Dall'architettura alle montagne (VIDEO), la città di Trento ha il suo nuovo (e brutto?) city brand per rafforzare l'identità e la promozione turistica
L'Azienda per il turismo del capoluogo e il Comune hanno presentato il city brand: dal cambio di marchio una nuova strategia di promozione urbana che apre un'altra fase per la città di Trento

TRENTO. Forse è troppo sofisticato e sopraffino, forse bisogna lasciarsi travolgere dalla fantasia e dall'immaginazione. Un city brand bruttino, esteticamente e probabilmente negli sforzi che richiede per comprendere visione e concetto. Riuscire a intravedere i vari significati appare cosa ardua, quasi da indovini.
Nessuno mette in dubbio studio e impegno, per inciso, c'è stato un percorso per arrivare a un nuovo city brand che dovrebbe poi articolarsi e trovare pieno sviluppo nelle linee strategiche di promozione del piano delineato da Comune e Azienda per il turismo del capoluogo. Magari si sarebbe potuti scegliere una via un po' diversa, senza dover andare fin a Milano, affidarsi di più al tessuto sociale, come i residenti che si vogliono i "primi ambasciatori di un territorio" e perché un'identità intorno a un'idea si costruisce, anche, con il coinvolgimento, l'accettazione e il consenso delle persone che vivono in un'area. Si sarebbe potuta coinvolgere la popolazione, un concorso di idee, tre risultati finale e una "votazione". Ma questa è un'altra storia e la scelta è ricaduta su una strada, legittima, e leggermente diversa.
Una città proiettata verso l’alto, si spiega, proprio come suggerisce il logo: il toponimo sovrastato da una simbolica sequenza di gradini in ascesa (Trento è conosciuta per scale e grandini in effetti) e un invito inequivocabile: “Alza lo sguardo”. Un nome, di difficile leggibilità per il vero, che vuole raccontare la città definendone identità e caratteristiche a partire dall’impatto visivo (rassicuriamo, l'impatto visivo c'è e pure la tentazione di alzare lo sguardo come da invito dello slogan), che vuole proiettare oltre anche se c'è quel 'punto' più limitante di quanto possa sembrare, un po' sottovalutato nella sua forza (per esempio Trentino Marketing la 'farfalla' l'ha liberata nell'ultimo marchio).
"Ci sono tutti gli elementi distintivi del capoluogo e del suo territorio - si spiega - dalla natura all’architettura con i loro caratteristici colori e tratti stilistici, nel nuovo brand della città di Trento realizzato dall’agenzia milanese Carmi e Ubertis. Segni caratteristici che si uniscono nel nome proiettato idealmente verso la montagna, l’orizzonte e il futuro, che trovano un filo conduttore nel verde, il simbolo della natura e della fertilità, della vita che si rinnova. E che, soprattutto, assumono un significato profondo: un cambio di passo, un’operazione inedita".
E ci vuole un po' di fantasia a intercettare, senza aiuti e suggerimenti, queste sfumature concettuali. Il logo si accompagna all’introduzione dell’Atesina, il nuovo carattere tipografico progettato per l’occasione per esaltare lo storico ruolo di Trento che tra il XIV e il XV secolo si affermava come ponte e tappa intermedia nel percorso tra il nord e il sud del Continente.
Un periodo molto ampio in cui la città ottiene con l'insurrezione di Rodolfo Belenzani lo stemma San Venceslao mentre il Concilio (1545-1563) è del XVI secolo. E se si vuole puntare anche su quest'ultimo filone e sembra necessario rilanciare "Trento, città del Concilio" e tradurre questo "slogan" sul mercato tedesco come "Trento, città della riforma", se si vuole strizzare l'occhio oltre il Brennero (in fin dei conti si consumò la scissione tra protestanti e cattolici).
Ma ritorniamo alla spiegazione del marchio. Nelle forme delle lettere i tratti squadrati del gotico si fondono così con quelli morbidi del romanico mentre le tinte scure si schiariscono lettera dopo lettera e una linea ascendente, che evoca l'architettura della città, si sviluppa come una scala, unendo le due “t” e rimarcando il connubio con la montagna. Una scelta grafica che giustifica simbolicamente il senso del messaggio esplicito: “Alza lo sguardo”. Puntare gli occhi verso le montagne significa guardare oltre, verso l’Europa e verso il futuro. Alla ricerca di sostenibilità, benessere, novità e fiducia. Il capoluogo, si sa, aspira da sempre a tutto questo.
Insomma, dall'architettura alle montagne, bisogna fare il pieno di immaginazione. Forse sarebbe stato sufficiente scrivere il nome della città in modo chiaro, forse si sarebbe potuto riprendere il marchio "Trentino" e farlo diventare "Trento" con una parvenza di uniformità e di strategia visiva trentina, certo si sarebbe perso il brivido della fantasia.
A ogni modo il marchio è stato presentato con l'imprimatur delle grandi occasioni all'Itas Forum. "Non si tratta di un banale aggiornamento grafico, il vero obiettivo, piuttosto, è quello di esprimere un nuovo concetto unendo i tanti elementi distinti e complementari che caratterizzano la città”, chiarisce infatti il direttore dell'Azienda per il turismo Trento e Monte Bondone, Matteo Agnolin. “Con questa operazione intendiamo rafforzare l’identità del capoluogo trasformandolo in una meta di viaggio in senso lato, un luogo capace di fungere da traino per le iniziative culturali, naturalistiche e sportive dell’intero territorio. Insomma, una vera propria iniziativa di city branding”.
A differenza di ciò che accade con le tradizionali iniziative di promozione turistica, la costruzione del marchio cittadino, viene spiegato, chiama in causa una prospettiva più ampia che investe la sfera dei significati, della storia e della cultura evocati dal logo della città. L’obiettivo non è solo quello di incrementare l’attrattività sotto diversi punti di vista ma di creare valore nella percezione dei turisti, degli investitori e dei cittadini.
“Alla base del nuovo brand c’è il connubio tra Trento e le sue montagne, una relazione che ispira la propensione della sua comunità a guardare in alto e a proiettarsi verso il futuro”, spiega Elisabetta Bozzarelli, assessora al turismo del Comune di Trento. “Ma la città è molto altro ancora: storia, cultura, arte e tradizioni sono portatori di bellezza mentre l’innovazione, un altro elemento che ci caratterizza, rappresenta la costante spinta al miglioramento della qualità della vita ed evoca il dinamismo delle nostre imprese e la forza delle nostre istituzioni accademiche. Il marchio, dunque, racchiude in sé l’immagine della città e ne esprime la dimensione internazionale”.
A partire da questo presupposto, l’operazione avviata dall’Apt con l’introduzione del nuovo logo si fonda sul coinvolgimento di tutti gli attori che possono contribuire allo sviluppo della realtà urbana. Tra questi ci sono i turisti, ovviamente, oltre ai potenziali abitanti e gli organizzatori di eventi alla ricerca di una destinazione adatta. Ma anche gli stessi residenti. A loro il compito di alimentare il senso di appartenenza e di trasformarsi in ambasciatori del proprio territorio all’esterno.
“Catturare in una forma la Trento di oggi. Riassumere in un tratto grafico contemporaneo la storia, ma anche il presente e il futuro, le radici e le ali di una città che vuole essere più verde, più europea, più accogliente”, commenta il sindaco di Trento, Franco Ianeselli. “Il brand che presentiamo oggi ha centrato questi obiettivi rielaborando profili antichi, come quelli dei merli della torre civica, colori caratteristici - la cuspide verde della torre ma anche delle montagne - e proponendo un font tutto nuovo che è gotico-italico, nordico e insieme caldo e mediterraneo. In questo senso il brand non esprime solo una vocazione ma indica anche una direzione e un’aspirazione al dinamismo, al pensare oltre e insieme quel che vogliamo diventare ben conoscendo quel che siamo e che siamo stati. Come si vede, oltre che un brand, è anche un programma di lavoro”.
La soddisfazione appare tanta per il varo del nuovo marchio. “Il lancio del nuovo brand assume un significato di ampia portata e ci consente di aprire una nuova fase nella pianificazione del futuro del territorio”, conclude il presidente dell'Apt Trento, Franco Aldo Bertagnolli. “L’iniziativa segna infatti un cambio di passo nella promozione del capoluogo e ben rappresenta la nostra volontà di trasformare la città in una destinazione ancora più accogliente per i visitatori esaltandone l’identità attraverso una progettazione condivisa dal basso capace di coinvolgere tutti gli attori interessati non solo nel settore turistico”. Si augura un futuro radioso al nuovo city brand, che si spera possa affermarsi e funzionare nonostante resti piuttosto bruttino.












