Contenuto sponsorizzato
Belluno
22 maggio | 13:15

"Invasione di baby gang e criminalità a Belluno'': ''Fuori dal coro'' dipinge una realtà che non c'è ma cosa fa il Comune che lascia la città al buio per risparmiare?

Il programma di Mario Giordano completamente fuori rotta su Belluno, ma una città che si spegne completamente poco dopo la mezzanotte è una città che dimostra un totale disinteresse verso le fasce più giovani della propria popolazione, verso i commercianti del centro storico e verso la sicurezza di tutti i cittadini

Invasione di baby gang e criminalità a Belluno'': Fuori dal coro'' dipinge una realtà che non c'è ma cosa fa il Comune
di Michele Lussu

BELLUNO. E' un coro di indignazione unanime e bipartisan quello che si è alzato nei successivi alla messa in onda della puntata di Fuori dal CoroEmergenza sicurezza – La paura arriva anche nei piccoli paesi”. La puntata ha dipinto la città di Belluno come un centro allo sbando “invasa da violenza, spaccio e baby gang” come si dice testualmente nel servizio. I toni sono drammatici, a tratti apocalittici, con una scelta di immagini, filtri visivi e colonna sonora tesa a far provare allo spettatore una sensazione di emergenza e dipingere una situazione fuori controllo. Una narrazione che ha sbigottito chi sul territorio ci vive ogni giorno e che non si riconosce nella descrizione che ne è stata data.

 

Fuori dal coro” è un programma che si rivolge a un target di spettatori di destra/centro destra. Temi quali il decoro e la sicurezza stanno a cuore agli spettatori di riferimento. Non è sempre obiettivo e, spesso, va alla ricerca del servizio che generi più scandalo e di conseguenza più share.

 

A dirlo è la stessa amministrazione comunale di Belluno che con lettera firmata dal sindaco e dall’assessore Addamiano si sono rivolti alla redazione con una lettera aperta nella quale denunciano il servizio per il danno arrecato alla città chenon rappresenta affatto la realtà civicama è anche una grave forma di disinformazione strumentale soltanto a fare un meschino scoop scandalistico a beneficio di pochi, disattenti osservatori” (Qui articolo).

 

Il servizio in effetti si presenta colmo di inesattezza quando non proprio di spudorate falsità. Fra queste ci sono i casi relativi all’omicidio di Antonio Costa e la rapina subita da Franco Ardivel, due fatti di cronaca avvenuti rispettivamente ad Alano di Piave Ponte nelle Alpi e non nel capoluogo dolomitico.

 

C’è poi la mistificazione dei dati, con la città di Belluno che viene presentata come 84esima nella “classifica sulla sicurezza”, denunciando uno scivolamento dalle prime posizioni al fondo della classifica. Il programma di Mario Giordano si guarda bene dal citare la fonte di questa classifica sulla sicurezza, ma è sufficiente una rapida ricerca internet per smentire il dato.

 

Secondo l’indagine statistica del Sole24ore (Qui info), la Provincia di Belluno si colloca effettivamente all’84esimo posto, ma di una classifica relativa all’indice della criminalità. Quasi sul fondo di una classifica che vede ai primi posti le città con il maggior numero di reati denunciati.

 

Ora la preoccupazione è per l’impatto sull’immagine della città. Anni di pianificazione turistiche e di costruzione di una buona vetrina per Belluno e la sua Provincia rischiano di essere spazzate via da una narrazione falsa e mistificatoria della città e gli amministratori cercano di correre ai ripari con lettere in cui si richiedono scuse e si minacciano querele.

 

Ma questo episodio fa riscoprire Belluno soprattutto come una città confusa. Non sono lontani i tempi in cui chi ora amministra la città faceva della denuncia del degrado e dell’insicurezza parte integrante del proprio discorso politico per ragioni elettorali e tutt’ora prevale la volontà di continuare su una narrativa securitaria, dove le situazioni di disagio vengono affrontate con ronde e interventi delle forze dell’ordine, privilegiando un approccio più “visivo” che “effettivo” nei confronti del problema. Il “degrado” diviene così il grande spauracchio per la popolazione, che guarda con la stessa preoccupazione gli assembramenti di adolescenti che bevono nei parchi pubblici e l’erba alta nei cimiteri.

 

Ma non esiste una reale volontà di affrontarlo, divenendo unicamente elemento utile al proprio tornaconto personale. Spaventano le “baby gang”, ma non ci si domanda da cosa originano questi fenomeni e come si possa prevenire questi fenomeni. Si urla alla pena esemplare per chi commette un reato, non ci si interessa a come evitare che quella persona decida di commettere un reato.

 

E' esemplificativa al riguardo la gestione dell’illuminazione pubblica in città. Per risparmiare qualcosa a bilancio pubblico, il Comune da dicembre scorso lascia al buio l’intera città e le periferie all’una di notte. E così, se si è tra i pochi intrepidi che ancora provano a passare un sabato sera per le vie del centro ci si ritrova a essere delle moderne cenerentole, con il coprifuoco da rispettare pena il rischio di trovarsi in una città completamente immersa nell’oscurità.

 

Una città che si spegne completamente poco dopo la mezzanotte è una città che dimostra un totale disinteresse verso le fasce più giovani della propria popolazione, verso i commercianti del centro storico e verso la sicurezza di tutti i cittadini. Perché sono le strade buie a essere quelle più insicure. Fuori dal Coro ha dipinto un immagine falsa della città ma ha aiutato a far emergere la vera essenza di Belluno: una comunità che vive nel terrore del degrado, ma confusa e inconsapevole rispetto la realtà che la circonda.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
| 28 agosto | 20:44
Un dato estremamente significativo considerato che, sino a questo momento, il partito fondato ad inizio febbraio da Roberto Vannacci non [...]
Cronaca
| 28 agosto | 19:23
Raffiche oltre i 110 chilometri orari in quota e impianti bloccati: centinaia di escursionisti assistiti tra Ciampac, Sass Pordoi, Buffaure e Col [...]
Montagna
| 28 agosto | 17:58
Il post pubblicato sulla pagina ''Dolomitici!'' mostra come anche in montagna siano sempre più frequenti i maleducati e gli zozzoni. [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato