Route 11-14, un progetto per una scuola diversa che si conclude, all'esame, non con la solita 'tesina' asettica ma con un lavoro sul proprio percorso di vita
Il progetto d’Istituto Route 11-14. Destinazione Mondo promosso dalle scuole medie Ciro Andreatta di Pergine e finanziato da Fondazione Caritro mostra i risultati raggiunti dopo un anno di attività. A coronamento del percorso, dunque, gli studenti non saranno più chiamati ad affrontare l’esame di stato tradizionale, svuotato di ogni senso con le ormai classiche tesine riciclate ma un riassunto autobiografico del proprio percorso, un bagaglio di competenze applicate alla produzione di un prodotto di realtà

PERGINE. Competenze, crescita personale, vita vera e non solo teoria e dogmi. E' davvero di grande interesse il progetto Route 11-14. Destinazione mondo il cui resoconto negli scorsi giorni è stato presentato all’interno dell’Aula Umanistica della Scuola Secondaria di Primo Grado ‘Ciro Andreatta’ dell’Istituto Comprensivo Pergine 1. Finanziato da Fondazione Caritro, e ispirato alle linee guida per l’orientamento già attive in altre parti d’Italia, e recepite dalla Provincia di Trento lo scorso 29 settembre 2023, il progetto punta a rinnovare l’attuale modo di fare scuola, ormai non più funzionale.
In particolare, si tratta di un progetto verticale dedicato all’accoglienza e all’orientamento degli alunni che, finito il ciclo elementare, approdano in quel limbo educativo rappresentato dalle scuole medie, dove troppo spesso la gestione della classe rasenta l’impossibile. A gettare una luce di speranza, nello sconforto quotidiano e generalizzato di tanti tra alunni, genitori e docenti, c’è però il buon esito delle attività portate avanti lungo il primo anno del progetto Route 11-14. Destinazione mondo.
Uno degli elementi che differenzia questo progetto da altri tentativi di arginare l’emergenza scolastica in atto, è l’attenzione al percorso biografico del singolo studente. Attraverso tecniche d’insegnamento consapevoli, che promuovono un linguaggio accogliente e positivo, e la realizzazione di laboratori incentrati sull’acquisizione di strategie d’azione e strumenti di scelta, i ragazzi vengono accompagnati fin dal primo giorno in un processo di crescita, che li porti a prendere consapevolezza di sé. Il compito del corpo docente, non è più quindi solo quello di trasmettere contenuti, ma quello di offrire strumenti utili ad affrontare qualunque tipo di scelta, sia dentro che fuori la scuola.
L’idea è quella di portare gli alunni a conoscere meglio sé stessi, supportandoli nel loro progetto di vita, e mostrando loro un modo di stare al mondo che si fondi su competenze reali e non su vuoti nozionismi. A coronamento del percorso, dunque, gli studenti non saranno più chiamati ad affrontare l’esame di stato tradizionale, svuotato di ogni senso con le ormai classiche tesine riciclate sulla seconda guerra mondiale o sui vulcani. Con questo nuovo approccio, gli alunni porteranno di fronte alla commissione esaminatrice un riassunto autobiografico del proprio percorso, presentando non contenuti e argomenti poco sentiti, ma un bagaglio di competenze applicate alla produzione di un prodotto di realtà. Dalla costruzione di un oggetto, alla realizzazione di un gioco matematico o l’ideazione di una storia, gli studenti mostreranno il risultato del loro percorso di autoconoscenza attraverso qualcosa di tangibile, una testimonianza concreta di come sono cresciuti lungo il triennio.
La costruzione di un “lessico famigliare” comune votato all’accoglienza e l’invito ai ragazzi a portare la propria vita e le proprie passioni all’interno della scuola rendono questo progetto, diventato già parte integrante dell’approccio dell’istituto all’insegnamento, capace di creare una cultura accogliente e allo stesso tempo orientante. Un approccio nuovo e flessibile, che si adatta alle diverse esigenze dei ragazzi e che si pone l’obiettivo finale di rimettere al centro la scuola, permettendo a tutti di apprendere.













