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Orfani di femminicidio: "In troppi rimasti senza madre per mano del padre: 9 solo in Trentino Alto Adige". Oltre 1,7 milioni per il progetto lanciato nel Nord Italia

In aprile è stato presentato il progetto "Orphan of Femicide Invisible Victim" che coinvolge 18 partner in 6 regioni diverse del Nord, tra cui il Centro antiviolenza di Trento: "Duemila sono gli orfani di femminicidio nel nostro paese. Vogliamo che non si sentano più soli e sole, per far recuperare la serenità dopo il trauma"

Di F.C. - 01 maggio 2022 - 11:54

TRENTO. "Duemila sono gli orfani e le orfane di femminicidio nel nostro paese. Bambini e bambine, ragazzi e ragazze che sono rimasti senza madre, per lo più per mano del padre". Così ad aprile è stato presentato il progetto "Orphan of Femicide Invisible Victim", coordinato dalla Cooperativa sociale Iside, che avrà la durata di 48 mesi e che coinvolge 18 partner in 6 regioni diverse: 9 centri antiviolenza, 2 università, 3 tra centri specialistici di ricerca e di formazione professionale, 2 enti del terzo settore e 2 enti pubblici. Tra questi anche il Centro antiviolenza di Trento. 

 

"Vogliamo che non si sentano più soli e sole - prosegue la Cooperativa sociale Iside- Vogliamo costruire una società che consideri una priorità prendersi cura di loro, delle loro vite, dei loro affetti". 

 

Un progetto nazionale da 1.750.000 euro, che si inserisce nel territorio del Nord Italia, nelle regioni dell'Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto che insieme all’Università degli Studi della Campania ”Luigi Vanvitelli” si sono unite per sostenere gli orfani insieme alle loro famiglie e accompagnarli nel percorso di reinserimento sociale dopo l’evento traumatico. 

 

I dati raccolti dall’Eures, che riguardano le Regioni interessate dal progetto, mettono in evidenza 159 minori rimasti orfani a seguito di 97 casi di femminicidi compiuti dal 2009 fino al 2021: per la Lombardia si parla di 74 orfani, per Emilia Romagna di 35, per il Veneto 33, per il Trentino Alto Adige 9, e Friuli Venezia Giulia 8.

 

L’obiettivo è la strutturazione di uno strumento integrato nei territori coinvolti, per tutelare e promuovere il benessere psicofisico dei figli delle vittime di femminicidio e delle famiglie affidatarie attraverso la realizzare interventi coordinati e integrati tra i territori di riferimento per superare gli ostacoli (psicologici, giuridici, sociali, economici) che impediscono agli orfani e alle famiglie affidatarie il recupero della serenità dopo il trauma del femminicidio, coinvolgendo un’ampia rete di figure specialistiche, imprese, enti del terzo settore, istituzioni, dai servizi sociali alle asl, dai tribunali alle forze dell'ordine

 

È forte il coinvolgimento dei centri antiviolenza della rete nazionale D.i.Re. Si prevede la costituzione di 4 focal point regionali che fungano da riferimento per tutti gli attori coinvolti e che dunque siano responsabili dell’attivazione delle reti territoriali, della raccolta delle richieste di supporto da parte dei beneficiari e delle famiglie e dell’orientamento verso i servizi specialistici, codificando le procedure di intervento. Le équipe dei focal point saranno multidisciplinari e rappresentative delle reti territoriali.

I percorsi di presa in carico degli orfani saranno multidimensionali e costruiti sulla base dei bisogni e dello stato di salute rilevati in uno screening preliminare. Tra le misure previste, vi è l’erogazione di doti educative, intese come un mini-fondo attivabile per ciascun orfano per consentirgli di prendere parte ad attività definite in un progetto personalizzato: "Per i ragazzi e le ragazze più grandi sono previsti uno sportello lavoro per l’orientamento, percorsi di inserimento e/o formazione professionale, anche tramite tirocini, e altre forme di sostegno allo studio universitario", prosegue la presentazione del progetto.

Per il sostegno alle famiglie affidatarie, sono previsti percorsi psico-sociali di gruppo, percorsi di assistenza legale, in particolare per l’accesso alle misure previste dalla Legge 4/2018, gruppi di mutuo aiuto, percorsi di psico-terapia per singoli nuclei familiari, spazi di confronto on line: "Qualora necessario, si lavorerà per la costruzione o il rafforzamento della rete informale di sostegno alla famiglia e si potranno attivare forme di sostegno economico per piccole spese materiali e necessità contingenti, attingendo a un fondo dedicato".

Rispetto all’azione di capacity building, oltre all’elaborazione e adozione di protocolli di child safeguarding policy specifici, si intende realizzare workshop formativi per target specifici di professionisti, corsi di formazione multi-agenzia, un percorso formativo dedicato alla presa in carico in emergenza e uno rivolto alle operatrici dei centri antiviolenza e delle case rifugio, in collaborazione con la rete D.iRe. Verrà curata anche la formazione di giornalisti e addetti alla comunicazione sulla narrazione dei crimini domestici e delle vicende degli orfani.

"Dal punto di vista della prevenzione - conclude la cooperativa - è prevista la realizzazione di iniziative nelle scuole secondarie di I e II grado per aumentare la consapevolezza sui ruoli e sulla violenza di genere e, in ottica di peer education, l’attivazione di gruppi di ragazze e ragazzi (14-21 anni) sul tema degli stereotipi e della violenza di genere".

 

"Orphan of Femicide Invisible Victim" è un progetto selezionato da "Con i Bambini nell’ambito" del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

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