Mobbing sul lavoro, aumentano i casi "per lo più nel pubblico, dalla Provincia all'Azienda sanitaria al Comune di Trento". Sono già 70 nei primi 3 mesi del 2023
Salgono al 28% nel 2022 le richieste di supporto per lavoratrici e lavoratori che denunciano difficoltà nella conciliazione della vita lavorativa e familiare, la flessibilità, la precarietà e il mobbing subito. Il consigliere di parità: "C'è ancora molto da lavorare per aumentare il benessere lavorativo delle persone. Casi di mobbing? Nessuno denunciato in Consiglio provinciale"

TRENTO. Aumentano quasi del 30% le richieste di supporto e intervento per lavoratrici e lavoratori nel 2022 (rispetto al 2021) che denunciano difficoltà nella conciliazione della vita lavorativa con quella familiare (soprattutto nel momento del rientro delle lavoratrici dalla maternità), la flessibilità, la precarietà del lavoro e soprattutto il mobbing subito. Per gli stessi motivi sono 70 i casi in trattazione registrati nei primi tre mesi del 2023 (contro i 50 dello stesso periodo dello scorso anno).
E' questo quanto emerge dai dati dell'attività 2022 del Consigliere di parità (Cdp), Matteo Borzaga, presentati il 13 aprile in conferenza stampa in sala dell'Aurora a palazzo Trentini.
"Nel 2022 sono aumentati notevolmente (del 28% circa) i casi affrontati - ha detto il consigliere -: si ritiene che ciò sia dovuto da un lato all'aumento di situazioni di disagio di cui soffrono lavoratrici e lavoratori (legate al peggioramento delle condizioni di lavoro e il connesso incremento delle situazioni di disagio determinate sia dalla progressiva flessibilizzazione dei rapporti di lavoro, sia dall’onda lunga della pandemia) e dall'altro da una maggiore visibilità dell'ufficio conseguente al nuovo incardinamento".
Secondo quanto riportato dai dati nel 2022 sono stati affrontati quasi esclusivamente casi di discriminazione individuale: 91 le nuove prese in carico a cui si sommano 18 fascicoli aperti in precedenza e chiusi nel 2022 (per un totale di 109 casi trattati, a fronte degli 85 del 2021). Sono stati 209 i colloqui individuali o di mediazione effettuati, il 26% in più dei 166 dell'anno precedente. Le email inviate all'utenza sono state 1.500.
Le tematiche emerse per le richieste di supporto (che ancora oggi vedono una prevalenza femminile anche se è in crescita il numero degli uomini, attualmente al 20%) sono in prevalenza la conciliazione della vita lavorativa con quella familiare, la flessibilità e la precarietà (soprattutto femminile), il disagio lavorativo e il mobbing.
"Questi ultimi due fenomeni - ha ricordato Borzaga - sono in aumento: nel 2022 i casi di mobbing sono stati 20, per lo più nel pubblico con una distribuzione trasversale, dalla Provincia all'Azienda sanitaria alle Comunità di valle, al Comune di Trento. Nessuno in Consiglio provinciale".
Casi, ha spiegato il consigliere, "che in genere si risolvono con la mobilità o il trasferimento del lavoratore o della lavoratrice - conclude -. C'è ancora molto da lavorare in questo senso per aumentare il benessere lavorativo delle persone in generale e perché le eventuali situazioni di disagio non si sommino tra loro".
Se da un lato l'aumento delle richieste può essere legato a una maggiore visibilità del servizio di aiuto, dall'altro cresce il disagio, connesso anche agli strascichi della pandemia, che comporta un sovraccarico di lavoro, difficile da affrontare con la dotazione organica attuale.
A questo ha risposto anche il presidente del Consiglio Walter Kaswalder, che ha anticipato che "si sta ragionando sulla dotazione organica per trovare il personale necessario per rispondere all'incremento del lavoro e mettere le strutture in condizione di lavorare bene".


















