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| 15 giu 2023 | 11:20

Gli alunni realizzano un’aiuola con un mandorlo per ricordare la maestra Marta Paltrinieri: “Tutto questo ci ha dato tanta carica e tanta speranza”

Il ricordo degli alunni per la maestra Marta Paltrinieri, scomparsa dopo un malore improvviso: “Insieme alle nostre insegnanti abbiamo pensato di dedicarle un angolo della scuola, abbiamo scelto il mandorlo perché è il primo albero che fiorisce alla fine di un lungo inverno, come a dirci che la primavera torna sempre”

Gli alunni realizzano un’aiuola con un mandorlo per ricordare la maestra Marta Paltrinieri
di Redazione

RIVA DEL GARDA. In questi giorni le tre classi quinte della scuola di Varone hanno inaugurato una aiuola molto speciale, progettata e realizzata quest’anno ma partita dalla lontana terza. Era il 2020, l’anno già difficile della pandemia di covid-19, quando la scuola primaria “Gianfranco Fedrigoni” di Varone si è trovata in una situazione inaspettata e tristissima: la maestra Marta Paltrinieri, delle allora classi terze, si è sentita male e nel giro di pochi giorni è morta.

 

“Insieme alle nostre maestre abbiamo pensato di fare un angolo della scuola per ricordarla – spiegano alunne e alunni – così abbiamo pensato di piantare per lei un albero. Un albero che fiorisca alla fine dell’inverno. Marta, che amava tanto il giardinaggio, ne sarebbe stata felice”. La scelta è caduta sul mandorlo e a giugno l’albero è stato piantato.

 

Chiusa la scuola, nel corso dell’estate le maestre a turno hanno annaffiato il mandorlo, visto anche il grande caldo di quell’anno. In settembre, alla ripresa della scuola, le classi (che nel frattempo erano diventate le quarte) tutt’intorno alla pianta hanno messo a dimora tante viole del pensiero, disponendole a forma di cuore: uno giallo e uno viola-azzurro. Hanno quindi scelto dei cuori-mandala da colorare e li hanno consegnati anche alle altre classi, e ogni classe ha colorato e plastificato il suo. Il 2 marzo, giorno del primo anniversario della scomparsa della maestra Marta, i ragazzi hanno appeso al muro tutti i cuori colorati, che hanno rallegrato lo sfondo.

 

“Alla fine della scorsa estate i cuori erano ormai sbiaditi – raccontano i ragazzi – così abbiamo pensato a come potevamo decorare il muro in modo permanente. È uscita l’idea dei murales, ci piaceva e ci siamo divisi in gruppi per pensare al disegno che avremo dipinto”. Sono stati scelti il lago e gli olivi, simbolo del territorio.

 

Ma il muro poteva bastare? Divisi a coppie, gli alunni hanno realizzato diversi progetti, riunendosi poi in sei gruppi e perfezionandone di ulteriori, per poi presentarli a tutte le classi riunite e sottoporli al voto. “Qui è cominciato il bello – raccontano i ragazzi – trovare chi potesse aiutarci in quest’impresa. Il dirigente Maurizio Caproni ci ha dato subito il suo appoggio e ci ha messo in comunicazione con il Comune, che ci ha fornito i colori e le piantine. Adesso siamo qui a condividere con voi questo piccolo angolo del pensiero”.

 

Perché angolo del pensiero? “Perché tutti noi abbiamo perso qualcuno di importante nelle nostre vite. Qui, davanti al mandorlo, sentiamo che c’è vita, c’è energia, e tanto bene. Il mandorlo è il primo albero che fiorisce alla fine di un lungo inverno, come a dirci che si può resistere anche a momenti duri, difficili e tristi: la primavera torna sempre. Realizzare tutto questo ci ha dato tanta carica e tanta speranza, perché non sempre si può vedere solo con gli occhi. Possiamo vedere anche con il cuore, sentire di non essere mai soli, come l’albero spoglio in inverno, al freddo e al gelo, ma che poi la primavera abbraccia”, concludono gli studenti.

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