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Bolzano
29 agosto | 12:34

Affitti eccessivi rispetto alle retribuzioni, a Bolzano micro appartamento a 631 euro, a Milano il 65% della paga va al locatore: ''Serve piano per calmierare i canoni''

Uno studio nazionale di Cna certifica che il costo dell’affitto di un’abitazione in media in Italia assorbe il 43,7% della retribuzione netta di un operaio ma a Milano sfiora il 65%, in città come Firenze, Roma e Bologna supera il 50%. Tra i centri minori, ma a forte vocazione turistica in cui i proprietari preferiscono locare immobili con contratti di affitto breve, c’è anche Bolzano che è al primo posto, nello stesso studio, tra le province con elevata saturazione del mercato del lavoro: in Alto Adige i lavoratori occupabili sono soltanto il 7,4% delle assunzioni programmate

di Redazione

BOLZANO. “Il costo degli affitti a Bolzano pesa eccessivamente rispetto alla retribuzione netta di un operaio. In questo modo, la mobilità interna dei lavoratori è frenata e continuiamo a perdere i nostri giovani. Un piano casa per calmierare gli affitti è necessario e urgente. E’ impensabile puntare solo sugli aumenti salariali, che metterebbero le nostre imprese fuori mercato rispetto ai competitor di altri territori con minori costi fissi”. Così Cristiano Cantisani, presidente di Cna Alto Adige Südtirol, commenta l’analisi realizzata dall’Area studi e ricerche di Cna sui dati dell’Agenzia delle Entrate su come il caro-affitti ostacoli la mobilità dei lavoratori. Uno studio che è una fotografia che contribuisce a spiegare la difficoltà per molte imprese di trovare dipendenti.

 

Il costo dell’affitto di un’abitazione, secondo lo studio Cna, in media in Italia assorbe infatti il 43,7% della retribuzione netta di un operaio ma a Milano sfiora il 65%, in città come Firenze, Roma e Bologna supera il 50%. Soltanto a Torino (37,8%) e Napoli (34,4%) tra i grandi capoluoghi l’incidenza dell’affitto è inferiore alle media nazionale. Tra i centri minori, ma a forte vocazione turistica in cui i proprietari preferiscono locare immobili con contratti di affitto breve, c’è anche Bolzano: il canone mensile per un micro appartamento (631 euro) incide per il 32,8% della retribuzione netta degli operai. Bolzano peraltro è al primo posto, nello stesso studio, tra le province con elevata saturazione del mercato del lavoro: in Alto Adige i lavoratori occupabili sono soltanto il 7,4% delle assunzioni programmate.

 

“Il caro-affitti – rileva l’Area studi e ricerche Cna - ostacola la mobilità interna e negli ultimi anni il fenomeno si è intensificato a causa di un aumento medio dei canoni liberi del 19,5% a fronte di un incremento delle retribuzioni nette del 14%”. Da qui la proposta di Cna: “Una politica sulla casa aiuterebbe a ridurre lo squilibrio tra la distribuzione territoriale delle assunzioni previste dalle imprese e livelli di disoccupazione. In pochi anni la quota di assunzioni di difficile reperimento è salita dal 21,5% del 2017 a oltre il 50% dello scorso anno”. “Calmierare gli affitti di mercato – aggiunge il presidente Cantisani - favorirebbe la mobilità interna, che compenserebbe la fuga dei nostri giovani e anche di collaboratori consolidati. Provincia e Comuni, in particolare del fondovalle, sono chiamati a dare massima celerità alle procedure urbanistiche che consentano alle imprese di realizzare alloggi temporanei di servizio nelle zone produttive e all’individuazione di aree edificabili in cui sempre le imprese, anche in forma consortile, possano realizzare alloggi per i propri dipendenti”.

 

Un terzo delle province italiane mostra una elevata saturazione del mercato del lavoro. Il primato va a Bolzano dove i lavoratori occupabili sono soltanto il 7,4% delle assunzioni programmate. A Belluno il 9,9%, tra le grandi città Bologna al 15,9%, Milano 18,8%. Tra i capoluoghi a maggior saturazione del mercato del lavoro soltanto a Belluno, Trento, Biella e Gorizia l’incidenza dell’affitto è inferiore al 25% del reddito disponibile.

 

Calmierare gli affitti di mercato, quindi, favorirebbe la mobilità interna. In 36 province italiane l’incidenza del canone supera il 30% del reddito netto di un operaio, soltanto a Taranto, Alessandria, Isernia, Vibo Valentia e Caltanissetta è inferiore al 20%. Potenza la città con l’incidenza più bassa, pari al 17% del reddito netto

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