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| 24 feb 2023 | 22:16

Guerra in Ucraina, ''La Russia è già umiliata da un'operazione disastrosa ma la sconfitta militare non è possibile'', l'esperto a un anno dall'invasione russa

La Cina ha presentato un piano in 12 punti per un cessate il fuoco, l'esperto Matteo Zola: "Si è spesso parlato di un'alleanza con Mosca ma non mi pare che ci sia una convenienza reciproca e c'è troppo divario tra i due Paesi". E sulla Moldavia: ''Difficile un'invasione, modo per destabilizzare e creare un diversivo"

TRENTO. "E' difficile tracciare un andamento di questa invasione e probabilmente qualcosa sarà più chiaro durante l'estate". Queste le parole a Il Dolomiti di Matteo Zolaesperto di Europa centro-orientale e area post-sovietica e giornalista per l'Osservatorio Balcani Caucaso. "La Russia è già umiliata da un'operazione disastrosa ma la sconfitta militare non è possibile, solo per il deterrente nucleare, e la via di uscita da questo conflitto appare ancora lontana".

 

A un anno dall'invasione russa, la Cina ha presentato un piano in 12 punti per un cessate il fuoco, il "No" all'uso di armi nucleari e agli attacchi alle centrali elettriche. "La posizione di Pechino è interlocutoria", prosegue Zola. "Si è spesso parlato di un'alleanza con Mosca ma non mi pare che ci sia una convenienza reciproca e c'è troppo divario tra i due Paesi. C'è poi la grande pressione di Stati Uniti e Nato, un intervento così forte che può essere letto come un messaggio di unità rivolto a Xi Jingping e una risposta alle difficoltà patite in Medio Oriente, soprattutto con il ritiro in Afghanistan".

 

L'aggressione militare è iniziata il 24 febbraio 2022 con Putin che sperava di poter rovesciare rapidamente il governo democraticamente eletto dell'Ucraina. Il piano è fallito e la guerra si è tramutata in un conflitto più ampio con conseguenze più profonde a livello internazionale. Si stima che i soldati morti in quest’anno siano più di 100 mila tra gli ucraini e quasi 200 mila tra i russi "ma i dati non sono attendibili e la propaganda da entrambe le parti è molta, per esempio da un anno si rincorrono voci su un cambio di vertici al Cremlino. Un'eventualità -che comunque andrebbe soppesata perché sarebbe probabile la presa di potere da parte dell'esercito e dei servizi segreti, quindi non leader moderati".

 

Nel giorno dell'anniversario, Zelensky si è rivolto alla popolazione e all'esercito per dichiarare che il 2023 sarà l'anno della vittoria. "In questa fase - commenta l'esperto di Europa centro-orientale e area post-societica e giornalista per l'Osservatorio Balcani Caucaso - l'Ucraina sembra un po' in difficoltà e ha diramato indicazioni di reclutamento dei rifugiati all'estero e servono armi per contrastare i russi in quanto penso che sia in corso e che ci sarà una grossa offensiva della Russia per cercare di conquistare almeno il Donbas e creare un corridoio verso la Crimea. Seppur meno preparato, l'esercito della Russia è numericamente molto più grande, però resta complicato capire quanto avviene sul campo: una guerra imprevedibile nella quale abbiamo assistito alla ritirata da Kyiv e poi all'arretramento delle linee su Kherson".

 

Intanto anche la Moldavia è ritornata a temere un'invasione russa. Nelle ultime settimane il governo di Chișinău ha spiegato pubblicamente di avere scoperto che la Russia sta cercando di organizzare un colpo di stato per imporre un esecutivo filorusso. "C'è una presenza russofona molto forte in Transnistria ma non vedo sviluppi simili al Donbas, appare più come una mossa di destabilizzazione dell'area e un diversivo per spostare l'attenzione ucraina verso il confine occidentale".

 

Insomma, si prospettano ancora mesi di conflitto. "Un chiarimento dell'andamento della guerra si potrà avere la prossima estate, anche per comprendere meglio il contesto internazionale e se ci sono le prospettive di negoziati. Poi si dovranno valutare le conseguenze di questa invasione tra deglobalizzazione e i segni lasciati tra i vari Paesi", conclude Zola.

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