A Trento un centro con percorso dedicato agli uomini violenti per evitare situazioni a rischio con donne e minori
Il sostegno del Comune al percorso “CambiaMenti” nasce dalla volontà del Consiglio comunale di individuare a Trento uno spazio in cui gli uomini che adottano comportamenti violenti nelle relazioni affettive e familiari possano trovare un punto di ascolto cui rivolgersi

TRENTO. Un percorso dedicato agli uomini violenti per combattere la violenza contro le donne. Si chiama “CambiaMenti” l’iniziativa proposta dal comune di Trento che finalmente trova spazio anche nel capoluogo. Sandra Dorigatti presidente Alfid spiega: "L'inaugurazione di questo nuovo percorso antiviolenza rappresenta un significativo passo avanti per la città, mettendo al centro, la necessità di cambiare i comportamenti violenti e di costruire relazioni affettive più sane e rispettose".
Il Comune di Trento, in collaborazione con la Circoscrizione Centro Storico Piedicastello, ha destinato due locali al piano terra dell'edificio di via Verruca 1, all'Associazione Alfid. Questa iniziativa, valida per un periodo di nove anni, è accompagnata da un simbolico corrispettivo annuale di 100 euro, oltre a un rimborso delle spese per utenze quali acqua, luce e gas. La concessione di questi spazi permette al Centro Uomini Autori di Violenza di ampliare la sua presenza, oltre alla sede già operativa a Rovereto.
Finanziato dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Provincia Autonoma di Trento, il percorso "CambiaMenti" si sviluppa in due fasi. La prima comprende due colloqui individuali, quattro incontri di gruppo e un colloquio individuale conclusivo, al fine di valutare l'idoneità del partecipante all'intervento rieducativo. La seconda fase, riservata ai partecipanti considerati pronti al termine della prima fase, consiste in 24 incontri di gruppo e un colloquio individuale finale.
Il sostegno del Comune al percorso “CambiaMenti” nasce dalla volontà del Consiglio comunale di individuare a Trento uno spazio in cui gli uomini che adottano comportamenti violenti nelle relazioni affettive e familiari possano trovare un punto di ascolto cui rivolgersi. Con la deliberazione numero 36 approvata il 5 aprile del 2022, il Consiglio ha inoltre ribadito l’importanza di individuare una filiera "virtuosa" con gli altri Servizi già presenti sul territorio, intercettando situazioni "a rischio" che potrebbero trasformarsi e degenerare, anche a danno di eventuali minori, sottolineando il ruolo delle istituzioni nel supportare sia le donne vittime di violenza che gli uomini volenterosi di cambiare i propri comportamenti.
"Questo percorso – sottolinea Sandra Dorigatti - rappresenta un passo cruciale nella costruzione di una società più egualitaria e sicura. Il nostro obiettivo è intervenire non solo con sanzioni punitive, ma con un approccio educativo." Il percorso si prefigge di promuovere la consapevolezza tra i partecipanti, affrontando tematiche quali la natura della violenza, il controllo delle emozioni e le strategie per prevenire comportamenti aggressivi”.
Per garantire un ambiente sicuro e privo di contatti violenti durante il percorso, è stata introdotta la figura del "Contatto Partner". Questo sostegno affianca le donne vittime di violenza, garantendo lo svolgimento del percorso senza rischi. Inoltre, gli uomini che vengono accolti, sono persone che hanno subito condanne o si trovano in situazioni a rischio di violenza familiare. La partecipazione è volontaria, indicando la profonda volontà di cambiamento da parte degli uomini coinvolti. Nel corso di dieci anni, il progetto ha raggiunto in totale la partecipazione di 200 persone, evidenziando un crescente aumento delle persone che hanno un interesse nel promuovere la trasformazione dei comportamenti violenti.













