Professionisti del wellness diventano sentinelle contro le violenza di genere: a Belluno un corso di formazione per intercettare i campanelli d’allarme
Arrivano a Belluno le “sentinelle nelle professioni”, figure formate per cogliere nei rispettivi luoghi di lavoro i segnali della violenza contro le donne grazie a un progetto promosso da Soroptimist International d’Italia e Confartigianato Imprese Benessere. Il corso si terrà lunedì 29 settembre, con esperti del settore medico, giuridico, forze dell’ordine e del Centro Belluno Donna: una rete attiva per intercettare i campanelli d’allarme

BELLUNO. Arrivano a Belluno le “sentinelle nelle professioni”, figure formate per cogliere nei rispettivi luoghi di lavoro i segnali della violenza contro le donne. “Ancora oggi molte subiscono in silenzio: scopo dei presidi-sentinella è accompagnarle verso un percorso di aiuto cui altrimenti non accederebbero. Si creano cioè situazioni di accoglienza più facili da approcciare per le donne e da cui mettere in moto la macchina virtuosa che permette loro di uscire dall’isolamento cui la violenza le costringe” affermano Sara Martelli e Mara Frare, psicologhe e docenti al corso.
A novembre 2024 è stato infatti siglato un accordo tra Soroptimist International d’Italia e Confartigianato Imprese Benessere per promuovere collaborazioni in tutto il Paese sul tema della violenza di genere. Il progetto “Sentinelle nelle professioni” si rivolge in particolare agli operatori dei settori beauty&wellness e dello sport: i lavoratori di palestre, centri estetici e società sportive saranno cioè formati per riconoscere i segnali della violenza e aiutare le clienti a rivolgersi alle strutture dedicate. “Il Soroptimist Club Belluno-Feltre - afferma la presidente Graziella De Pra - ha stretto un accordo, patrocinato dall’Ulss 1 Dolomiti, con Confartigianato Imprese Belluno per potenziare il livello di ascolto in settori più ampi possibili. La violenza è infatti subita da donne che spesso non sanno a chi rivolgersi e con questo progetto vogliamo concentrare l’attenzione su spazi da loro frequentati e che potrebbero diventare punti di riferimento per la ricerca di un supporto”.
Il corso si terrà lunedì 29 settembre alla sede di Confartigianato e affronterà molteplici punti di vista: cos’è la violenza di genere, il quadro legislativo e le strutture di tutela, l’accoglienza in ospedale, il ruolo delle forze dell’ordine e quello del centro antiviolenza. Inoltre, saranno coinvolte due classi dell’istituto Leonardo da Vinci: 35 ragazzi e ragazze diventeranno operatori e operatrici, sentinelle degli altri e di se stessi.
“Su questo tema - aggiunge Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno - è particolarmente importante fare rete e quando ci è stato proposto di collaborare lo abbiamo fatto con convinzione. Al nostro interno il gruppo Donne impresa è già attivo sulla promozione di ciò che le donne possono fare per essere indipendenti, a partire appunto dal fare impresa: un modo per essere libere e avere la forza di fare scelte a tutela del proprio benessere”.
La violenza, infatti, non è solo fisica: il corso mira a rendere i professionisti consapevoli soprattutto di altri campanelli d’allarme indice di violenza anche psicologica, finanziaria o emotiva. Gli addetti non saranno ovviamente chiamati a intervenire, ma potranno fare da tramite per accompagnare le donne verso le figure di riferimento cui rivolgersi. “Quello della violenza sulle donne è un fenomeno antico - spiegano Martelli e Frare - e purtroppo poco sensibile al trend di diminuzione che si registra in altri tipi di violenza. Quello che può fare la differenza per la donna è allora riconoscere il problema e spesso succede quando si confronta con qualcun altro, a volte persone conosciute in un contesto piacevole come la palestra o l’estetista, dove può sentirsi più libera di aprirsi”.
Ad oggi, il 21% delle donne subisce una violenza sessuale, di cui il 3% stupri, e metà delle vittime ha meno di 24 anni. Il 9% dichiara inoltre di aver subito almeno una volta una molestia sul lavoro e solo il 58% ha un conto corrente intestato (il 4% non ha nemmeno potere di firma su uno cointestato). Con la separazione le cose peggiorano: una donna separata ha un rischio 30 volte maggiore di subire violenza dall’ex partner e 5 volte maggiore di essere uccisa. “Nella mia carriera - sottolinea Roberto Della Rocca, questore di Belluno - mi sono occupato di violenza verso i minori, vittime di tratta e violenza di genere. Sono molto contento di questa iniziativa anzitutto perché diretta a chi lavora in diversi settori perché quello che più mi preoccupa non è tanto chi arriva da noi, ma il sommerso. Noi vediamo solo la punta dell’iceberg e con questo corso insegneremo agli operatori come scaricare su di noi l’ansia che si presenta di fronte a possibili episodi di violenza”.
Infine, non poteva mancare Belluno Donna, unico centro antiviolenza della provincia. “Siamo entusiaste - conclude la presidente Anna Cubattoli - di partecipare al progetto, dove spiegheremo il nostro ruolo: fornire alle donne una possibilità diversa per affrontare il problema rispetto alla denuncia e ridare loro l’autodeterminazione e la capacità di decidere della propria vita. Nel Bellunese riceviamo una richiesta di aiuto di 3 donne nuove ogni settimana: è perciò fondamentale imparare a riconoscere proprio quello che c’è sotto l’iceberg”.












