Affitti, a Trento 800 euro di spesa media: incide per il 26% del reddito familiare. Uil e Uniat: "Il tema delle case deve tornare centrale"
Le parole di Alotti (Uil) e Scarsella (Uniat) sull'analisi riguardante le abitazioni in affitto, in Italia e in Trentino: "Occorre rilanciare un vero piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica, con un finanziamento adeguato, e affrontare senza ideologie il tema degli affitti brevi, che dopano il mercato delle locazioni"

TRENTO. Oltre 3,8 milioni di famiglie italiane vivono in abitazioni in affitto, con una concentrazione maggiore nelle regioni del centro-nord. A rivelarlo è un’analisi congiunta della Uil Servizio Lavoro, Coesione e Territorio e Uniat, basata sui dati dell’agenzia delle entrate.
Tra le famiglie locatarie, il 56,7% ha un reddito da lavoro dipendente, l'11% vive di pensione, il 10,6% ha un reddito autonomo e il 21,4% percepisce altri tipi di reddito.
L'analisi evidenzia come il costo medio di un affitto in Italia si attesti sui 531 euro mensili, equivalenti a 6.372 euro all’anno: un importo che incide mediamente per il 17,7% sul reddito lordo familiare.
Se si guarda solo alle grandi città però la situazione è molto diversa, con canoni che arrivano a sfiorare i duemila euro mensili.
Infatti, per una casa di 100 metri quadri in zona semiperiferica a Milano il canone di affitto è di 1.920 euro medi mensili e incide per il 64% sul budget familiare; a Roma per una casa con le medesime caratteristiche sono necessari 1.620 euro mensili, che incidono per il 54% sul budget familiare; a Trento un affitto medio costa intorno agli 800 euro mensili; a Bolzano 1.300 euro; a Bologna 1.030 euro; a Venezia 1.000 euro.

“I dati dei canoni di locazione - commentano il segretario provinciale della Uil Walter Alotti e la presidente dell’Uniat trentina Antonietta Scarsella - risentono anche in Trentino della concorrenza degli affitti brevi e degli affitti agli studenti e alle studentesse fuori sede. Il tema della casa deve tornare ad essere centrale nell’agenda politica del Paese. Purtroppo, però siamo fermi anche nella nostra provincia ad una politica degli annunci e rimane bloccata l’assegnazione degli alloggi Itea, più di 1.000 sfitti e da rimettere in circolo alle famiglie”.
“Con la partecipazione delle parti sociali - proseguono Alotti e Scarsella - occorre rilanciare un vero piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica, con un finanziamento adeguato, e affrontare senza ideologie il tema degli affitti brevi, che dopano il mercato delle locazioni. Certo una attenzione che trova la sottovalutazione e l’indisposizione a discuterne, in primis, da parte dell’assessore al commercio e turismo Failoni”.















