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Trento
30 gennaio | 20:23

Al via in Trentino la seconda stagione di "Black out. Vite sospese" con Alessandro Preziosi e Rike Schmid. La serie da oltre 4 milioni di spettatori

La serie ritorna in Trentino per girare la seconda stagione. La troupe composta da oltre cento persone, ottanta attori e varie comparse scelti proprio in zona, ha generato la volta scorsa un indotto di 1.700.968,33 euro per 71 giorni di riprese

di Alissa Claire Collavo

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZA. Confermato il Trentino, e in particolare le montagne del Primiero, del Vanoi e di Sagron Mis, come luogo delle riprese della seconda stagione della serie televisiva in quattro puntate “Blackout – Vite sospese” con protagonisti Alessandro Preziosi e l'attrice tedesca Rike Schmid.

 

La troupe ha raggiunto in questi giorni i luoghi destinati alle riprese, che proseguiranno fino a marzo, del mistery-drama prodotto da Eliseo Entertainment e Rai Fiction in collaborazione con Trentino Film Commission e apprezzato da oltre 4 milioni di spettatori nel corso della messa in onda su Rai1 nel gennaio dell'anno scorso.

 

Un racconto di suspense che si snoda attorno alle vicende dei clienti di un albergo di lusso della Valle dei Vanoi che proprio qui stanno trascorrendo le feste di Natale. A ribaltare la situazione, un terremoto e il conseguente distacco di una slavina che ha provocato l'isolamento della valle, impedendo il raggiungimento dei soccorsi. Quella che sarebbe dovuta essere una piacevole vacanza, diventa così un'occasione per svelare segreti, misteri e identità celate, compresa quella di un assassino.

 

“Siamo orgogliosi che la produzione abbia nuovamente scelto il Trentino, per girare anche la seconda serie", fa sapere la vice presidente e assessora alla cultura della Provincia, Francesca Gerosa. "Questa avvincente storia di mistero porterà i magnifici scenari montuosi del Primiero e del Vanoi nuovamente alla ribalta nazionale, facendoli conoscere in tutta Italia”.

 

Una collaborazione “che va oltre l'aspetto cinematografico – aggiunge Gerosa - perché contribuisce concretamente all'indotto del nostro territorio, offrendo occasioni di crescita economica e di lavoro in un settore, quello cinematografico, dinamico e ricco di opportunità”.

 

Il territorio ha infatti accolto una troupe composta da oltre cento persone, ottanta attori e varie comparse scelti proprio in zona, con un indotto di 1.700.968,33 euro per 71 giorni di riprese.

 

Un'opportunità senza dubbio importante per il territorio. “La visibilità ottenuta grazie alla messa in onda in prima serata su un canale nazionale è stata un aspetto importante”, sottolinea Antonio Stompanato, presidente dell’Azienda per il turismo San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, ricordando la collaborazione con le amministrazioni comunali e con il Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino "abbiamo dato il nostro supporto in modo che la produzione potesse lavorare al meglio e credo che questo sia stato apprezzato. Gli stessi attori e la troupe si sono affezionati al territorio e sono diventati ormai 'di casa'”.

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