Il progetto dei cori di montagna permette di donare strumentazioni mediche al Centro Nemo, Demagri: "Peccato che l'Apss abbia ignorato questo momento significativo"
Dal sogno di Margherita Valentini e Marianna Boschetto, pazienti del centro clinico Nemo, la rassegna dei cori di montagna ha coinvolto oltre 2.000 persone nel progetto di solidarietà. Gli elettromedicali donati migliorano la presa in carico degli ospiti della struttura sanitaria

TRENTO. Si è concluso un progetto di solidarietà con la donazione di nuove strumentazioni sanitarie e beni medicali al Centro Nemo a Pergine Valsugana. Dotazioni fondamentali per migliorare la presa in carico dei pazienti nel centro specialistico per le malattie neuromuscolari. Una cerimonia di consegna a conclusione dei concerti dei cori di montagna "Voci di Speranza" con protagonisti i cori di Enrosadira di Moena, 7 Larici di Predaia, Croz Corona di Denno e Coro Armonia di Cavalese.
Un momento, quello di martedì 7 novembre, molto partecipato con la presenza del vice presidente del coro Enrosadira Paolo Defrancesco con una rappresentanza dei coristi. Assenti i rappresentanti dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, così come esponenti della Provincia.
"La rete territoriale della solidarietà - commenta Paola Demagri, presidente del Coro 7 Larici e consigliere provinciale con Casa Autonomia - ha funzionato per la sensibilità dei pazienti, delle famiglie e delle associazioni, in questo caso dei cori e delle persone che hanno deciso di sostenere questo nobile progetto. Grave invece, ritengo personalmente che abbia fatto scalpore è stata la totale assenza e quindi l'insensibilità dei vertici di Apss che hanno ignorato, a quanto pare, l'invito a presenziare questo significativo momento".
Assenze che, però, non incidono sull'importante risultato raggiunto da questo progetto scaturito dal sogno di Margherita Valentini e Marianna Boschetto, pazienti del centro clinico. La passione per la tradizione musicale della montagna che accomuna le due amiche e il loro desiderio di restituire la dedizione e la professionalità ricevute durante la degenza all'ospedale di Pergine Valsugana, hanno dato vita a una grande catena di solidarietà. E la risposta delle comunità locali è andata ben oltre ogni aspettativa, triplicando l’obiettivo iniziale di raccolta fondi, dimostrando così che insieme è possibile fare la differenza. Sono state coinvolte oltre 2 mila persone.
“Questa avventura è nata esattamente un anno fa, dal sogno di voler fare qualche cosa di concreto per i professionisti del Centro Nemo, che aiutano noi pazienti ad affrontare le difficoltà quotidiane legate alle nostre patologie neuromuscolari", raccontano con commozione Valentini e Boschetto. "Abbiamo pensato di unire la nostra grande passione per i cori di montagna per far conoscere la nostra esperienza e lanciare il messaggio che da ogni situazione della vita, per quanto negativa, possiamo far nascere qualche cosa di bello. La risposta è stata emozionante e inaspettata, permettendoci di raggiungere un grande obiettivo concreto. È questa partecipazione corale il vero messaggio di speranza”.
La rassegna "Voci di Speranza" ha visto protagonisti i Cori di Enrosadira di Moena, 7 Larici di Predaia, Croz Corona di Denno e Coro Armonia di Cavalese. Il primo concerto del gennaio scorso ha creato così tanto entusiasmo intorno al progetto che, le associazioni della Val di Non e della Val di Fiemme, si sono unite dando vita in pochi mesi a una rassegna di 6 concerti, così come a una serata con cena solidale. Con il sostegno delle Amministrazioni comunali di Moena, Predaia e Predazzo, la partecipazione di vigili del fuoco volontari, gruppi alpini, gruppi giovanili, croce rossa, circoli culturali e sportivi, Associazioni di donne e anziani, il progetto ha visto il coinvolgimento di oltre 2.000 persone, tra volontari e spettatori.
"Gli elettromedicali donati ci permettono di continuare a migliorare in modo sempre più mirato e completo la presa in carico dei pazienti", dice Riccardo Zuccarino, direttore clinico del Centro Nemo. "Strumenti preziosi che ci consentiranno di affiancare il percorso riabilitativo con tecnologie all’avanguardia dal punto di vista clinico e di ricerca. E noi non possiamo che ringraziare di cuore per questa dimostrazione di bene. Perché sappiamo che il nostro impegno di cura è sostenuto anche dall’abbraccio solidale di queste comunità che hanno creduto nella voce di speranza di Margherita e Marianna".
Il sistema di elettromedicali donato avrà un impatto significativo sulla presa in carico dei pazienti. Consentirà, infatti, di effettuare un monitoraggio puntuale delle funzioni respiratorie e cardiache, prevenendo le situazioni di acuzie; non solo, l’attenzione si è estesa anche alla ricerca, pensando a strumenti di conservazione dei farmaci per gli studi di ricerca e per i trattamenti innovativi. E ancora, parte dei fondi donati sarà investita per sostenere i percorsi di presa in carico psicologica di bambini, adulti e delle loro famiglie.
"La rassegna 'Voci di speranza' ci ricorda la reciprocità del dono e il suo valore nel mettere in circolo il desiderio di essere parte di un progetto condiviso. Perché il sogno nato da un’amicizia diventa speranza cantata, capace di toccare le corde del cuore di una comunità, che si trasforma in risposta ed impegno di cura", conclude Demagri.














