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A San Martino torna Il fiume che non c’è tra volontariato, freaks e senso di comunità

Prende il via la nuova edizione del festival di quartiere Il fiume che non c’è, dedicata al volontariato e all’inclusione del diverso. Ad animare le strade dello storico rione di San Martino, a Trento, ci saranno molti eventi tra cui spettacoli, concerti e attività laboratoriali. Come di consueto, l’organizzazione della festa, curata dal Comitato San Martino Dentro, ha visto in prima fila i molti esercenti del quartiere, che grazie al loro impegno contribuiscono a mantenere viva la zona come un punto di riferimento per la vita cittadina

Di Francesco Cestari - 21 maggio 2024 - 11:35

TRENTO. Da venerdì 31 maggio a sabato 1 giugno 2024, il quartiere di San Martino con le tante viuzze che si diramano come affluenti al corso principale farà da cornice per l’edizione 2024 de Il fiume che non c’è, uno dei festival più vivaci della città di Trento. Anche quest’anno, sono tanti gli eventi previsti che animeranno il rione in diversi punti, creando una vera e propria rete di happening capace di attirare tutta la comunità cittadina. Tra questi, incontri, concerti, spettacoli, laboratori circensi e punti ristoro, rivolti a tutta la comunità cittadina e non solo.

 

L’edizione di quest’anno, intitolata Freak Show, un* di noi, prende spunto da Trento Capitale Europea del Volontariato e ragiona sull’identità del quartiere di San Martino, da sempre votato all’inclusività e al senso di comunità. In particolare, il Comitato San Martino Dentro, che si fa carico di tutta l’organizzazione della due-giorni di festa, riporta alla luce un aspetto della storia del quartiere sconosciuto ai più, che molto ha a che fare con il suo animo comunitario e l’aspetto, prodigioso, del diverso. Cuore pulsante della vita rionale fin dagli anni Cinquanta, le osterie e i bar di San Martino rappresentavano gli unici punti di svago per gli abitanti. Tra questi, lo storico Bar Palestra (ex-Osteria di San Martino) gestito dai fratelli Vittorio e Bruno Marcantoni. I famosi ginnasti erano dotati di una forza straordinaria, tanto che presero parte a molti spettacoli circensi e di acrobatica nei più famosi tendoni d’Europa. Tra questi, anche il famosissimo show equestre di Buffalo Bill, dove i fratelli Marcantoni ricoprivano spesso un ruolo di primo piano.

È proprio con questo spirito, a metà tra prodigi sbalorditivi e quotidianità della vita di quartiere, che l’edizione 2024 de Il fiume che non c’è si presenta al proprio pubblico. A concretizzare questa visione, molti eventi tra cui un laboratorio di verticalismo a cura del gruppo Handbalance Trento e uno spettacolo circense curato dalla scuola di circo e arti acrobatiche Bolle di Sapone.

Nel susseguirsi dei molti eventi previsti per i due giorni di festa, tanto lo spazio dedicato alla musica. Si spazia infatti dalla world music, al punk, per passare dal rock psichedelico e arrivare fino ai più contemporanei dj-set. Inoltre, i passanti potranno intrattenersi con i laboratori presenti lungo le vie del quartiere durante i quali sperimentare tecniche narrative e di poesia, e, per i più piccoli, approfondire anche la conoscenza dell’inglese.

Per quanto riguarda i punti ristoro, invece, saranno disposti tra Via A. Manzoni, la zona del parco della Predara e lungo tutta via San Martino dove si potranno anche gustare degli originali arancini e mini cannoli di Sicilia grazie alla presenza di un food-truck. Il programma completo con tutti gli eventi e le indicazioni con luoghi e orari è visionabile a questo link.

La riuscita di quello che è ormai riconosciuto come uno tra gli eventi cittadini più vivaci e capaci di fare rete tra le diverse anime che abitano questo pezzo di città, è dovuta principalmente all’impegno appassionato dei tanti esercenti e di alcuni degli abitanti che compongono il Comitato San Martino Dentro. È il caso di riconoscere, infatti, proprio nell’anno di Trento Capitale Europea del Volontariato, la dedizione e la passione con cui negli anni le imprenditrici e gli imprenditori del quartiere si sono dedicate all’organizzazione del festival. Nulla di scontato, se si considera che il maggiore introito dovuto all’aumento di presenze per le vie del rione, non compensa le tante ore e la professionalità dedicate alla pianificazione e realizzazione della due giorni di festa, a beneficio di tutta la comunità.

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