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Internet e giovanissimi: alle medie di Avio arriva il “patentino dello smartphone per guidare i social”

L'istituto comprensivo di Avio è stato tra i primi ad aderire all'iniziativa promossa e finanziata da Fondazione Caritro: questa mattina (9 giugno) nella scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” si è svolto l'evento conclusivo, che ha visto premiati gli alunni e le alunne delle classi prime

Di F.S. - 09 giugno 2023 - 16:23

TRENTO. Un “patentino dello smartphone” per affrontare il mondo di Internet con la giusta consapevolezza: è questo l'obiettivo dell'iniziativa promossa e finanziata dalla Fondazione Caritro e alla quale ha aderito l'Istituto comprensivo di Avio, dove questa mattina (9 giugno) si è svolta la 'premiazione' insieme agli studenti delle classi prime. “Una scuola che sa stare al passo con i tempi – sintetizzano gli organizzatori dell'iniziativa – non può ignorare la realtà virtuale in cui spesso si rifugiano anche i giovanissimi”.

 

Una realtà virtuale nella quale, come riportato in più occasioni (Qui Articolo), alle grandi potenzialità offerte dalla rete si accompagnano anche potenziali pericoli, che è necessario saper riconoscere e affrontare. Il progetto, realizzato per la prima volta durante l'anno scolastico in collaborazione con Iprase, punta proprio a questo ed ha coinvolto in Trentino ben dieci classi.

 

Questa mattina nella palestra della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri”, davanti alla platea composta da tutti gli studenti ed i docenti della scuola, alle alunni e alle alunne delle classi prime è stata come anticipato consegnata una tessera che ricorda proprio la patente di guida. “Simbolica nella forma – dice la Fondazione Caritro – ma non nella sostanza perché conseguita al termine di un avvicinamento graduale e consapevole ad Internet e alle tecnologie connesse ai dispositivi mobili, attraverso attività pensate e sviluppate per gli studenti”.

 

È importante però che in un percorso di questo tipo siano coinvolti attivamente anche gli insegnanti e le famiglie: oltre agli interventi in classe, infatti, è stato proposto un incontro promosso dai formatori della Fondazione Mec (Media educazione comunità) proprio con i genitori in un'ottica di solidarietà e di condivisione sul tema, con la consegna di un vero e proprio contratto genitori/figli per l'uso della smartphone ed una brochure con cinque consigli e strategie fondamentali per trovare terreno di dialogo rispetto all'uso del cellulare e dei social. Un approccio che, a grandi linee, è stato negli ultimi mesi sperimentato anche nel Bellunese, a Ponte nelle Alpi, dove ben 50 famiglie hanno sottoscritto un patto di comunità per regolare l'utilizzo dello smartphone tra i più piccoli (Qui Articolo).

 

Presenti questa mattina ad Avio anche il presidente della Fondazione Caritro, Carlo Schoensberg: “Fondazione Caritro – ha detto – ha fortemente voluto questo percorso, consapevole della sua importanza. Credo sia uno strumento interessante e sono felice di constatare qui oggi che anche gli alunni e i docenti lo hanno apprezzato”. Nell'augurare ai ragazzi buone vacanze, la referente di Iprase Tatiana Arrigoni ha poi invitato gli studenti a cercare di passare “molto tempo all'aria aperta lontani dai telefonini. Anche questo è un modo di educare all'uso corretto e sano dello smartphone, che è necessario. Complimenti agli insegnanti che vi hanno seguito e guidato in questo percorso e a voi per le sfide superate, come la disconnection challenge, che vi ha spronato a rimanere sconnessi”.

 

L'entusiasmo nato attorno al “Patentino per lo smartphone”, conclude la Fondazione Caritro, fa ben sperare per il proseguo del progetto che, ha aggiunto il dirigente dell'Istituto Vito Rovigo, è servito anche per affrontare alcuni vissuti dei ragazzi: “Per noi questo progetto rientra a pieno titolo nel curriculum di cittadinanza attiva. Attraverso l'esperienza in classe e il dialogo in essere tra docente e alunni, è stato possibile riflettere su tematiche molto attuali e sono emersi dei vissuti di disagio e/o di difficoltà che si sono potuti affrontare insieme, coinvolgendo anche i genitori. Un progetto, insomma, che merita un'estensione e una continuità anche negli anni a venire”.

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