Dopo un concerto nella casa di riposo, Giovanni chiede di tornare a suonare: "Gli abbiamo donato una fisarmonica: il suo sorriso ci ha scaldato il cuore"
La felicità sta nelle piccole cose. Lo testimoniano storie come quelle di Giovanni Resch, il cui sorriso si è fatto più luminoso che mai dopo essere tornato a stringere fra le sue mani una fisarmonica

CEMBRA LISIGNAGO. La vista di un oggetto può far viaggiare la mente, facendo emergere dolci ricordi ormai sopiti. Così è accaduto a Giovanni Resch che, dopo aver assistito ad un concerto nella casa di riposo in cui vive ha chiesto di poter tornare a suonare la sua amata fisarmonica. "Voleva provare il mio strumento - ricorda Marco Graziola, che racconta l'episodio a Il Dolomiti -. Qualche giorno più tardi gliene ho portato uno tutto per lui: ora potrà suonarlo quando vorrà".
È una storia commovente, quella di Giovanni. Un uomo originario di Ceola che alla vista di una fisarmonica non ha saputo resistere: "Anni fa suonava ad orecchio, per passione. Da quando è entrato nella casa di riposa, per motivi di salute, non ha tuttavia più toccato nessuno strumento". Dalla nostalgia emersa durante un concerto parte del Festival della fisarmonica di Fiemme e Fassa-Valli dell'Avisio, è nata quindi la voglia di tornare, in qualche modo, a mettersi in gioco.
"Si è riappassionato in un baleno, al punto da chiedermi di poter suonare la mia fisarmonica - ribadisce Marco -. Così ho deciso di muovermi per fargliene avere una tutta sua". Dopo il concerto di venerdì 7 luglio con Gianluca Campi, Marco si è messo in contatto con l'associazione Musikarte, che ha fornito uno strumento, consegnato all'anziano due giorni più tardi.
"Mi commuovo tutt'ora a ripensare alla felicità di Giovanni nel poter tornare a suonare: lui stesso si è emozionato. Il suo sorriso ci ha scaldato il cuore", conclude. Una meravigliosa storia che ricorda quanto la felicità stia davvero nelle piccole cose.














