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| 15 feb 2022 | 21:34

Nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Trento, il colonnello Matteo Ederle si insedia in Trentino

Il colonnello ha già comandato le compagnie dell'Arma territoriale in Romagna e in Alto Adige. In provincia di Bolzano ha sviluppato anche una specifica competenza in tema di sicurezza sulle piste da sci

Nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Trento, il colonnello Matteo Ederle si insedia in Trentino
di Redazione

TRENTO. "Prima di ogni statistica, utile e positiva, per la popolazione conta comunque e giustamente la 'percezione della sicurezza' piuttosto che la sicurezza stessa". A dirlo il colonnello Matteo Ederle, il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Trento. "Il Trentino è caratterizzato da peculiarità uniche rispetto al resto del territorio nazionale, in termini socio-economici, sotto il profilo naturale e paesaggistico, e più in generale per la qualità della vita e quindi per i relativi indici di sicurezza e legalità".

 

Due lauree, un master e il titolo di Consigliere giuridico, Ederle proviene dai corsi dell’Accademia militare, subito dopo i quali ha partecipato a varie missioni operative tra Bosnia e Kosovo nei Balcani e in Iraq in Medio Oriente.

 

"Le caratteristiche di questa Regione - commenta il colonnello - non rendono necessariamente semplice il ruolo dell’Arma dei carabinieri, presente in provincia con oltre 70 sedi capillarmente e strategicamente distribuite, per due motivi principali: proprio l’alta qualità di vita e della sicurezza rendono il cittadino più esigente e attento nei confronti di piccoli e poco frequenti eventi delittuosi. Ma prima di ogni statistica, utile e positiva, per la popolazione conta comunque e giustamente la cosiddetta 'percezione della sicurezza' piuttosto che la sicurezza stessa. Inoltre, in secondo luogo, un territorio fertile e produttivo richiama facilmente le forme più subdole e silenti della criminalità organizzata, che si insidiano volentieri e proficuamente in contesti cruciali della pubblica amministrazione o del settore commerciale e industriale del territorio. Lo vediamo accadere oramai da anni in molte aree del nord Italia, un fenomeno quest’ultimo che non suscita molto clamore perché non percepito dai non addetti ai lavori, ma sul quale è opportuno concentrare molti sforzi istituzionali al fine di evitarne il radicamento".

 

Classe 1974, il colonnello ha già comandato le compagnie dell'Arma territoriale in Romagna e in Alto Adige. In provincia di Bolzano ha sviluppato anche una specifica competenza in tema di sicurezza sulle piste da sci.

 

"L’impegno dell’Arma - aggiunge Ederle - da sempre è pluridirezionale, e non si può fermare all’ordinario. Come già condiviso con molti attori istituzionali che ho avuto il piacere di incontrare in questi primi giorni, ritengo fermamente che la sinergia tra Amministrazioni (Provincia, Enti locali, Magistratura, Forze di Polizia, Forze Armate, e così via) non possa essere una scelta ma un concreto dovere di ciascun dirigente nei confronti del cittadino: rappresenta il naturale strumento per ampliare la valorizzazione della spesa collettiva e l’efficacia della macchina pubblica. Al riguardo, condivido pienamente gli attuali intenti della Questura di rafforzare il dialogo e il confronto con i sindaci del Trentino perché tale approccio costituisce già un elemento da sempre fisiologico e distintivo della naturale mission dell’Arma".

 

Nell'ultimo decennio ha ricoperto diversi incarichi a Roma per occuparsi di riforme strutturali e riorganizzative, come l'incorporamento della Forestale nell'Arma, di legislazione nazionale, di affari legali e del contenzioso strategico dell'Amministrazione, oltre che di associazionismo sindacale militare, da poco riconosciuto dalla Corte costituzione. Il colonnello evidenzia il radicamento dei corpi militari nella storia e nel territorio trentino.

 

"Le Stazioni dei carabinieri - dice il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Trento - nascono concettualmente per offrire ovunque un riferimento al cittadino, per garantire sempre un sostegno quando e a chi serva. Non dobbiamo dimenticare che, oltre l’ottima qualità generale della vita trentina, in periferia la vita nelle valli minori o 'in quota' comporta comunque adattamenti e talvolta disagi, in luoghi dove le Istituzioni non sempre hanno le sedi, e dove non è infrequente che la popolazione varchi la porta delle nostre caserme anche solo per una 'ciacola' o una esigenza non del tutto pertinente ai nostri compiti di polizia. Situazione, quest’ultima, che è tuttavia una felice parte delle nostre tradizioni perché il cittadino, soprattutto quello dotato di buona educazione, deve sentire la Stazione carabinieri come casa sua, come parte della collettività in cui vive".

 

Nel quadro di collaborazione , il colonnello intende proseguire il confronto sulle iniziative infrastrutturali e logistiche. "Credo sempre che gran parte della professionalità di ogni pubblico dipendente stia nella capacità di calarsi in chi ha davanti e nelle esigenze che gli vengono manifestate, e di ricordarsi di ragionare anche 'da cittadino' verso l’altro cittadino con la speranza poi che quest’ultimo a sua volta rammenti che dietro allo sportello o alla divisa c’è in definitiva uno come lui, ancorché investito di funzioni e competenze magari a volte complesse o 'scomode'. Non dimentichiamoci infatti che in un Paese come il nostro, rispetto ad altre aree del moderno Occidente, l’aspetto umano appare ancora fortunatamente un elemento distintivo prevalente e prioritario per la popolazione, di cui dobbiamo essere fieri. Con queste prospettive e convinzioni mi accingo ad affrontare il mio ruolo qui in Trentino, sulle buone orme di chi mi ha preceduto, per garantire un’Arma sempre più attenta e vicina al territorio, al servizio di una sana collettività di cui vogliamo essere fedele parte", conclude Ederle.

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