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Belluno
13 febbraio | 20:53

Un successone: tra turisti e scolaresche del territorio in quattro mesi, aprendo solo la domenica, il Museo Maschere Dolomitiche tocca già quota 1.100 visitatori

“Volendo fare un primo bilancio direi che il risultato è molto positivo perché, aprendo solo le domeniche, abbiamo già avuto quasi 1100 visitatori - afferma Antonio Gheno, presidente dell’Associazione Borgo Piave Etc Aps -: arrivano da diverse parti d'Italia (Milano, Biella, Brescia, Bergamo, Bolzano, Modena, Parma, Firenze, Roma, Napoli), d'Europa (Spagna, Inghilterra), ma anche dall’America”

Un successone: tra turisti e scolaresche del territorio in quattro mesi
di Valentina Ciprian

BELLUNO. Dai turisti alle scuole del territorio: il Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco allestito a Palazzo Secco, a Borgo Piave, ha già sforato ampiamente il tetto dei (primi) mille visitatori.

 

Oggi, giorno di "martedì grasso", cade anche la ricorrenza dei 4 mesi di apertura del nuovo polo culturale nato nel cuore del capoluogo per offrire una sede espositiva stabile alla collezione che Gianni Secco raccolse da fine anni ‘80 e che diventò una mostra itinerante dal 1988 al 2019 toccando città d'Italia e d'Europa (vedi paesi quali Ungheria, Romania, Repubblica Ceca, Croazia). Nel palazzo situato in riva San Nicolò 66, questo importante patrimonio storico - culturale ha trovato, dopo lungo tempo, una nuova collocazione aperta al pubblico.

 

“Volendo fare un primo bilancio direi che il risultato è molto positivo perché, aprendo solo le domeniche, abbiamo già avuto quasi 1100 visitatori - afferma Antonio Gheno, presidente dell’Associazione Borgo Piave Etc Aps -: arrivano da diverse parti d'Italia (Milano, Biella, Brescia, Bergamo, Bolzano, Modena, Parma, Firenze, Roma, Napoli), d'Europa (Spagna, Inghilterra), ma anche dall’America”.

Con l'arrivo del carnevale sono arrivate a far visita al museo anche le scuole del territorio. Tra queste, le medie “Ricci” accompagnate da Marta Farina e le scuole elementari di Mur di Cadola. La scuola elementare di Badilet si è particolarmente distinta per aver svolto con la classe quinta un grande lavoro di approfondimento sui carnevali storici dolomitici per poi raccontarli, vestiti con le maschere storiche che si sono creati in casa (Matazin, Matazera, Rollate, Gnaga, Zinghenesta, Ber, Serafic, Roncel...), ai compagni della classe quarta.

 

“Una sorpresa che non ci aspettavamo e che ci ha reso molto contenti ed orgogliosi nel vedere che un lavoro di allestimento durato per noi mesi e derivante da una lavoro di anni di Gianni Secco ha un seguito anche nelle nuove generazioni, che con passione colgono la vera essenza che accompagna le nostre comunità dolomitiche” commentano dal museo. “Vogliamo ringraziare perciò gli alunni e le maestre, in particolare Roberta Balcon e Anna Burigo che hanno curato la preparazione delle maschere e Sara De Francesch e Enrica Troi che hanno istruito la classe quarta affinché spiegasse alla quinta qualche curiosità su Borgo Piave”.

Parallelamente alla mostra, sono state organizzate nel periodo di carnevale due esposizioni fotografiche a tema, che hanno registrato un riscontro molto positivo. Gli spazi dell’ex alimentari del borgo hanno accolto prima un excursus sui carnevali storici di ieri (con pannelli di Gianni Secco relativi al periodo che va dal 1913 al 1974) e poi sui carnevali storici di oggi, con foto di Stefano Dal Molin, Walter Pizzin ed Elisa Senai. Quest’ultima esposizione è ancora visitabile, dato che è stata prorogata anche per sabato 17 e domenica 18 febbraio dalle 11 alle 12 e dalle 14.30 alle 16. Le foto sono state riprese anche in “Zatèr mag”, la pubblicazione semestrale che nel nuovo numero dedica ampio risalto ai carnevali dolomitici toccando l'Agordino, Fornesighe di Zoldo, Comelico e Sappada: luoghi dove tuttora l’usanza delle mascherate tradizionali nel periodo tra l’epifania e la quaresima è viva e sentita.

 

Sin dall’avvio, il museo di Borgo Piave ha intrecciato un dialogo attivo con altre realtà culturali, che hanno dato vita a interessanti collaborazioni. “La nostra volontà, ricambiata dalle realtà del territorio con nel quali abbiamo già avuto modo di confrontarci, è quella di riprendere la rete di collaborazioni che ha già portato ad esempio l'Arca dei Volti (associazione di mascherai, ndr) a organizzare prima un laboratorio di scultura di volti lignei nell'androne di Palazzo Secco lo scorso autunno e adesso una mostra al palazzo delle contesse di Mel, che vede anche la presenza di due manichini del nostro museo, come ambasciatori che promuovono il museo a Borgo Valbelluna. In questo modo chi visita il nostro museo può essere incentivato a concludere la visione dei manichini a Mel e chi visita lì la mostra dei volti lignei magari si appassiona al tema e viene ad approfondirlo da noi​” spiega l’associazione Borgo Piave Etc Aps.

Nel frattempo, a Palazzo Secco si lavora alle prossime novità: “Come già detto in varie occasioni, non diventerà un museo statico e polveroso ma già nei prossimi mesi subirà modifiche e migliorie di modo da essere ancora più apprezzato da chi verrà a visitarlo e spingerà anche chi l'ha già visto ad una nuova visita”.

Quella del Museo delle Maschere Dolomitiche - visitabile tutte le domeniche, con orario 11.00-12.00 e 14.30-16.00 - è solo una delle tante iniziative curate dall'associazione Borgo Piave Etc aps che da quasi 3 anni e mezzo promuove e valorizza il quartiere sud del centro storico di Belluno attraverso eventi, turismo e cultura.

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