Contenuto sponsorizzato
Trento
07 novembre | 20:20

Pillola anticoncezionale gratis solo fino a 26 anni e da ritirare nei consultori, Ferrari (Pd): ''Misura discriminatoria". I farmacisti: "Escluderci riduce l'accesso al farmaco"

Fa discutere l'orientamento del consiglio di amministrazione dell'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, che nei giorni scorsi ha deciso di ristringere la misura della gratuità della pillola anticoncezionale solo alle donne fino a 26 anni, con la possibilità di ritiro del farmaco solo al consultorio o in una struttura pubblica, come l'ospedale. La decisione dovrà ora essere ratificata in una delibera del cda

Pillola anticoncezionale gratis solo fino a 26 anni e da ritirare nei consultori, Ferrari (Pd): Misura discriminatoria
di Sara Marcolla

TRENTO. La pillola anticoncezionale gratuita solo per le donne fino a 26 anni e da ritirare solo al consultorio o in una struttura pubblica? Per la deputata trentina del Pd Sara Ferrari si tratta di “una misura discriminatoria, che interessa solo 3 milioni di donne su una platea di 19 milioni. Inoltre – aggiunge - non dare alle farmacie la possibilità di distribuire la pillola, significa escludere dall’accesso al farmaco tutte le donne che non possono recarsi autonomamente in ospedale o che vivono in luoghi in cui non sono presenti i consultori. Senza contare che in ospedali e consultori ci sono alte percentuali di personale che fa obiezione di coscienza”.

Una decisione che lascia perplessi – è il commento della presidente dell'ordine dei farmacisti del Trentino Tiziana Dal Lago. - I consultori non sono così capillari come le farmacie. Inoltre, oggi la maggior parte delle donne acquista la pillola tramite ricetta medica nelle farmacie”.

 

Fa discutere l'orientamento del consiglio di amministrazione dell'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, che nei giorni scorsi ha deciso di ristringere la misura della gratuità della pillola anticoncezionale solo alle donne fino a 26 anni, con la possibilità di ritiro del farmaco solo al consultorio o in una struttura pubblica, come l'ospedale. La decisione, che dovrà ora essere ratificata in una delibera del cda, pare abbia già trovato l'accordo della commissione Salute delle Regioni.

 

Si depotenzia, in questo modo, il parere arrivato ad aprile dalla Commissione tecnico scientifica e dal Comitato prezzi e rimborsi dell'ente, secondo i quali la contraccezione ormonale femminile avrebbe dovuto essere fornita gratuitamente a tutte le donne senza limiti di età.

 

Ora, invece, il cda di Aifa mette dei paletti: i medicinali saranno distribuiti solo alle donne fino a 26 anni: una limitazione che escluderebbe oltre 15 milioni di donne in Italia. Il motivo sarebbe economico: da 140 milioni di euro iniziali, con la nuova proposta i costi scenderebbero a 4 milioni. Inoltre, la controproposta di Aifa esclude le farmacie dalla distribuzione della pillola anticoncezionale, che potrà essere ritirata solo nei consultori o negli ospedali.

 

“Una decisione che lascia perplessi – commenta la presidente dell'ordine dei farmacisti del Trentino Tiziana Dal Lago. - Ad oggi le donne (in particolare nella fascia d'età che va dalle giovanissime fino alle 40enni) si rivolgono soprattutto alle farmacie per acquistare, tramite ricetta del ginecologo o del medico di base, la pillola contraccettiva. I consultori non sono distribuiti sul territorio in modo così capillare come le farmacie. Questa decisione può ridurre, quindi, l'accesso al farmaco”.

 

Secondo la deputata trentina del Pd Sara Ferrari, che assieme alle colleghe ha presentato un'interrogazione al ministro, “si tratta di una misura discriminatoria. Sappiamo benissimo che i consultori nella maggior parte delle regioni non ci sono o non funzionano. Non dare alle farmacie la possibilità di distribuire la pillola, affidando questo compito ai soli ospedali o consultori, significa escludere dall’accesso al farmaco tutte le donne che non possono recarsi autonomamente in ospedale o che vivono in luoghi in cui non sono presenti i consultori, dato che né gli uni né gli altri sono distribuiti sul territorio in modo uniforme o con la stessa capillarità delle farmacie; inoltre in ospedali e consultori ci sono alte percentuali di personale che fa obiezione di coscienza e che può rendere ancora più difficile l’accesso alla pillola".

"Trovo sconcertante che nel 2023 ancora non si possa prevedere la gratuità della contraccezione in Italia - aggiunge Ferrari. - Già oggi in Italia l’uso della pillola è bassissimo rispetto all’Europa più avanzata, forse proprio perché costa e costa cara. Le verifiche tecniche sulla sicurezza per la salute sono state fatte. Oggi vediamo solo ostacoli politici e ideologici. Il governo Meloni, che vede le donne “fattrici” come nel ventennio fascista, pensa di alzare il tasso di natalità con le gravidanze indesiderate? La natalità è scesa del 25% negli ultimi 20 anni. L'Istat ci dice che fanno figli le donne che lavorano e le coppie che hanno una serenità economica. Per aumentare la natalità serve lavori per superare la povertà e la disoccupazione femminili, non costringendo le donne a pagare cara la libertà sulla proprie scelte riproduttive”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 19:13
Soccorso alpino in azione nei dintorni di Malga Arza, in val di Non: un escursionista colpito da un arresto cardiaco ha perso la vita
Cronaca
| 07 agosto | 18:26
La Giunta provinciale ha introdotto delle misure per “razionalizzare la fruizione delle risorse idriche”: in particolare, Consorzi di bonifica [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato