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Trento
11 ottobre | 15:49

Affitti, a Trento 800 euro di spesa media: incide per il 26% del reddito familiare. Uil e Uniat: "Il tema delle case deve tornare centrale"

Le parole di Alotti (Uil) e Scarsella (Uniat) sull'analisi riguardante le abitazioni in affitto, in Italia e in Trentino: "Occorre rilanciare un vero piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica, con un finanziamento adeguato, e affrontare senza ideologie il tema degli affitti brevi, che dopano il mercato delle locazioni" 

Affitti, a Trento 800 euro di spesa media: incide per il 26% del reddito familiare
di Redazione

TRENTO. Oltre 3,8 milioni di famiglie italiane vivono in abitazioni in affitto, con una concentrazione maggiore nelle regioni del centro-nord. A rivelarlo è un’analisi congiunta della Uil Servizio Lavoro, Coesione e Territorio e Uniat, basata sui dati dell’agenzia delle entrate.

 

Tra le famiglie locatarie, il 56,7% ha un reddito da lavoro dipendente, l'11% vive di pensione, il 10,6% ha un reddito autonomo e il 21,4% percepisce altri tipi di reddito.

 

L'analisi evidenzia come il costo medio di un affitto in Italia si attesti sui 531 euro mensili, equivalenti a 6.372 euro all’anno: un importo che incide mediamente per il 17,7% sul reddito lordo familiare.

 

Se si guarda solo alle grandi città però la situazione è molto diversa, con canoni che arrivano a sfiorare i duemila euro mensili.

 

Infatti, per una casa di 100 metri quadri in zona semiperiferica a Milano il canone di affitto è di 1.920 euro medi mensili e incide per il 64% sul budget familiare; a Roma per una casa con le medesime caratteristiche sono necessari 1.620 euro mensili, che incidono per il 54% sul budget familiare; a Trento un affitto medio costa intorno agli 800 euro mensili; a Bolzano 1.300 euro; a Bologna 1.030 euro; a Venezia 1.000 euro.

 

 

“I dati dei canoni di locazione - commentano il segretario provinciale della Uil Walter Alotti e la presidente dell’Uniat trentina Antonietta Scarsella - risentono anche in Trentino della concorrenza degli affitti brevi e degli affitti agli studenti e alle studentesse fuori sede. Il tema della casa deve tornare ad essere centrale nell’agenda politica del Paese. Purtroppo, però siamo fermi anche nella nostra provincia ad una politica degli annunci e rimane bloccata l’assegnazione degli alloggi Itea, più di 1.000 sfitti e da rimettere in circolo alle famiglie”.

 

“Con la partecipazione delle parti sociali - proseguono Alotti e Scarsella - occorre rilanciare un vero piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica, con un finanziamento adeguato, e affrontare senza ideologie il tema degli affitti brevi, che dopano il mercato delle locazioni. Certo una attenzione che trova la sottovalutazione e l’indisposizione a discuterne, in primis, da parte dell’assessore al commercio e turismo Failoni”.

 

 

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