Con Milano-Cortina 2026 arrivano le Paralimpiadi, gli atleti: ''Grande occasione per svolta culturale. Lo sportivo disabile è un atleta a tutti gli effetti''
Ai microfoni di Supercombi i campioni René De Silvestro, Giuseppe Romele e Cristian Toninelli riflettono sulle possibilità per il territorio di crescita, anche sociale e culturale, non solo per l'arrivo delle Olimpiadi ma anche dei giochi paralimpiaci invernali

CORTINA. Milano e Cortina 2026 sono il ''marchio'' non solo delle Olimpiadi invernali ma anche delle Paralimpiadi, i XIV Giochi paralimpici invernali che si terranno tra il 6 e il 15 marzo 2026. È la terza volta che l’Italia ospita una manifestazione paralimpica, dopo Roma 1960 e Torino 2006 e come accade in queste occasioni eventi di tale caratura possono provocare positivi effetti di crescita culturale, sociale e anche dal punto di vista pratico (pensiamo alla rimozione delle barriere architettoniche nelle aree pubbliche e private) nei luoghi che le vanno ad ospitare. Sul tema è concentrata la terza puntata di Supercombi il network composto da il Dolomiti con Radio Cortina e Tsn che vuole raccontare il cammino verso i Giochi olimpici di Milano e Cortina ascoltando direttamente la voce dei territori.
René De Silvestro, campione di sci paralimpico categoria sitting, ai microfoni di Radio Cortina spiega che ''disputare i giochi in casa è un sogno che diventa realtà. Già partecipare alle Paralimpiadi è qualcosa di unico. Farlo in casa è davvero qualcosa di speciale''. Quindi una riflessione sull'opportunità per Cortina di ''crescere'' ancora come luogo inclusivo e capace di accogliere: ''Cortina è senza dubbio molto adatta ad ospitare le Paralimpiadi. Ha piste meravigliose e non vedo l'ora di farle conoscere ai miei avversari anche se a marzo di quest'anno, in occasione della Coppa del Mondo di sci alpino paralimpico le hanno già saggiate e sono piaciute a tutti''.
All'aspetto sportivo, che senza dubbio vedrà Cortina essere all'altezza delle aspettative, dovranno, però, seguire gli aspetti legati all'urbanistica e all'accoglienza: ''L'attesa, ma penso valga la stessa cosa per le Olimpiadi, è sulla viabilità che è il tallone di Achille di Cortina da tempo, ma siamo fiduciosi. Altro aspetto la questione legata alle barriere architettoniche negli alberghi. Gli hotel speriamo riescano a fare questo importante passo avanti''.
Dalla Valcamonica Giuseppe Romele e Cristian Toninelli, assi azzurri dello sci nordico paralimpico, proseguono a Tele Sondrio News spiegando che le Paralimpiadi sono senza dubbio una grande occasione per far avanzare la società sul piano culturale. ''Il problema delle barriere architettoniche non credo che sarà l'Olimpiade a modificarlo - spiega Toninelli - mentre sull'aspetto culturale penso si potrà fare tanto a livello di percezione, sul rispetto del disabile e per quanto riguarda l'aspetto sportivo. E' importante che passi il messaggio che un disabile che fa sport è un atleta. Non è uno che fa qualcosa tanto per farla. Noi siamo atleti a tutti gli effetti''.
Giuseppe Romele aggiunge che in Italia ''si stanno già facendo dei grandissimi passi avanti e noto che nelle grandi città qualcosa si sta muovendo. Il tema dello sbarrieramento, poi, riguarda tutti. Qualsiasi paese deve essere attrezzato non solo per le persone disabili ma anche per le persone di una certa età che devono usare sedie a rotelle o deambulatori e sono sciuro che a Milano e Cortina avremo dei grandi risultati''.












