E' Giacomo Merlo il nuovo presidente di Acav, l'associazione trentina impegnata da decenni in Uganda per migliorare l'accessibilità all'acqua e all'istruzione
L'avvocato Giacomo Merlo raccoglie il testimone da Giorgio Boneccher. Alla vice presidenza è stata confermata Laura Strada. Nata nel 1985, Acav è una organizzazione non governativa che opera in Uganda

TRENTO. Avvicendamento alla guida di Acav, l'organizzazione non governativa trentina che opera in Uganda. E' Giacomo Merlo il nuovo presidente e raccoglie il testimone da Giorgio Boneccher.
Dopo sette anni si chiude la presidenza di Boneccher, il quale ha dato le sue dimissioni ma resta all'interno del Consiglio direttivo a supporto della gestione dell’organizzazione. A subentrare Merlo, avvocato di Trento e nella governance dell'associazione dal 2019. Nel ruolo di vice presidente è stata confermata Laura Strada.
Nata nel 1985, Acav è una organizzazione non governativa che opera in Uganda, un Paese risparmiato dalle guerre e dove l’età media della popolazione è di 17 anni appena. In questa terra, da decenni, l'associazione scava e riabilita pozzi d’acqua e consente l’accesso a fonti idriche sicure per l’agricoltura e il sostegno alla popolazione.
Nel tempo, e facendo leva sull’importante coinvolgimento delle risorse umane locali, ha ampliato il raggio d’azione: non solo pozzi ma anche scuole, formazione professionale e assistenza tecnica in campo agricolo, dove vengono privilegiati interventi sostenibili e rispettosi dell’ambiente.
Inoltre Acav è vicina ai rifugiati del Sud Sudan, che scappando da una lunga guerra civile hanno trovato asilo nei campi profughi dell’ Uganda: circa un milione e mezzo di persone.
Acqua, istruzione, sviluppo sono i cardini dell’impegno dell’associazione che opera attraverso progetti europei e con il sostegno di enti pubblici e donazioni: un impegno, concreto, costante, particolarmente importante in un tempo segnato dalla guerra in Ucraina e ancor prima dal Covid con pesanti conseguenze anche sul tessuto sociale, economico, sanitario dell’Uganda.

















