Contenuto sponsorizzato
| 07 mar 2023 | 16:14

"Congedo mestruale? Società di rammollite". Odio in rete, le figure femminili sono le più colpite. Poggio: "Gli attacchi arrivano dalle stesse donne per senso di frustrazione"

Sono tanti gli episodi di "odio in rete" che circola sui social. Nel mirino c'è soprattutto il genere femminile. A confermarlo i dati della settima edizione della mappa di Vox: "L'odio online si radicalizza, si fa più intenso, più polarizzato". L'intervista alla prorettrice: "Le donne sono prese di mira soprattutto quando deviano dai loro tradizionali ruoli e che culturalmente quindi escono dagli schemi"

"Congedo mestruale? Società di rammollite"
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Non è la più giovane ma la più fortunata figlia di papà con gli schei. Tutta questione di soldini", scrive Gianfranco in un commento sotto l'articolo de il Dolomiti sulla più giovane pilota d'Italia Alessia Gheser. E ancora: "Eccone un'altra che non ha in mente di fare da madre. Fare ed educare figli nessuna lo vuole più fare", commenta Eugenio.

 

Ma non basta. Sul congedo mestruale, proposto dalla Rete degli Studenti Medi di Trento, compaiono messaggi come: "Una cavolata pazzesca, società di rammollite", dice Paola. E l'articolo sull'influencer del Grappa? "Penso che voglia tirar su clientela per la sua futura attività", scrive Viviana riferendosi alla giovane che vorrebbe riaprire la malga del nonno. "Si ma è ambiguo su quale tipo di attività", risponde Daniela.

 

Questi sono soltanto alcuni dei (purtroppo) moltissimi episodi di odio in rete, che abbiamo raccolto nei commenti su Facebook sotto alcuni dei nostri articoli, pubblicati proprio in quest'ultimo periodo. A essere ancora al primo posto tra le categorie più colpite le donne, come conferma la settima edizione della mappa dell'Intolleranza, pubblicata da Vox  – Osservatorio Italiano sui Diritti che fotografa l’odio via social.

"Il fenomeno dell'odio in rete esiste e nel tempo si è sempre più radicalizzato - dichiara la prorettrice alle politiche di equità e diversità di UniTn, Barbara Poggio, intervistata da il Dolomiti -. In generale questo linguaggio più che maggiormente diffuso, sembra aver assunto connotati più 'forti' e radicali". Nel mirino troviamo le figure femminili, "attaccate sul fronte del corpo, attraverso il body shaming fino alle accuse di incapacità - prosegue -. Le donne sono prese di mira soprattutto quando deviano dai loro tradizionali ruoli e che culturalmente quindi escono dagli schemi. Ma anche quando diventano una voce pubblica. Sono tutti comportamenti che vanno a 'rompere' il paradigma dominante ed è in questi casi che arriva l'attacco".

 

Sui social inoltre molto più facile poter manifestare certe posizioni più estreme, "proprio perché, per quanto ci sia la possibilità di denunciare, c'è meno censura rispetto alla realtà non virtuale". Sulla base della letteratura internazionale specifiche sul tema, si possono individuare delle caratteristiche ricorrenti degli haters. "Basso livello socio-culturale e un alto livello di frustrazione - spiega Poggio -. Sono diversi i fattori che favoriscono il fenomeno: noia, sensazione di impotenza, rabbia interiore, paura del cambiamento, voglia di esprimersi senza contraddittorio e limiti, egocentrismo".

 

L'odio contro le donne, come confermato dai precedenti esempi riportati, viene alimentato anche dallo stesso genere femminile, "non immune all'assetto culturale sessista in cui tutti siamo inseriti - conclude la prorettrice -. A volte nelle donne si riscontra una certa frustrazione riguardo le difficoltà incontrate nella loro vita, quindi se non c'è stata attenzione nei loro confronti non ci deve essere nemmeno per 'le altre'".

 

LA MAPPA DI VOX

 

I risultati del progetto ideato da Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti, in collaborazione con l’Università Statale di Milano, l’Università di Bari Aldo Moro, Sapienza – Università di Roma e It’stimedell’Università Cattolica di Milano, resi noti a fine gennaio 2023 parlano chiaro.

 

"L’odio online si radicalizza, si fa più intenso, più polarizzato - dice la ricerca -. Appare evidente il ruolo di alcuni mass media tradizionali nell’orientare lo scoppio di 'epidemie' di intolleranza. Tra le categorie più colpite, le donne ancora al primo posto, seguite dalle persone con disabilità e dalle persone omosessuali, tornate, dopo anni, nel centro del mirino".

 

Come riportato da Vox, la rilevazione, che ha riguardato il periodo gennaio-ottobre del 2022, ha attraversato un periodo di forti turbolenze, segnate dalla guerra in Ucraina, dalla crisi energetica, dalle elezioni politiche, con un cambio di governo, e dall’inflazione: "Così anche quest’anno ansie, paure, difficoltà si sono affastellate nel vissuto quotidiano delle persone - aggiunge Vox -, contribuendo a creare un tessuto endemico di tensione e polarizzazione dei conflitti". La forte polarizzazione rappresentata dall’aumento evidente e notevolissimo delle percentuali dei tweet negativi a fronte del totale di quelli rilevati.

 

"Ad oggi stiamo dunque assistendo a una verticalizzazione del fenomeno di odio online - prosegue -, per il quale la diffusività iniziale ha lasciato il posto a un modello di dinamiche sociali sempre più incisive e polarizzate".

 

Da gennaio a ottobre 2022, sono stati estratti 629.151 tweet dei quali 583.067 negativi (il 93% circa contro 7% positivi), nel 2021 invece sono stati estratti 797.326 tweet dei quali 550.277 negativi (il 69% circa vs. 31% positivi). Nel 2022 al primo posto svettano le donne (43,21%), seguite da persone con disabilità (33,95%), persone omosessuali (8,78%), migranti (7,33%), ebrei (6,58%) e islamici (0,15%). 

 

In generale, i picchi più alti di odio si sono avuti contro le donne, in occasione dell’elezione di Giorgia Meloni a presidente del Consiglio e della sua scelta di usare il maschile per il suo titolo. "Drammatica, la concomitanza dei picchi d’odio con i femminicidi, come purtroppo le rilevazioni della Mappa dell’Intolleranza evidenziano da anni", sostiene l'indagine.

 

Le maggiori concentrazioni di discorsi d’odio e discriminatori si sono registrate sul fronte della misoginia al Centro Nord, Centro e Centro Sud (in particolare, Bologna, Terni, Roma, Caserta. Omofobia) e in tutto il Nord e soprattutto nel veronese e in Calabria.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 18:26
La Giunta provinciale ha introdotto delle misure per “razionalizzare la fruizione delle risorse idriche”: in particolare, Consorzi di bonifica [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:20
L'incendio è scoppiato all'interno del Ristorante Pizzeria Capriccio di San Michele all'Adige ed è partito da un elettrodomestico. L'immediato [...]
Cronaca
| 07 agosto | 17:09
Gli aggiornamenti della Provincia di Bolzano sul progetto di monitoraggio attivo in Alto Adige: “Solo grazie ai risultati della ricerca – dice [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato