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Trento
04 marzo | 18:00

"In un'azienda trentina due impiegate rimosse dall'incarico perché in gravidanza a rischio". La lettera del delegato Fiom verso lo sciopero dell'8 marzo

Il messaggio è stato raccolto dal gruppo femminista Non una di meno Trento che ha indetto uno sciopero per la Giornata internazionale della donna. Il delegato Fiom: "Sono un milione e 404 mila le donne che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali nei luoghi di lavoro. La maggior parte di loro non denuncia e non ne parla"

"In un'azienda trentina due impiegate rimosse dall'incarico perché in gravidanza a rischio"
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Sono un milione e 404 mila le donne che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali nei luoghi di lavoro. La maggior parte di loro non denuncia e non ne parla". Dopo la lettera delle insegnanti arriva anche quella di un delegato Fiom a sostegno dello sciopero transfemminista dell'8 marzo, indetto da Non una di meno Trento.

 

"Il 38% delle lavoratrici non ha un contratto fisso e di queste, il 60% non ha un contratto regolare - scrive il delegato nel messaggio inviato al gruppo di attiviste -. Questo accade soprattutto nell'assistenza sanitaria dove le lavoratrici hanno un contratto di lavoro parzialmente regolare ma con un numero di giornate inferiore a quelle prestate effettivamente".

 

Nel testo si fa riferimento anche alle lavoratrici con contratto indeterminato in staff leasing, denunciando un episodio. "In una grande azienda del Trentino due impiegate sono state rimosse dall'incarico e rispedite in agenzia interinale perché in gravidanza a rischio, 6 mesi d’indennità da fame e poi a casa, venendo meno alla legge numero 1204 del 30 dicembre 1971 sulla tutela delle lavoratrici madri". Per questo il delegato Fiom ripete che "oggi abbiamo il bisogno di sostenere, ovunque ci siano le condizioni, lo sciopero internazionale transfemminista di Nudm".

 

Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera.

 

Perché penso che l’otto marzo debba essere un giorno di lotta.

 

Oggi abbiamo il bisogno di sostenere, ovunque ci siano le condizioni, lo sciopero internazionale transfemminista del movimento Non una di Meno Trento. Oltre ad essere il paese che possiede il più alto tasso di precariato in Europa (in Trentino il più alto tasso di precariato in Italia) siamo quel paese che ha il più alto tasso di disoccupazione femminile.

 

Il tasso di occupazione femminile in questo paese si attesta intorno al 48%. Il 38% delle lavoratrici non ha un contratto fisso e di queste 38%, il 60% non ha un contratto regolare. Questo accade soprattutto nell’assistenza sanitaria dove le lavoratrici hanno un contratto di lavoro parzialmente regolare ma con un numero di giornate inferiore a quelle prestate effettivamente.

 

Che dire per le lavoratrici che lavorano con contratto indeterminato in staff leasing? In una grande azienda del Trentino, due impiegate sono state rimosse dall’incarico e rispedite in agenzia interinale perché in gravidanza a rischio, 6 mesi d’indennità da fame e poi a casa, venendo meno alla legge numero 1204 del 30 dicembre 1971 sulla tutela delle lavoratrici madri. Ma chi lavora tramite agenzia non ha diritti alcuni, che siano contratti settimanali o a contratti a tempo indeterminato. Le lavoratrici guadagnano in media il 27% in meno dei lavoratori e solo il 28% delle donne ricopre un ruolo manageriale.

 

Sono un milione e 404 mila che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali nei luoghi di lavoro. Cosa rivelano gli esami giudiziari? 80,9% non denuncia e non ne parla; 8,2% ne parla con i colleghi; 4,1% ne parla con il datore di lavoro. Spesso le ragioni che portano a non denunciare sono la condizione di precarietà per la maggioranza delle lavoratrici e il pericolo che chi solleva il problema rischia, non solo di non essere creduta, ma di venir marginalizzata dagli altri colleghi.

 

Nel 2022 sono state uccise 120 donne, non ci sono tutele efficaci per le donne vittime di violenza, troppi pochi i centri antiviolenza e non esiste una politica nelle scuole che possa cambiare la società maschilista e patriarcale di questo paese.

 

Per tutti questi motivi penso sia necessario scioperare contro la violenza maschile sulle donne e contro ogni forma di violenza di genere e discriminazione per costruire tutti insieme un mondo diverso.

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