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Un gatto avvelenato, esche contaminate e una moria di uccelli, Enpa del Trentino: ''Chiediamo al Commissario del governo di convocare il Tavolo di coordinamento''

L'Enpa chiede di convocare il tavolo di coordinamento per fare il punto della situazione e per pianificare possibili soluzioni: "E' un problema di sanità e di incolumità pubblica: non solo un rischio per gli animali domestici e selvatici ma anche un pericolo per l’ambiente e per l’uomo, in particolare per i bambini"

Pubblicato il - 07 febbraio 2023 - 12:36

TRENTO. Un gatto avvelenato sull'Altopiano della Vigolana, un'inconsueta moria di uccelli in alcune zone di Trento e la presenza di bocconi contaminati. Per questo l'Enpa del Trentino chiede al Commissario del governo di convocare la riunione del "Tavolo di coordinamento" per un aggiornamento sulla situazione e per verificare possibili iniziative per ridurre i pesanti effetti di questi fenomeni e identificare gli autori dei gravi reati.

 

L'ultimo caso accertato riguarda un gatto sull'Altopiano della Vigolana, salvato dalla prontezza della proprietaria he ha portato immediatamente il felino alla clinica veterinaria. L'animale era stato avvelenato con un prodotto contenente metaldeide, "Un fitofarmaco utilizzato come lumachicida, il cui uso all'esterno è stato bandito in Gran Bretagna proprio a causa dei gravi rischi per mammiferi e uccelli".

 

L'Enpa evidenzia poi altre situazioni particolari. "In questi giorni - spiega l'associazione guidata da Ivana Sandri - è stata segnalata una inconsueta moria di uccelli nel rione di Cristo Re a Trento, ma sembra che il fenomeno sia stato osservato anche nel centro storico e in lungadige Marco Apuleio. Certamente una parte dei casi è dovuta a disattenzione e faciloneria nell'utilizzo dei prodotti, ma una consistente quota di avvelenamenti è di origine dolosa e costituisce un grave reato".

 

Allarmi che vengono, spesso, diffusi sui social network e segnalati alle autorità competenti, ma non ci sarebbero poi riscontri da parte dei cittadini, come nel caso della moria di uccelli nel capoluogo. "Non sappiamo - evidenzia Sandri - se davvero ci sia stato uno scaricabarile da parte dei vari soggetti interpellati. A noi in generale importa che questi reati vigliacchi vengano fermati. Per questo ci siamo già attivati, in base all'ordinanza ministeriale in tema di divieto di utilizzo e detenzione di esche e bocconi avvelenati".

Anche nel 2022, riporta Enpa, ci sono state molte segnalazioni in tutto il Trentino a cui molto spesso è, purtroppo, seguita la morte degli animali che sono venuti in contatto con le sostanze tossiche.

 

"Per i selvatici è impossibile conoscere le reale consistenza del problema, dato che questi animali muoiono, dopo atroci sofferenze, rimanendo sempre sconosciuti alle statistiche. Anche i gatti sono spesso vittime ignorate, specialmente quelli che abitualmente vengono lasciati uscire di casa: solo la loro scomparsa può essere un indizio. I dati più certi riguardano i cani, che rimangono vittime durante le passeggiate con i proprietari oppure mangiano esche e bocconi volutamente gettati all'interno delle proprietà private".

 

A seconda della sostanza ingerita è possibile che si verifichino effetti immediati subito dopo la deglutizione o effetti che si manifestano anche a distanza di giorni. "Noi - spiega Sandri - siamo molto preoccupati per le evidenti gravi conseguenze - atroci sofferenze e morte - per gli animali. Ma non sono solo loro le vittime di questi gesti vigliacchi: il carico di dolore che devono sopportare le famiglie, nel dover assistere, spesso impotenti, all'agonia di un essere a loro caro, è molto pesante, come lo è anche il danno economico, in quanto spesso necessitano cure costose, che comportano anche il ricovero in clinica veterinaria. Da ultimo, ma ancor più importante, la nostra preoccupazione si rivolge ai bambini, che possono frequentare i luoghi contaminati da veleni e esche, la cui curiosità li può spingere a toccare, raccogliere, maneggiare oggetti e sostanze, rimanendo intossicati".

 

Non c'è ancora una precisa mappatura dei luoghi potenzialmente a rischio per fornire le informazioni ai proprietari di animali. 

 

"Gli avvelenatori sono soggetti senza scrupoli, che agiscono per motivi abbietti, spesso per generica intolleranza verso chiunque e qualunque cosa non si allinei con la loro distorta visione del mondo. Purtroppo non è mai stata attivata la promessa mappatura sul sito della Provincia dei punti a rischio, che avrebbe potuto consentire ai proprietari di animali di sapere quali fossero i luoghi e i pericoli da evitare. Le notizie spesso vengono diffuse attraverso i social, mancando, però, la conferma che proviene dalle fonti certe e quindi non si può conoscere la reale consistenza del fenomeno, in quanto si tratta di avvisi divulgati da privati cittadini, quindi da una parte non tutti gli allarmi vengono poi confermati, dall'altra non tutti divulgano quanto accaduto ai propri animali. Solo quando arrivano sui media, le notizie trovano un qualche accreditamento. Tutto ciò restituisce un'immagine di improvvisazione, in cui i proprietari di animali sono lasciati da soli a fronteggiare un problema più grande di loro".

 

Il fenomeno degli avvelenamenti, continua l'associazione, è un problema di sanità e incolumità pubblica in quanto, oltre a rappresentare un rischio per gli animali domestici e selvatici, comprese le specie in via d’estinzione, costituisce un grave pericolo per l’ambiente e per l’uomo, in particolare per le categorie più a rischio quali i bambini. "Per tutto questo abbiamo già richiesto al Commissario del Governo di voler convocare la riunione del 'Tavolo di coordinamento', di cui siamo membri, per poter essere aggiornati sullo stato dell'arte e per verificare possibili iniziative atte a ridurre i pesanti effetti del fenomeno e a identificare gli autori dei gravi reati", conclude l'Enpa.

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