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Trento
03 marzo | 19:11

“Le nostre studentesse vivono in un’epoca di pressioni legate a stereotipi di genere”. La lettera di due insegnanti per l’8 marzo: “La scuola di oggi non è luogo sicuro per tutti”

Il messaggio, inviato al gruppo femminista Non una di Meno, vuole essere un invito per tutte le insegnanti trentine allo sciopero transfemminista indetto per la Giornata della donna: "Le umiliazioni, purtroppo, arrivano anche da parte di noi insegnanti, in una scuola sempre più basata su un falso concetto di merito e sempre meno sull’inclusione"

“Le nostre studentesse vivono in un’epoca di pressioni legate a stereotipi di genere”
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. “Le nostre studentesse stanno vivendo in un’epoca in cui subiscono notevoli pressioni. Pressioni per conformarsi a un canone estetico irraggiungibile, veicolato dai social media”. A scrivere queste parole sono due insegnanti di due diverse scuole in Trentino che in vista della Giornata internazionale della donna hanno inviato una lettera al gruppo femminista Non una di Meno –Trento.

 

Un messaggio che vuole essere un appello alle insegnanti perché aderiscano allo sciopero transfemminista indetto da Nudm l’8 marzo.

 

“Le pressioni sono legate agli stereotipi di genere – proseguono - che le vedono sempre come ‘meno abili’ nelle materie tecnico scientifiche e le tengono lontane da certe carriere lavorative, spesso le più prestigiose. Le umiliazioni, purtroppo, arrivano anche da parte di noi insegnanti, in una scuola sempre più basata su un falso concetto di merito e sempre meno sull’inclusione”.

 

Ma soprattutto, sottolineano le autrici della lettera, “la scuola di oggi non per tutte le studentesse e studenti è un luogo sicuro. Alcuni professori a lezione si permettono anche di fare battute sessiste o sull’aspetto fisico, sapendo di restare impuniti”.

 

Le attiviste di Non una di meno ricordano che il programma dello sciopero “L’otto marzo tutto l’anno” (08 marzo 2023) avrà inizio a partire dalle 15.30 con ritrovo in piazza Duomo, da cui alle 18 partirà il corteo lungo le vie del centro storico. L’arrivo è previsto alle 20 in piazza d’Arogno, dove si proseguirà fino alle 22.

 

Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera, pubblicata da Nudm Trento.

 

Appello alle insegnanti del Trentino.

 

Le nostre studentesse stanno vivendo in un’epoca in cui subiscono notevoli pressioni. Pressioni per conformarsi a un canone estetico irraggiungibile, veicolato dai social media. Pressioni per le prestazioni che ci si aspetta da loro dal punto di vista scolastico e della carriera universitaria. Pressioni legate agli stereotipi di genere che, ad esempio, le vedono sempre come “meno abili” nelle materie tecnico scientifiche e le tengono lontane da certe carriere lavorative, spesso le più prestigiose.

 

Pressioni e umiliazioni, purtroppo, anche da parte di noi insegnanti, in una scuola sempre più basata su un falso concetto di  merito e sempre meno sull’inclusione. Una scuola gerarchica, con gli studenti all’ultimo posto. Infatti la scuola di oggi non per tutte le studentesse e studenti è un luogo sicuro. Alcuni professori a lezione si permettono anche di fare battute sessiste o sull’aspetto fisico, sapendo di restare impuniti.

 

Nelle nostre classi ci sono persone che devono nascondere il loro orientamento sessuale per paura di essere isolate dai compagni e non venire protette dai docenti.

Le persone trans a scuola sono spesso discriminate e marginalizzate, con professori che, per scelta o per mancanza di strumenti, non possono usare il loro nome di elezione. Molte scelgono di negare la loro identità di genere piuttosto che lottare ogni giorno.

 

A scuola spesso studenti e studentesse sono lasciate da sole, senza una reale educazione sessuale ed affettiva per lo sviluppo di competenze relazionali nelle dinamiche di gruppo e di coppia, quali l’ascolto, l’empatia, la capacità di stare insieme, il riconoscimento, il consenso, la valorizzazione delle differenze. Questo tipo di interventi educativi, già presenti solo “a spot”, stanno anche venendo messi in discussione da parte del governo provinciale.

 

Studenti e studentesse infine vengono costretti a subordinare la loro formazione umana al mondo del lavoro, con una alternanza scuola lavoro che in alcuni tragici casi ha portato degli studenti alla morte.

 

Lottiamo noi che abbiamo il privilegio di farlo, per noi, per loro e per tutte le donne. Partecipiamo allo sciopero dell’8 marzo di Non una di meno, nel pomeriggio in centro a Trento: facciamo sentire la nostra solidarietà, se ci fermiamo noi si ferma il mondo.

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