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Vallagarina
08 maggio | 22:42

Dagli esperimenti al Muse all'uscita sul ghiacciaio tra autosoccorso e misurazioni sul campo, gli studenti del Liceo Filzi indagano gli impatti della crisi climatica

Si è concluso il percorso di alcuni ragazzi del Liceo Filzi di Rovereto che, nell'ambito del progetto "Filzi Valley", hanno partecipato e si sono messi in gioco tra incontri gli esperti, laboratori, spettacoli teatrali e lezioni per approfondire gli effetti e gli impatti della crisi climatica

di Progetto Filzi Valley - Liceo Fabio Filzi

TRENTO. La progettazione e costruzione di una stazione meteorologica all’Università, l’esposizione nelle sale espositive del Museo delle scienze del percorso nell’ambito del Filzi Valley e un’uscita in quota per misurare sul campo gli impatti del cambiamento climatico sul ghiacciaio Mandrone e imparare a leggere l’ambiente, accompagnati dalle guide alpine e da Christian Casarotto, glaciologo del Muse.

 

Questi alcuni dei momenti clou del lungo progetto “Filzi Valley”, portato a termine da una trentina di studenti e studentesse del Liceo Filzi di Rovereto in un percorso inserito nelle progettualità Stem attraverso i fondi del Pnrr.

 

Un progetto intrapreso per conoscere, comprendere e agire per contenere la crisi climatica.

 

Il Filzi Valley si è articolato, infatti, in una serie di incontri con esperti, laboratori, spettacoli teatrali e lezioni per approfondire le tematiche legate alla crisi climatica con il coinvolgimento del Muse, delle Guide Alpine del Trentino, del Trento Film Festival, di Appa-Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, dell'associazionetra le rocce e il cielo” e dell'associazione Glow.

 

In questo percorso gli studenti si sono confrontati con l'analisi dei dati e la ricerca delle fonti, ma hanno potuto anche interrogarsi sugli effetti della crisi climatica e sulle soluzioni per mitigarne l’impatto sull’ambiente.

 

DALL’ANALISI DEI DATI ALL’USCITA SUL GHIACCIAIO, UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEGLI IMPATTI DELLA CRISI CLIMATICA

Durante l’anno scolastico 2024/2025, il progetto "Filzi Valley" del Liceo Fabio Filzi di Rovereto ha affrontato un tema molto importante che è quello della crisi climatica.

 

Attraverso incontri con esperti, laboratori e lezioni, gli studenti e le studentesse hanno approfondito le tematiche legate ai cambiamenti climatici, ai requisiti della divulgazione scientifica e hanno collaborato con diversi enti.

 

Un aspetto molto interessante del progetto è stata la collaborazione con l'associazione Glow per approfondire la costruzione di una stazione meteorologica. Questa esperienza ha richiesto molte competenze quali programmazione, prototipazione digitale e utilizzo di stampanti 3D. 

 

Il Muse ospita una mostra dedicata agli ambienti glaciali che, attraverso strumentazioni, reperti naturalistici, grafici, immagini e video, illustrato gli studi condotti sui ghiacciai e sulla biodiversità, invitando il pubblico a riflettere sull'impatto dei cambiamenti climatici.

E’ in questo ambito che gli studenti e le studentesse hanno partecipato attivamente e si sono messi in gioco con tre esposizioni e alcuni esperimenti per approfondire diverse tematiche legate alla crisi climatica e, in particolare, alle ripercussioni sui ghiacciai.

 

L’ultimo appuntamento è stata un’escursione di due giorni sul ghiacciaio Mandrone sull’Adamello per imparare tecniche di analisi, la lettura dell’ambiente, i rischi delle valanghe e misurare sul campo gli impatti di un clima più caldo e secco. 

 

Progetti come questi permettono a molti ragazzi di comprendere la gravità della situazione e, utilizzando metodi educativi come quelli proposti dal Filzi Valley, mettono gli studenti nelle condizioni di analizzare e di affrontare i problemi ambientali del nostro tempo.

 

di Eleonora Papadia, Linda Moscatelli, Clara Consolati, Gioia Cheller, Ester Emanuelli, Ginevra Eccheli, Adam El Abdlaoui, Ginevra Mazzucchi e Chiara Prezzi

 

ESPERIMENTI, DIMOSTRAZIONI E DIVULGAZIONE, IL RACCONTO DEL PERCORSO FILZI VALLEY AL MUSE DI TRENTO

Il Muse di Trento ha ospitato un evento in collaborazione con il Liceo Fabio Filzi nella cornice del progetto Filzi Valley, un’iniziativa che nel corso dell’anno ha impegnato alcuni studenti e alcune studentesse in una serie di attività per indagare la crisi climatica.

 

Nel giorno dell’inaugurazione della mostra legata a "2025. Anno dei ghiacciai”, le sale del Museo delle scienze hanno ospitato un appuntamento di restituzione del percorso compiuto con gli esperti del Muse, di Appa, delle associazioni tra “le rocce e il cielo” e Glow.

 

In questa iniziativa i ragazzi hanno coinvolto un pubblico eterogeneo e visitatori di tutte le fasce d’età in una esposizione di contenuti scientifici legati al tema clima-ghiacciai attraverso esposizioni, laboratori e attività pratiche.

L’evento si è articolato attorno al tema dei ghiacciai, un argomento di stringente attualità e di cruciale importanza per la comprensione del cambiamento climatico.

 

Tre gruppi di ricerca, ciascuno con un focus specifico (ambiente, uomo e tecnologia) hanno guidato il pubblico attraverso un’esposizione chiara e coinvolgente delle loro indagini scientifiche. 

 

Il primo gruppo ha realizzato un modellino per spiegare la formazione di un ghiacciaio e mostrare come gli strati nel ghiaccio raccontino eventi del passato. In un contenitore trasparente sono stati sovrapposti diversi materiali (neve, sabbia, cenere vulcanica, radiazioni simulate) per rappresentare i depositi nel tempo. Successivamente è stata estratta una carota di ghiaccio per spiegare come si possano ottenere informazioni sugli eventi del passato e per evidenzia l'importanza dei ghiacciai come archivio naturale della storia della Terra.

 

Il secondo gruppo ha parlato di alcuni possibili azioni per contrastare il cambiamento climatico, come la fusione il fondersi dei ghiacciai, attraverso la tecnologia come droni, satelliti e sensori avanzati che si utilizzano per poter ricavare informazioni indispensabili sulla salute dei ghiacciai.

Infine il terzo gruppo ha scelto di approfondire un tema fondamentale per l’ambiente e il futuro del pianeta: la criosfera e l’impatto del suo scioglimento.

 

Il gruppo ha sottolineato il ruolo cruciale che svolge nel regolare il clima globale e poi ha proposto un’analisi che si è concentrata sulle due principali calotte polari: l’Artide e l’Antartide per evidenziare le differenze nel loro comportamento, nei rischi legati al riscaldamento globale e nelle possibili conseguenze future per l’ambiente.

 

In un’atmosfera carica di entusiasmo e curiosità, il progetto del liceo Filzi ha contribuito a rafforzare il suo ruolo di promotore della conoscenza e dell’innovazione mentre il Muse si è confermato un punto di riferimento per la divulgazione scientifica. 

 

di Anastazia Marinkovic, Maria Francesca Fiore, Simone Papa, Noemi Taraboi, Elisa Perottoni, Pietro Silvestri, Sebastiano Modena, Leo Parolini e Carolina Terazzi

 

DALL’AUTOSOCCORSO ALLE VALANGHE, DALLE MISURAZIONI AL RIFUGIO, CHE ESPERIENZA SUL GHIACCIAIO MANDRONE

Esercitazione di autosoccorso, pianificazione dell’escursione e preparazione dello zaino, rudimenti di nivologia e approfondimenti sulla stabilità, lettura del bollettino valanghe e la conoscenza dell’ambiente di alta montagna. E ancora la raccolta di dati e campioni.

 

Sono stati due giorni particolarmente intensi, venerdì 28 e sabato 29 marzo, per i ragazzi del Liceo Fabio Filzi saliti in quota per l’escursione conclusiva del progetto Filzi Valley, un’iniziativa che ha proposto incontri con gli esperti, laboratori e lezioni per approfondire le tematiche legate alla crisi climatica. Una serie di appuntamenti che ha coinvolto il Muse, le Guide Alpine del Trentino, il Trento Film

Festival, l’Appa-Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, l'associazione “tra le rocce e il cielo” e l'associazione Glow.

 

Il percorso si è concluso in alta quota. Muniti di attrezzature, equipaggiati con ciaspole e zaino gli studenti si sono mossi sulle cime della montagna per mettere in pratica e approfondire in ambiente alcuni degli aspetti trattati durante i vari incontri con gli esperti.

 

Gli studenti hanno trascorso le giornate sull’Adamello per scoprire il ghiacciaio del Mandrone e vedere direttamente sul campo gli effetti della crisi climatica. Nelle attività i ragazzi si sono confrontati con le Guide Alpine e Christian Casarotto, glaciologo e mediatore culturale del Muse, sull’ambiente, la ricerca e alcune misurazioni pratiche per scoprire i segreti che si “nascondono” negli strati di neve.

 

Scienza ma anche relazioni. La gita ha visto anche un confronto tra gli alunni e i professori rispetto all’intero progetto ma è stata anche un’opportunità per superare le difficoltà dell’ambiente, per stare assieme, imparare e dormire in alta quota.

 

di Filippo Dorilli, Francesca Cozzolino, Flavia Zanghì, Noemi Noriller, Camilla Bejenaru, Pietro Cristani, Christian Faa’, Giovanni Montanari e Erik Vicentini

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