La trentina Alessia Gheser è la più giovane pilota di aerei d’Italia: “Seguivo le lezioni la sera dopo la scuola, il volo è una passione di famiglia”
In famiglia c’è già stato un pilota delle Frecce Tricolori ma la 18enne trentina, Alessia Gheser, è diventata la pilota più giovane d’Italia ad aver ottenuto la licenza per i velivoli privati: “In futuro? Mi piacerebbe diventare pilota di linea, magari su Boeing 737”
.jpeg?itok=l3p0XLQr)
ROVERETO. Alessia Gheser è una delle studenti che frequentano l’istituto Martino Martini di Mezzolombardo, fin qui nulla di strano se non fosse che a soli 18 anni è già diventata una pilota di aerei. Anzi, per la verità la giovane roveretana è la pilota di aerei più giovane d’Italia.
Proprio in questi giorni Gheser ha ricevuto dall’Ente nazionale per l’aviazione civile il premio “Fiorenza de Bernardi”, dedicato alla prima donna pilota di linea italiana, per essere la più giovane ad aver conseguito la licenza di pilota privato di velivolo. Il riconoscimento le è stato consegnato direttamente dal presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, e dal direttore generale, Alessio Quaranta, che si sono congratulati con la giovane classe 2004 per la passione che nutre nei confronti del volo.
Come già anticipato Gheser vive a Rovereto, anche se la famiglia è originaria di Lavarone, e frequenta l’istituto Martino Martini dove segue l’indirizzo “Conduzione del mezzo aereo”. Per ottenere la licenza di pilota, con la scuola di volo Italfly di Trento, la 18enne ha dovuto superare 11 esami: “Nel 2020 ho seguito un centinaio di ore di lezioni teoriche, sempre la sera dopo la scuola”. Lezioni che si sono tenute a distanza a causa del Covid. “Gli argomenti da studiare mi piacevano quindi non è stato difficile e ho passato tutti gli esami al primo tentativo, in più alcuni argomenti li avevamo già visti a scuola”.
Oltre alla parte teorica però bisogna anche dimostrare di saper condurre un velivolo. “Si devono fare almeno 45 ore di pratica – sottolinea la giovane pilota – questa parte l’ho dovuta affrontare in quasi due anni perché all’inizio non avevo passato la visita medica di prima classe e sono stata ferma per alcuni mesi”. Ma cosa spinge una giovane a intraprendere un percorso così particolare? “La mia passione per il volo – spiega Gheser – è nata perché il cugino di mio padre era un pilota delle Frecce Tricoli mentre adesso presta servizio sugli F35. In futuro? Mi piacerebbe diventare pilota di linea, magari su Boeing 737”.


















