Dagli episodi di criminalità alla guida, alla droga e alle violenze, che succede tra i giovani nelle Giudicarie? ''Serve prevenzione. I fenomeni potrebbero aumentare"
Il presidente della Comunità delle Giudicarie, Giorgio Butterini: "Il territorio è presidiato e per questo vengono intercettate situazioni di disagio. Non sottovalutiamo nulla ma il tema è complesso e delicato perché la società è in profondo cambiamento"

TRENTO. "Il territorio è presidiato, i controlli sono costanti e funzionano, anche per questo emergono episodi particolarmente gravi che incidono sulle statistiche". A dirlo Giorgio Butterini, presidente della Comunità delle Giudicarie. "Con questo però non vogliamo e non possiamo giustificare o banalizzare le condotte illecite, che sono inaccettabili. Serve però un'analisi più profonda delle situazioni di disagio".
Negli scorsi giorni due ragazzi non si sono fermati all'alt degli agenti della polizia locale. Anzi, il giovane alla guida ha accelerato alla vista delle forze dell'ordine e così è cominciato un inseguimento durato alcuni chilometri fino a quando la macchina è stata abbandonata e la fuga è continuata nei boschi. Poi sono stati intercettati e il conducente, la cui patente è risultata sospesa per un precedente incidente causato in stato ebrezza, sarà sanzionato per diverse violazioni al codice della strada (Qui articolo).
Ma questo è solo l'ultimo di una serie di episodi che coinvolge alcuni giovanissimi in val Giudicarie. C'è stato il caso del 17enne arrestato e portato nel carcere minorile (Qui articolo), così come altre situazione che in questi mesi mettono a dura prova la tenuta della comunità.
"C'è un disagio più o meno latente in val Giudicarie ma questa dinamica è rilevabile ovunque, il monitoraggio e il controllo del territorio consente di far emergere queste situazioni per cercare di trovare le soluzioni", aggiunge Butterini. "Ci sono varie manifestazioni di queste criticità: seppur non ci siano casi di povertà o di maltrattamenti familiari, alcune situazioni di fragilità sono note mentre altri episodi possono essere perpetrati da 'insospettabili', se così si possono definire".
Fino a qualche anno fa c'era un progetto dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari tra la val Giudicarie, la val Rendena e la val del Chiese, oggi le forze dell'ordine così come i tanti enti presenti e attivi sul territorio entrano nelle scuole per formare gli adulti di domani. Insomma, non solo deterrenza ma anche prevenzione.
"I servizi sociali dei Comuni e le varie strutture lavorano quotidianamente per evitare che ci possano essere episodi gravi", evidenzia Butterini. "Tuttavia la situazione è complessa perché affrontiamo una fase di grande cambiamento della società con una mutazione, anche molto forte, dei riferimenti. Non dobbiamo dimenticare che ci si può trovare a parlare di ragazzi e non di adulti completamente formati: per questo le problematiche vanno affrontate nella consapevolezza che c'è un percorso di progressiva maturazione che oggi è soggetto a molte complessità".
Anche le amministrazioni cercano di tenere il passo con l'evoluzione dei tempi, una sfida non sempre semplice. "Certo, un conto sono i comportamenti sopra le righe dettati dall'età, un altro è comunque compiere illeciti con ripercussioni sul futuro e sulla reputazione di un ragazzo. L'approccio per affrontare queste situazioni necessità di lucidità e oggettività".
Da distinguere e da soppesare poi i reati, il rischio di criminalità, pure minorile, oppure le violazioni al codice della strada. Ma la volontà delle amministrazioni è quella di non sottovalutare nulla. Già negli scorsi mesi c'è stato un vertice, proprio per fare il punto e per valutare la situazione, anche a fronte di qualche preoccupazione tra i sindaci. Gli strascichi causati dall'emergenza Covid ha accentuato qualche problema.
"E' sempre più importante fare squadra e fare rete tra le istituzioni e i servizi", prosegue Butterini. "Oggi i ragazzi hanno più opportunità ma avvertiamo anche più noia e più incertezza in alcuni casi, il tema è delicato e serve sensibilità perché la sfera sociale va valutata sulle caratteristiche del periodo. Le aspirazioni e le aspettative sono diverse rispetto a qualche decennio fa".
Un lungo percorso con alla base il rispetto. "Una forma alla base di tutto e ci deve essere un adattamento alle nuove esigenze della società. Una riflessione riguarda anche un amministratore perché nel passato c'era un riconoscimento maggiore. Questo cambio dei valori in campo comporta anche una modifica dei meccanismi: il dato dell'affluenza alle urne è emblematico. Sono tante le sfide da affrontare a più livelli", conclude Butterini.


















