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| 07 mag 2024 | 13:24

Dalla vocazione all'enoturismo, la viticoltura del Garda è pronta al salto di qualità: "L'obiettivo è far sentire a casa prima i residenti e di conseguenza anche gli ospiti"

Oltre 150 partecipanti al Forum del Garda organizzato dal Rotary Club di Riva: la promozione dell’enoturismo e la sostenibilità i temi affrontati durante il convegno

Foto di Fabio Galas
di Redazione

RIVA DEL GARDA. La viticoltura del Garda è pronta al salto di qualità. Oltre 150 partecipanti al Forum del Garda organizzato dal Rotary Club di Riva per la  promozione dell’enoturismo e della sostenibilità.

 

“Partecipare alla 29esima edizione del Forum significa che da molti anni i tre territori del lago di Garda lavorano bene insieme, fanno squadra, e questo mi inorgoglisce molto", dichiara Cristina Santi, sindaca del Comune di Riva del Garda. "Parlare di viticoltura è importante perché il nostro territorio vive soprattutto di turismo e sappiamo che quello enogastronomico è sempre più in espansione: gli approfondimenti di questo convegno ci aiuteranno non solo a indagare sulle nostre tradizioni ma anche ad avere una prospettiva per il futuro sul tema della sostenibilità".

 

Anche l’assessore al Turismo della Provincia di Trento Roberto Failoni ha sottolineato come il Forum del Garda sia un’ulteriore opportunità per i tre territori del lago di dimostrare l’importanza di collaborare: “Pochi mesi fa abbiamo stretto un accordo triennale per promuovere insieme le tre sponde del lago al mondo intero ed è ciò che vogliamo fare nei prossimi anni. Questo evento è una grande occasione per parlare dell’enogastronomia dei tre territori e su questo noi trentini siamo consapevoli che possiamo fare ancora di più perché le opportunità sono molte. Abbiamo messo in moto un’attenta comunicazione per attrarre quel turista curioso che, oltre a voler conoscere le bellezze del lago, vuole scoprire le possibilità culinarie e vinicole. Anche dopo questa serata, sono convinto che sarà ancora più evidente che solo uniti si vince”.

 

Infine, prima di dare l’inizio al convegno, il presidente della società Riva del Garda Fierecongressi Roberto Pellegrini ha evidenziato l’importanza di trattare temi centrali come la sostenibilità e l’enoturismo: “Si tratta di tematiche vitali anche dal punto di vista economico: il recente Vinitaly ha evidenziato come il mondo legato al vino muova circa 3 miliardi di euro, insieme ad attori della filiera altospendenti e con particolare attenzione all’ambiente. Se riusciamo a cogliere l’occasione fornita dal Rotary di ragionare su questi temi, possiamo partire proprio da queste premesse per ragionare nei mesi futuri su uno sviluppo proiettato in questa direzione".

 

Il Forum, promosso dai tre Rotary Club del lago e quest’anno organizzato da quello di Riva del Garda, è stato quindi introdotto da Enzo Merz, esperto enogastronomico e Coordinatore scientifico di questa edizione, per poi entrare nel vivo con gli interventi di esperti del settore vinicolo e turistico.

 

Il via con il professore Attilio Scienza dell’Università di Milano che ha parlato del territorio gardesano come uno spazio ibrido caratterizzato da una viticoltura di frontiera, per il quale “è fondamentale differenziarci cavalcando lo spirito del tempo, lo Zeitgeist: in questo modo potremo comunicare la nostra identità, dando significato e valore alla parola vocazione”.

 

A seguire, gli interventi di Francesco Spagnolli, enologo e già direttore del Centro scolastico dell’Istituto agrario di San Michele/Fondazione Mach, con un focus sul Garda come uno dei maggiori produttori della fascia europea di vini bianchi fruttati e aromatici, fra i quali vini base spumante e rosati, e di Giovanna Prandini, presidente di Ascovilo (Associazione Consorzi Tutela Vini Lombardi) sull’identità produttiva e le caratteristiche identitarie della viticoltura e vini della sponda bresciana del lago.

 

Il collaboratore del Gambero Rosso, Nicola Frasson, si è poi soffermato sull’urgenza di un ritorno alla tradizione e alla coerenza con la vocazionalità dei terreni e del terroir gardesano, mentre Alberto Gelmetti, responsabile dell’Unità di Viticoltura del Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione Mach ha affrontato il tema della sostenibilità vitivinicola nel territorio gardesano, sottolineando come siano “l’agricoltura e la viticoltura a creare il paesaggio, elemento fondamentale nell’Alto Garda: è il territorio stesso che diventa marca e che funge così da garanzia di qualità.”

 

Il presidente dell'Azienda per il turismo Garda DolomitiSilvio Rigatti, ha invece illustrato i contenuti del Piano Strategico di Destinazione che prevede importanti iniziative, alleanze e sinergie per la promozione dell’enoturismo anche delle “aree interne” dell’Alto Garda: “Qualche anno fa ci siamo chiesti cosa potessimo fare in futuro per il territorio e quale fosse l’ospite ideale per noi, creando perciò un nuovo posizionamento per la nostra destinazione. Un focus importante è stato il prodotto enogastronomico in quanto l’entroterra ci dona molti prodotti straordinari: per questo abbiamo creato il tavolo dell’enogastronomia insieme agli operatori stessi per pensare a come valorizzarli. Con la collaborazione di Trentino Marketing Area Ata e degli operatori del Garda Trentino abbiamo perciò individuato tre macroazioni: il sentiero dell’olivo per scoprire la tradizione olivicola del Garda Trentino, il toolkit per i ristoratori per diventare ambasciatori del territorio con un focus sui vitigni più rappresentativi, e infine gli eventi enogastronomici con il Mese del Gusto per dare coerenza a tutte le manifestazioni del territorio. Il modus operandi che abbiamo adottato parte perciò dal coinvolgimento degli operatori facendoli sentire all’interno di un’azienda per il turismo compatta, passando poi alla cura del nostro territorio, per far sentire a casa prima i residenti e di conseguenza anche gli ospiti".

 

Infine, Emilio Pedron, consulente nel settore vitivinicolo ed esperto di marketing territoriale, il compito delle conclusioni con le quali ha evidenziato l’importanza di comprendere l’evoluzione della domanda nei settori turistici ed enogastronomici, tenendo in considerazione anche il cambiamento generazionale: “Un tempo era il turista a scegliere il luogo mentre ora è il contrario. È necessario fare un salto di qualità affinché il ‘Garda del vino e del turismo’ venga riconosciuto in cima alle classifiche dei luoghi del ‘bel vivere’: noi siamo stati favoriti dalla natura che ha già fatto il suo dovere, ora tocca a noi".

 

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