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''Le Tre Grazie'' sulle scuole Bresadola: ecco il mega murale di Ozmo (e cosa rappresenta)

La realizzazione dell’opera si inserisce nel progetto Extra Muros della Galleria Civica di Trento, estensione cittadina della mostra Allegoria della felicità pubblica, che ha visto partecipi realtà sia pubbliche che private del settore artistico trentino in occasione di Trento Capitale Europea del Volontariato

Di Francesco Cestari - 25 giugno 2024 - 13:09

TRENTO. C’è un aspetto della città di Trento sconosciuto ai più, troppo distratti dal tran tran quotidiano, che, tuttavia, ne caratterizza fortemente l’identità. Si potrebbe persino parlare di tradizione, se non fosse che tale aspetto è stato nel tempo sempre più emarginato, salvo alcune fortunate e rare eccezioni. Più spesso associata alla cultura popolare, fatta di ricette, canti e balli, la tradizione trentina è anche quella della Trento dai palazzi affrescati, dove i muri cittadini raccontano storie e celebrano gli eventi che, in passato, hanno reso il capoluogo protagonista del suo tempo.

 

È curioso notare, dunque, come proprio nel giorno del santo patrono, Trento si riscopra “città dipinta”. L’occasione è l’inaugurazione del nuovo murale dell’artista Ozmo sul muro delle scuole secondarie di primo grado Giacomo Bresadola. L’opera, promossa dal Comune di Trento, si pone come finissage della mostra intitolata Allegoria della felicità pubblica alla Galleria Civica - Mart in occasione di Trento Capitale Europea del Volontariato.

 

 

Con questa mostra, il Comune ha infatti reso chiara l'intenzione di voler partire dal tema del volontariato per coinvolgere non solo la Galleria Civica in quanto polo d’arte contemporanea, ma anche le molte realtà culturali legate alla scena artistica trentina. Oltre alle opere appartenenti alla collezione permanente del Mart e di altri enti, i curatori della mostra Giulia Colletti e Gabriele Lorenzoni hanno selezionato per l’occasione anche opere di artisti che collaborano con le gallerie d’arte contemporanea trentine: Boccanera, Cellar Contemporary, Paolo Maria Deanesi, Studio Buonanno, Studio d’Arte Raffaelli.

 

Tra queste, alcune opere sono presentate all’interno degli spazi della Galleria Civica in via Belenzani, mentre altre sono state scelte per partecipare al programma Extra Muros, che prevede la presenza diffusa di lavori installativi su tutto il tessuto urbano. La più impattante, e l’unica che rimarrà a fruizione della cittadinanza anche dopo il 30 giugno, giornata di chiusura della mostra, è proprio il murale dell’artista Ozmo, rappresentato per l’occasione dallo Studio d’Arte Raffaelli. Intitolato Le tre grazie, il lavoro dell’artista di caratura internazionale punta a coniugare simbologie tipiche dell’arte classica con elementi appartenenti alla cultura contemporanea, giocando con riferimenti provocatori tipici della scena underground. In particolare, il nuovo murale di via del Torrione propone l’armonia come principio guida per il perseguimento della felicità pubblica.

 

 

Le tre grazie, ognuna accompagnata da un elemento, quali un bambino, una sfera e una colomba, rimandano a loro volta alle tre virtù teologali: Carità, Fede e Speranza. Come contraltare ai riferimenti classici, ai lati della composizione sono raffigurate due immagini di musicisti rappresentative della scena rock e di quella hip-hop. Alla musica, dunque, viene riservato il compito di creare un ponte tra la cultura classica e la modernità. Un riferimento ancora più ambizioso, quello al mondo musicale, se si considera che proprio le scuole Bresadola, attraverso il percorso didattico Smim, puntano molto sulla musica.

 

Costruito nel 2000 e recentemente rinnovato nella parte di parcheggi sotterranei, l’edificio delle scuole Bresadola si pone come uno degli snodi cruciali della vita cittadina. La scelta di far realizzare il murale sulla parete di via del Torrione ben si lega con la pratica dell’artista, per il quale è fondamentale lavorare su edifici e spazi che hanno un significato simbolico per il luogo in cui sono situati.

 

Apparso per la prima volta a Trento in modo inaspettato, Ozmo ritorna sui muri cittadini in veste ufficiale inserendosi a buon diritto nel solco della tradizione trentina e ricordando al capoluogo i propri trascorsi da “città dipinta”.

 

 

(Foto Caterina Fabbrici)

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