Contenuto sponsorizzato
| 28 dic 2022 | 21:14

Ricavi a +5,7% per il vino con il settore delle bollicine in grande espansione, bene anche il Trentino. E in attesa di Capodanno ecco gli spumanti selezionati dal Gambero Rosso

Per questo San Silvestro, ecco alcune proposte davvero di spumante classico Trento, produzioni per certi versi alternative, che affiancano - senza alcun timore - blasonatissime e rinomate bollicine oramai premiate da tutte le pubblicazioni di riferimento della critica enologica

TRENTO. Si brinda e si spera. In queste ultime ore del 2022 è caccia alle bottiglie con vini briosi, per altrettanti spumeggianti momenti legati a questa ricorrenza. Bollicine in grande esplosione, si potrebbe dire. Trend in continua crescita, con un +5,7% di ricavi complessivi e il +7,5% di export, traino a tutto il comparto vinicolo italiano.

 

Con il Trentino davvero sugli scudi. Quasi 70 le aziende spumantistiche coinvolte dall’Istituto Trentodoc, mentre altre 30 proseguono nella produzione dei loro "vivaci" aderendo esclusivamente alla Doc Trento.

 

Per questo San Silvestro, ecco alcune proposte davvero di spumante classico Trento, produzioni per certi versi alternative, che affiancano - senza alcun timore - blasonatissime e rinomate bollicine oramai premiate da tutte le pubblicazioni di riferimento della critica enologica.

 

Una selezione ragionata, presente anche sul mensile Gambero Rosso, libera, senza citazioni di marchi rinomatissimi. Ma vini decisamente importanti.

 

Trento Abate Nero Brut Domini Nero ‘16
E’ uno dei prototipi del Trentodoc, un classico della prima ora, negli anni ’70. Azienda curata da Roberta Lunelli e Roberto Sebastiani, che selezionano uve da fidati viticoltori. Questo è da uve Pinot nero, per avere uno spumante di grandissima eleganza e morbidezza, sventagliate saline con una struttura che coniuga potenza aromatica con una articolata ricchezza di setosa sapidità, bel nerbo e schietta bevibilità.

 

Trento Bellaveder Brut Rosè Natur ‘17
La famiglia Luchetta coltiva vigneti sia in valle dei Laghi che attorno la loro cantina, sul conoide di Faedo. Vignaioli intraprendenti che potenziano con perizia i loro Trentodoc. Il Rosè è carezzevole nel suo ramato perlage rosaceo, sentori di cipria e di rose di campo, con bel timbro agrumato e mirata scorrevolezza carbonica, per un bere gioviale e accattivante.

 

Cenci Brut Nature ‘18

Valentino e Silvia Cenci coltivano vigneti in Valsugana e nella loro piccola cantina elaborano prevalentemente spumante. Il loro prototipo è ottenuto esclusivamente da Chardonnay; briosità ritmica e finissima che stimola l’approccio tra sentori di pane appena sfornato, richiami al rosmarino e alla pesca matura, tra intarsi sensoriali molto suadenti e sapori di mela croccante.

 

Trento Pisoni Extra Brut Erminia Segalla ‘14
Vignaioli dal 1852, indomiti distillatori e da oltre mezzo secolo accorti spumantisti. Tutte le uve da vigneti di proprietà disseminati sui pendii di Castel Madruzzo. Tra i Trentodoc ecco la riserva destinata ad una loro antenata: è uno tra gli emergenti del Trentino, lucente e cristallino nel color oro, altrettanto ampio, austero nella sua gentilezza, teso nella briosità quanto appagante nel gusto finale.

 

Trento Salizzoni Rhodium Nature ‘15
E’ tra le novità assolute, spumante della famiglia Salizzoni di Calliano, che hanno chiamato Rhodium il loro prodotto, ispirato al raro minerale concatenato al platino. Viene proposto dopo 60 mesi di paziente riposo sui lieviti, Chardonnay con un pizzico di Pinot nero, per una gamma variegata tra sentori di pan brioches, nocciola tostata, per un palato teso, articolato, invitante, rilanciato da una carbonica fine quanto carezzevole.

 

Trento Guerrieri Gonzaga pas dosè riserva ‘18
Lungamente studiato dal giovane marchese Anselmo Guerrieri Gonzaga in sinergia con fidati viticoltori delle colline di Lavis, per ottenere uno spumante vibrante, sinfonico la versatile dinamicità. Da uve Chardonnay s’impone per potenza fruttata, intensità, grinta e l’affondo gustativo assolutamente intrigante, scorrevolezza e indomita vivacità.

 

Trento De Vigili Art Brut s.a.

Francesco De Vigili è un giovane del Teroldego rotaliano, che per la prima volta si cimenta con le bollicine d’autore, elaborate con uve Chardonnay e proposte in meditata selezione. Ha un delizioso impatto aromatico, agrume maturo e frutta candita, con evoluzioni di nocciole, filigrane mediterranee, iodio, per un palato pieno e convincente, per ceri versi croccante.

 

Pojer&Sandri Molinar s.a.
Il duo Mario Pojer e Fiorentino Sandri non hanno mai tralasciato nella loro sperimentazione enologica la cura dello spumante. In maniera autonoma, fuori schemi e consuetudini. Con una cuvèe a base di Pinot Meunier ecco un Extra Brut ricco nel carattere tonico, accarezzato da sentori fini di erbe rurali, pure di limone e cedro, per una complessità che lo fa scorrere in bocca senza alcun tentennamento.

 

Trento Spagnolli Disio ‘17
Alvise Spagnoli trasforma nella cantina di Cimone, alto versante del monte Bondone, le sue uve di Pinot nero in questo singolare Trentodoc, dedicato ad un verso di Dante, per offrire un vino indomito, forza, nerbo grazioso, fragranze gentili di fieno, mela cotogna, note di marmellata, in sintonia con la croccantezza del sorso, sapido, perlage fine e ritmato come difficilmente si riesce a trovare in uno spumante trentino.

 

Trento Pravis Blau Dorè extra brut '18
Ha la grazia delle due sorelle - Erika e Giulia Pedrini - che lo elaborano nella loro cantina di Madruzzo sfruttando solo uve Pinot nero d’alta collina. Fragranze tra il timo e l’origano, con nuances di fragole e un vezzoso accento balsamico, per una bollicina vagamente ramata, ritmica quanto suadente, succoso il sorso, dosaggio equilibrato, la persistenza della maraska e un caleidoscopico finale.

 

Tenuta Volpare Brut Dosaggio Zero s.a

Trento diventa sempre più la città delle bollicine, con aziende che continuano a proporre spumante classico. Tenuta Volpare coltiva i vigneti forse più in quota della città, puntando su pochi vini, ma privilegiando proprio lo spumante. Un Dosaggio Zero, mix Chardonnay e Pinot nero che - seppur giovane - esalta la purezza sia nel colore cristallino che sentori di anice misto al burro e alla maturità delle mele golden, palato sostanzioso, avvolgente, assolutamente coinvolgente.

 

Trento Maso Poli Siris Brut riserva ‘16
I Togn sono imprenditori vitivinicoli di lunga esperienza in vari settori enologici e che nel loro maso sopra Lavis producono una sola versione di Trentodoc, per rilanciare le peculiarità del Trentino e del buon bere. Bollicine dal colore luminoso e preciso slancio aromatico di bel lignaggio, con note di nocciole tostate, una corolla carbonica quanto mai elegante, per una fresca chiusura vagamente mentolata.

 

Methius Brut riserva ‘16
I Dorigati lo propongono da quasi 40 vendemmie, ma in poche migliaia di bottiglie, al punto che il Methius è diventato un simbolo della spumantistica, non solo trentina. Chardonnay in prevalenza, con Pinot nero, lavorazione rigorosamente manuale, nel rispetto della tradizione. Ecco un Trentodoc grintoso, dorato nel colore, note vagamente resinose e di funghi nostrani decisamente suadenti, invitanti, per un finale portentoso, pieno, autorevole.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 26 maggio | 19:37
La ragazza era stata trovata esanime in cella. Ricoverata in condizioni gravissime, la 21enne è morta all'ospedale
altra montagna
| 26 maggio | 18:00
Un tema, quello dei morsi da serpente velenoso, sempre attuale: soprattutto in questo periodo. Per prevenirlo bastano poche semplici regole, ma il [...]
Cronaca
| 26 maggio | 20:29
Il 63enne non si era presentato al punto di incontro e l'amica ha lanciato l'allarme. Le vaste operazioni di ricerca si sono concluse tragicamente, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato