Area ex Agip, no al supermercato anche da Fiab: “Sarà simbolo di una città che predica sostenibilità ma incentiva l’auto privata”
“Un intervento che rischia di compromettere la qualità della vita nel quartiere e contraddire le politiche di mobilità sostenibile recentemente approvate”. Esprime contrarietà al nuovo centro commerciale in Via Vittorio Veneto anche Fiab Belluno, che ha presentato le proprie osservazioni al Piano urbanistico: la destinazione dell’ex Agip continua a far discutere

BELLUNO. “Un intervento che rischia di compromettere la qualità della vita nel quartiere e contraddire le politiche di mobilità sostenibile recentemente approvate”. Esprime contrarietà alla costruzione del nuovo centro commerciale in Via Vittorio Veneto e alle modifiche alla viabilità dell’area anche Fiab Belluno (Federazione italiana ambiente e bicicletta): la destinazione dell’ex Agip continua a far discutere.
Nei giorni scorsi, infatti, Fiab ha presentato le proprie osservazioni al Piano urbanistico attuativo (Pua) adottato dal Consiglio comunale in variante al Piano degli interventi (qui la seduta). Secondo l’associazione, la variante contraddice il Pums (Piano urbano mobilità sostenibile), costato circa 80.000 euro e che proponeva la riduzione della mobilità privata e una nuova ripartizione degli spazi pubblici. Belluno ha infatti un elevato tasso di motorizzazione, con 694 auto ogni 1000 abitanti, e “questa prevalente modalità di spostamento - si legge nelle osservazioni - in un contesto urbano contenuto condiziona la qualità del vivere e crea disparità nella di fruizione degli spazi pubblici da parte delle altre categorie degli utenti della strada e dei cittadini”.
La bilancia politica pende però a favore dell’utilizzo dell’auto privata, mentre diverse città (perlopiù europee) stanno andando sempre più in direzione opposta. A Il Dolomiti (qui l’intervista) il presidente Claudio Giacchetti aveva già esposto quali dovrebbero essere da questo punto di vista le priorità, a partire dalla riduzione dei limiti di velocità e dall’aumento di marciapiedi e ciclabili: esattamente ciò che non si sta facendo. “La costruzione del supermercato con circa 100 nuovi parcheggi - osserva ora Fiab - si colloca lungo una direttrice già congestionata da oltre 26.000 veicoli al giorno e porterà all’interno del quartiere più auto, parcheggi e traffico. La delibera rischia di diventare il simbolo di una città che predica sostenibilità ma pratica urbanistica autocentrica”.
L’associazione fa inoltre propri anche altri due punti della petizione cittadina contro il supermercato: contrariamente all’idea che un nuovo centro commerciale diminuirebbe il traffico perché aiuterebbe a distribuire l’utenza, i residenti osservano infatti che gli esercizi commerciali nella zona sono già troppi, che quello nuovo porterà ulteriore traffico, inquinamento ambientale e acustico e chiusura dei negozi di prossimità, e infine che ci sono utilizzi alternativi migliori e di interesse pubblico realizzabili come una zona verde o un centro per le associazioni del quartiere. In base ai due criteri adottati dai progettisti per una stima del nuovo traffico, infatti, si calcolano in un caso 100 auto l’ora nell’intervallo di punta della sera, nell’altro 260: in entrambi, un via vai significativo in un quartiere residenziale.
Anche le opere compensative previste non convincono, cioè la nuova rotatoria e 30 parcheggi nell’area antistante la chiesa di Don Bosco e l’Istituto Agosti. “Queste misure - prosegue Fiab - non solo non compensano i disagi, ma rischiano di peggiorare la situazione. L’area, già urbanisticamente degradata, avrebbe bisogno di una riqualificazione: marciapiedi ampliati, corsie ciclabili ripristinate, attraversamenti pedonali sicuri, spazi verdi e arredi urbani. Invece, si propone una rotatoria inutile in ragione del poco traffico interno al quartiere e parcheggi aggiuntivi che attireranno ulteriore traffico da altre parti della città”.
Inoltre, non sembra neanche procedere il progetto di fare del quartiere una “zona 30”, con le piste ciclabili non più rinnovate e la segnaletica orizzontale trascurata. “Il contrasto tra le promesse di sostenibilità urbana e le scelte concrete dell’amministrazione è evidente. Chiediamo coerenza, trasparenza e una visione urbanistica - conclude Fiab - che metta al centro le persone, la qualità della vita, la sicurezza e l’ambiente: il futuro sostenibile dell’intera città dipenderà dalla capacità di ascolto e di progettazione condivisa”.












