo e vedere semplicemente il risultato finale, in cui ognuno ha capito come includere gli altri".
Sullo sfondo, le foto e i video dei momenti più divertenti della loro amicizia, tra barbecue, serate al mare, la vita in campagna di Castrogiovanni, partite di burraco, animali domestici e foto bizzarre.
Ma anche qualche confessione particolare, come la paura delle scale mobili di Vio, che Castrogiovanni non ha mancato di prendere in giro. Il pubblico dell'Auditorium Santa Chiara ha assistito divertito agli scambi di battute dei due, che hanno messo in mostra tutto il loro profondo legame d'amicizia.












