Storia di un parto quasi impossibile tra torsione dell'utero, peritonite e sotto la pioggia: mamma alpaca e il suo piccolo salvati grazie a un intervento straordinario
La femmina di alpaca stava ultimando la gravidanza ma è stata colpita da una torsione dell'utero e da una peritonite. La titolare dell'azienda agricola Simona Alfieri: "La cucciola non respirava ma è stata rianimata e ora sia lei che la mamma stanno bene"

VALFLORIANA. Salvare mamma Alpaca, e la cucciola che portava nel grembo, da una torsione all'utero e dalla peritonite: l'impresa appariva quasi impossibile ma alla fine tutto è andato per il meglio.
È successo nei giorni scorsi all'azienda agricola "Baita delle Fate" – situata nella frazione Dorà di Valfloriana in val Di Fiemme e conosciuta, oltre che per l'attività alberghiera e di ristorazione, per i percorsi guidati alla scoperta dei numerosissimi animali ospitati e del territorio, nonchè per le attività a livello sociale e di pet therapy – e a raccontare la vicenda a il Dolomiti è la titolare Simona Alfieri.
"La femmina di Alpaca di 8 anni, uno dei trenta esemplari in nostro possesso, si trovava nell'ultima fase della gravidanza quando è entrata in sofferenza con la nostra veterinaria, attiva fuori regione, che non era disponibile al momento" inizia a raccontare Alfieri, che gestisce l'attività assieme al marito e alle figlie: "Sul territorio non esiste assistenza medica per questa tipologia di animali e quindi ho contattato il veterinario di mia conoscenza Michele Dallapiccola che è subito accorso".
In seguito alla prima visita effettuata dal medico, i sospetti vengono immediatamente confermati: "Il dubbio iniziale era che si fosse verificata una torsione all'utero ed in effetti era così. Il medico è quindi intervenuto tempestivamente e in una situazione non certo agevole: un asse di legno è stata posizionata sopra l'animale e, anche con il nostro supporto, siamo riusciti ad eseguire l'operazione manuale che ha permesso di risolvere il problema".
.jpeg?itok=_3faLkfQ)
Anche se la situazione sembrava risolta, subentra immediatamente un secondo problema, dal momento che la femmina di Alpaca era già in peritonite ed il piccolo nel grembo materno non si muoveva più: "È stato necessario quindi prendere subito una decisione e si è optato per un parto cesareo immediato: Dallapiccola ha allestito un tavolo operatorio d'emergenza, sedando l'animale ed iniziando l'operazione in condizioni tutt'altro che agevoli. Alla fine il cucciolo, una femmina di circa 5 chili, è stato estratto in poco più di mezzora".
Le criticità non finiscono però qui, dal momento che la piccola di alpaca non respirava: "Ce ne siamo accorti immediatamente e sono quindi iniziate le manovre di rianimazione che fortunatamente hanno avuto buon esito: la piccola ha ripreso a respirare e ora sta bene, così come la madre che si è risvegliata e che, stando all'ultima visita, ha oltre il 95% di possibilità di sopravvivere".
Dopo aver ascoltato la testimonianza di quella che a tutti gli effetti si è rivelata un'impresa medica, chiediamo alla titolare della "Baita delle Fate" di raccontare qualcosa in più sull'attività che gestisce da diversi anni.
"Siamo originari dell'Emilia e circa undici anni fa ci siamo trasferiti in Trentino, aprendo in seguito l'albergo-ristorante che gestisco assieme a mio marito Massimo e alle mie figlie Alessia e Aurora – spiega Simona Alfieri – e circa cinque anni fa abbiamo dato il La anche all'attività di allevamento e di visite guidate e trekking con gli alpaca sia per i nostri clienti che per chiunque venga a trovarci".
E quello che è stato sviluppato è un vero e proprio percorso per le vie della frazione Dorà di Valfloriana, con i numerosi (e particolari) animali presenti che possono essere ammirati in vari punti del centro abitato: "Organizziamo, anche assieme all'Apt, percorsi e attività rivolti alle famiglie ma anche alle scuole e alle associazioni e ospitiamo tanti tipi di animali: abbiamo rapaci quali gufi reali siberiani, civette delle nevi, civette nane brasiliane, poiane di harris, assioli faccia bianca, ma anche galline moroseta e rettili come i draghi barbuti e mammiferi come la moffetta americana, oltre ai cani chihuahua e varie tipologie di conigli, di cavalli e mini pony e pecore black nose".
.jpg?itok=hVejDDQ1)
Ad essere proposti sono anche vari laboratori, con uno sguardo particolarmente attento ai più piccoli per trasmettere loro la bellezza ed il senso del rispetto verso la natura: "Organizziamo dei laboratori che, oltre allo scoprire gli animali, prevedono anche attività didattiche. Ad essere raccontata è la storia degli alpaca, ma non solo. Per fare un esempio, c'è poi quella della nostra civetta delle nevi Artemis che è stata adottata: apparteneva ad un allevatore che la voleva sopprimere perchè era nata con la gobba, ed il messaggio è di come nella vita le fragilità possano diventare dei valori aggiunti per chiunque e che le diversità non devono essere allontanate ma accolte".
Parallelamente alle due attività portate avanti, Simona Alfieri e la sua famiglia – assieme allo staff di giovani collaboratori che lavorano per "La baita delle Fate" – guardano anche agli sviluppi futuri del loro progetto, che rappresenta a tutti gli effetti un valore aggiunto per il territorio: "Vogliamo realizzare un piccolo parco inclusivo che permetta anche alle persone con disabilità, e con problemi di deambulazione, di vivere le esperienze che proponiamo quotidianamente. Abbiamo quindi acquistato dei terreni adeguati e ottenuto i permessi necessari. Ci vorrà sicuramente del tempo per sviluppare questo nuovo capitolo, ma siamo determinati a procedere in questa direzione".


















