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| 16 feb 2023 | 13:15

La mappa dell’intolleranza: donne e gay i principali bersagli. In Trentino tweet antisemiti e islamofobi

Al primo posto, fra le categorie maggiormente prese di mira dai discorsi d’odio, svettano le donne (43,21%), seguite da persone con disabilità (33,95%), persone omosessuali (8,78%), migranti (7,33%), ebrei (6,58%) e islamici (0,15%). Gli esperti: “Bisogna prevenire forme sempre più radicali di odio, che possono superare i confini della dimensione online e tradursi in atti concreti come i femminicidi”

La mappa dell’intolleranza: donne e gay i principali bersagli
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Donne, persone omosessuali, migranti, persone con disabilità, ebrei e musulmani: sono queste le principali vittime dell’odio online. Vox, l’Osservatorio italiano sui diritti, ha pubblicato una mappa che fotografa la situazione. “L’odio online – spiegano i curatori – si radicalizza, si fa più intenso e più polarizzato”. Secondo Vox appare evidente il ruolo di alcuni mass media tradizionali “nell’orientare lo scoppio di ‘epidemie’ di intolleranza”.

 

Il progetto di mappare l’odio che corre sui social nasce da una collaborazione con varie università. Questo lavoro consente l’estrazione e la geolocalizzazione dei tweet che contengono parole considerate sensibili e mira a identificare le zone dove l’intolleranza è maggiormente diffusa. Da gennaio a ottobre 2022, sono stati estratti 629.151 tweet dei quali 583.067 negativi (il 93% circa), nel 2021 invece sono stati estratti 797.326 tweet dei quali 550.277 negativi (circa il 69%).

Nel 2022 la rilevazione ha attraversato un periodo di forti turbolenze, segnate dalla guerra in Ucraina, dalla crisi energetica, dalle elezioni politiche, con un cambio di governo, e dall’inflazione: così anche quest’anno ansie, paure, difficoltà si sono affastellate nel vissuto quotidiano delle persone, contribuendo a creare un tessuto endemico di tensione e polarizzazione dei conflitti. Non solo, perché i discorsi d’odio si sono progressivamente radicalizzati. Quest’ultima una tendenza che era già stata rilevata ma che quest’anno è decisamente esplosa. Entrando più nel dettaglio al primo posto fra le categorie “più odiate” svettano le donne (43,21%), seguite da persone con disabilità (33,95%), persone omosessuali (8,78%), migranti (7,33%), ebrei (6,58%) e islamici (0,15%).

“Riguardo alle persone omosessuali – dicono i ricercatori – vale la pena rilevare che l’odio nei loro confronti si era progressivamente attenuato negli anni, fino a rappresentare una percentuale minima sul totale. Negli anni, lo stesso discorso vale per le persone con disabilità. Appare dunque evidente che una delle connotazioni dell’odio online rilevate dalla Mappa è una forte concentrazione sui diritti della persona, sia essa donna, gay o disabile”.

Per quanto riguarda la geolocalizzazione i discorsi antisemiti si sono concentrati nel Nord Italia (fra cui il Trentino) e nel Lazio. L’islamofobia è un fenomeno che coinvolge soprattutto Piemonte, Nord Est (fra cui il Trentino) ed Emilia. Non è un caso che i discorsi xenofobi siano siano stato rilevati soprattutto nel Nord Est e alto Lazio (in particolare a Roma) e in Puglia. L’omofobia invece si concentra in tutto il Nord, soprattutto nel Veronese, e in Calabria, mentre la misoginia corre dal Centro Nord al Centro Sud, passando per Bologna, Terni, Roma, Caserta. Infine le persone con disabilità vengono prese di mira soprattutto nel Nord Ovest, Emilia e Toscana.

Sempre secondo i ricercatori emerge sempre di più la necessità di educare all’uso dei social network e di ripensare le relazioni fra mass media, piattaforme social e utenti. Tutto questo, spiegano, per prevenire forme sempre più radicali di odio, “che possono superare i confini della dimensione online e tradursi in atti concreti come i femminicidi o i sempre più frequenti attacchi di bullismo”.

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