Cavalese ''capitale del gusto''. A Futura 2023 le strategie per il futuro della ristorazione. Lollobrigida: ''Il reddito di cittadinanza? Provvedimento scellerato''
Oggi per la chiusura della rassegna che ha portato in Val di Fiemme cuochi stellati e grandi ristoratori e organizzata dagli Ambasciatori del Gusto di Alessandro Gilmozzi, c'era anche il ministro Lollobrigida che ha parlato della carenza di manodopera in Italia nei campi come nel comparto della ristorazione. Mancanza, per il ministro, aggravata dal reddito di cittadinanza

CAVALESE. Il futuro della ristorazione è strettamente legato a quello del cibo. Cuochi come alfieri della biodiversità, interpreti di tendenze che recuperano il passato per rilanciare il domani. Con gli Ambasciatori del Gusto che da Cavalese rilanciano temi sia ‘local che global’. Per battere la povertà, la fame, intervenendo a garanzia della salute e del benessere. Non solo della loro clientela.
Futura 2023, questo il tema della prima edizione di un evento nazionale imbastito da Alessandro Gilmozzi, patron di casa nonché presidente di questa congrega di ‘cacciatori di buone cose’, decisi a mettere nel piatto il meglio della sensorialità, ma pure i valori culturali del cibo, nel rispetto della filiera alimentare, il lavoro e contro ogni spreco. Ribadendo (oramai immancabile) il concetto di ecosostenibilità. Usare la fantasia gastronomica come forma di potere, al servizio di quanti cercano nella cucina stimoli culturali oltre che di piacevolezza.
Per tre giorni il Trentino - Trento e in particolar modo la valle di Fiemme - è stato un vero laboratorio culinario, tra degustazioni più disparate - comprese le pizze dei Maestri di questa italica specialità, sempre più osannata anche da chef superstellati - convegni e immancabili talk. Con la presenza dei ‘cappelli’ più ostentati dalla televisione, primo tra i tanti Carlo Cracco. Cuochi con l’indole dell’ambasciatore, decisi a dimostrare come il cibo del futuro possa liberare l’immaginazione, indipendentemente dalla bravura del solo ‘saper fare’. Tema questo che ha animato il dibattito condotto da Paolo Marchi, ideatore di Identità Golose, per certi versi un ‘trentino d’adozione’ in quanto figlio del mitico Rolly Marchi.
Tra stimoli suggeriti da tutta una serie d’esperti. Tavola rotonda in parte sviata dall’arrivo del ministro Francesco Lollobrigida. Che tra una selva di microfoni ha risposto in merito al progetto di disciplina sulla tutela della cucina italiana, per ''meglio raccontare i valori nazionali, denunciando le contraffazioni e garantire l’identità dei prodotti''. Insistendo sulla formazione, a tutela dei marchi dell’agroalimentare. Un settore alle prese con tante problematiche, dal cambiamento climatico alla crisi idrica, pure per la carenza di manodopera. Nei campi come nel comparto della ristorazione. Mancanza aggravata dal reddito di cittadinanza - provvedimento che per l’esponente del governo Meloni ''è scellerato''.
Urge quindi ragionare sui flussi migratori, tra legalità e sicurezza, per formare il personale con procedure in voga ''nel Trentino Alto Adige, esempio virtuoso''. Futura 2023 ha pienamente centrato gli obiettivi dell’associazione, con Cavalese trasformata in una piccola ‘capitale del gusto’, alla presenza di sponsor tecnici d’alto prestigio, con degustazioni di Trento Doc, pranzi di gala, visite nei luoghi dove la ‘materia prima’ del cibo diventa valore qualitativo come il pastificio Felicetti, da sempre supporter delle strategie culinarie più evolute.
Discorsi, confronti, pure qualche escursione sulla neve (già primaverile) ponendo sempre e comunque la cucina, la filiera, la scuola, l’ospitalità, pure l’imprenditoria, al centro dell’attenzione. Convegno stellare, si potrebbe dire, una sfilata di autorità politiche locali, mentre non è stata certo eclatante la presenza di autorevoli cuochi trentini, fermo restando che l’assise fiemmese era prevalentemente riservata agli ‘ambasciatori-aderenti’. Lodevole il coinvolgimento di qualche ‘emergente chef’, altrettanti artigiani del gusto e gli allievi dell’istituto alberghiero di Levico Terme.












