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Promuovere la salute (anche mentale) nelle scuole per contrastare fenomeni come bullismo e tossicodipendenza, il progetto Trentino

Cinzia Vivori, referente dell’iniziativa nella nostra regione ci spiega di cosa si tratta: ''Si parla ad esempio della semplice rastrelliera posta all’entrata di un istituto ma anche di rendere i piazzali più idonei per praticare attività motorie in momenti non legati alle ore di ginnastica, trasformare i cortili in luoghi dove socializzare di più o proporre nelle mense e nei distributori automatici merende sane''

Pubblicato il - 17 maggio 2022 - 16:39

TRENTO. Il Trentino, all’interno della cornice del Piano provinciale della prevenzione 2020-2025, ha finalmente aderito alla rete di “Scuole che promuovono salute” (già presente su suolo europeo, e in Italia in Piemonte e Lombardia), col fine di “promuovere la salute in maniera attiva, sostituendosi a quelle noiose conferenze che si esauriscono nel momento stesso in cui si concludono”, come spiega Cinzia Vivori, referente dell’iniziativa nella nostra regione. Le recenti statistiche condotte sul territorio trentino dall’osservatorio epidemiologico del dipartimento di prevenzione dell’Apss avevano infatti evidenziato la necessità di agire su più fronti, intervenendo in particolare su una più efficace promozione della salute, non soltanto fisica ma anche mentale.

 

Se in materia si era tuttavia già fatto molto in passato, si pensa ora a proporre un nuovo efficace programma dal nome “Scuole che promuovono salute” che in altri paesi ha già riscosso straordinario successo. È stato infatti dimostrato che “il benessere psicofisico sia di vitale importanza non soltanto per il corpo e per garantire un migliore rendimento scolastico o lavorativo – sottolinea Vivori - ma anche per contrastare piaghe sociali come quelle relative alla tossicodipendenza o i problemi di bullismo nelle scuole”.

 

“L’idea è quella di implementare la promozione d’una vita sana in tutti i suoi aspetti – continua - rendendo la scuola protagonista, non soltanto in favore dei ragazzi ma anche per i docenti, il personale scolastico, i genitori e la comunità tutta”. “Le singole scuole saranno infatti registe delle proprie azioni mantenendo un approccio globale – racconta la referente - andando a modificare ambiente formativo, inserendo nuove attività didattiche nel curriculum scolastico, migliorando l’ambiente fisico e il contesto sociale: si parla ad esempio della semplice rastrelliera posta all’entrata di un istituto ma anche di rendere i piazzali più idonei per praticare attività motorie in momenti non legati alle ore di ginnastica, trasformare i cortili in luoghi dove socializzare di più o proporre nelle mense e nei distributori automatici merende sane”. Sarà importante per gli istituti scolastici, inoltre, favorire il rispetto (da parte di tutti, nessuno escluso) di regole come quelle relative al divieto di fumo o promuovere iniziative come il pedibus attraverso alleanze con i comuni o le comunità di valle.

“Parliamo di azioni concrete e continuative nel tempo”, aggiunge Vivori: “Si punterà anche su proposte che promuovano sviluppo e acquisizione da parte dei giovani di life skills, problem solving o più in generale competenze psicosociali”. Per rendere il progetto una concreta realtà è stato poi recentemente istituito un gruppo di coordinamento che raccoglie membri del dipartimento salute e del dipartimento istruzione. Insieme a loro vi sono inoltre collaboratori di Iprase, membri relativi alla sovraintendenza scolastica e i rappresentanti degli studenti, “poiché tutti dovranno essere coinvolti per realizzare un cruciale progetto che sembra poter apportare solo risultati positivi per la comunità”.

Il gruppo ha già iniziato a incontrarsi con il fine di stilare un documento di “buone pratiche da raccomandare alle scuole. Queste ultime, dovranno infatti, se lo desiderano, aderire alla rete di scuole che promuovono salute rispettando gli standard che verranno stabiliti, venendo periodicamente controllate e dovendo rendere conto delle proprie migliorie e buone azioni annuali svolte all’interno della cornice dell’iniziativa”. “Ci siamo accordati anche con istituzioni esterne come la fondazione Demarchi di Trento e l’Appa (Agenzia Provinciale per la protezione dell'ambiente), per favorire un’azione che copra più campi possibili”, conclude Vivori.

“Scuole che promuovono salute” partirà a fine anno con incontri di formazione per docenti referenti che si occuperanno di “educazione alla salute”: “Agiremo inizialmente su aspetti come alimentazione, movimento, dipendenze e fumo e aggiungeremo poi nel tempo iniziative legate invece alla promozione della salute mentale”.

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