''La sostenibilità è anche umana. Il nostro lavoro è usurante, la domanda è cosa possiamo fare i collaboratori", chef Gilmozzi a Hospitality day in val di Fiemme
La val di Fiemme e la val di Cembra puntano sulla formazione per migliorare la proposta turistica, diversi gli ospiti all'Hospitality day: "Siamo davanti a sfide inedite che possiamo affrontare esclusivamente attraverso una rete territoriale che guarda alla qualità"

VAL DI FEIMME. Consapevolezza, spirito critico, capacità di emozionare. Questi sono alcuni degli ingredienti per un’attività di successo che sono stati illustrati ai partecipanti del secondo Hospitality Day, organizzato a Cavalese su iniziativa dell’Azienda per il turismo Fiemme e Cembra, che sempre di più punta sulla formazione per aumentare ulteriormente la qualità della proposta turistica del territorio.
“Il mercato è profondamente cambiato negli ultimi anni", spiega Paolo Gilmozzi, presidente dell'Azienda per il turismo Fiemme e Cembra. "Siamo davanti a sfide inedite che possiamo affrontare esclusivamente attraverso una rete territoriale che punta alla qualità attraverso la formazione, imprescindibile, e la consapevolezza della propria identità. Momenti di incontro e confronto tra gli operatori ci permettono di guardare insieme al futuro, un futuro che ora ci proietta al 2026, ma che deve anche puntare oltre, sempre nel nome della qualità”.
La giornata di talk, dimostrazioni e degustazioni è stata aperta dallo chef stellato e presidente di “Ambasciatori del Gusto" Alessandro Gilmozzi, che ha parlato di fidelizzazione del personale: “Si parla molto di sostenibilità ambientale, ma altrettanto importante è quella umana. Il nostro è un lavoro che può essere usurante; per questo dobbiamo chiederci cosa possiamo fare per i nostri collaboratori, per garantire loro una vita dignitosa. Quella del personale è solo una delle problematiche del settore: sarebbe importante riuscire a creare, a livello di valle, un confronto nel lungo periodo, senza ipocrisie e invidie, per raggiungere obiettivi condivisi”.
L'esperto e consulente di marketing Enrico Mazza ha invece parlato di motivazione: “Per avere successo serve consapevolezza: il perché deve venire prima del cosa e del come. Servono onestà e spirito critico: è più facile dare la colpa agli altri degli insuccessi piuttosto che cercare di capire cosa non funziona. È importante accettare che non si può piacere a tutti, bisogna puntare a chi può identificarsi nel nostro progetto, regalando emozioni”.
Molto gradito l’intervento del neuroscienziato Andrea Bariselli, il quale ha illustrato come reagisce il cervello umano agli stimoli, soprattutto olfattivi. Con una dimostrazione pratica su una volontaria, i presenti hanno potuto vedere le area cerebrali che si “accendono” in presenza dei profumi del bosco, capendo così quanto le sensazioni, anche inconsce, abbiano un ruolo nella scelta e nel gradimento di una vacanza: ancora una volta la parola chiave è “emozionare”.
Una giornata caratterizzata da interventi stimolanti e concreti, come i consigli di Gennaro Buono, miglior sommelier d’Italia nel 2012, su come creare una carta dei vini impeccabile, “un vestito sartoriale cucito su misura per ogni azienda”. Il bartender Patrizio Monsorno ha spiegato come creare un drink che sprigioni il profumo del territorio, mentre il critico gastronomico Luigi Cremona ha parlato di eleganza, ricerca ed estro creativo nella produzione e nel servizio dei formaggi a km zero e Giulia Sturz ha invece proposto dei break motori per il risveglio muscolare.
Tra i partecipanti al seminario l’albergatrice Stefania Zorzi: “La formazione è fondamentale nel nostro lavoro, così come è importante condividere momenti di confronto con gli altri operatori del territorio. Auspico che queste occasioni siano sempre più partecipate perché sono convinta che per andare lontano, anche in ambito turistico, sia necessario andare avanti insieme”.


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