Andy Warhol conquista Belluno, oltre 8.400 visitatori. Soddisfazione del sottosegretario Mazzi che sul matrimonio di Bezos dice: "Ne farei uno al mese”
La mostra si è conclusa nei giorni scorsi con la visita del sottosegretario alla cultura Gianmarco Mazzi. L'assessore alla cultura Addamiano ha segnalato anche un aumento significativo del fatturato per i commercianti del centro storico durante i mesi di apertura

BELLUNO. 8.478 visitatori totali: un finale “ben oltre le nostre più rosee aspettative”. Esprime soddisfazione l’amministrazione comunale per la mostra “Andy Warhol: icons and masterpieces”, conclusasi domenica con la visita del sottosegretario alla cultura Gianmarco Mazzi, che con l’occasione ha ribadito l’attenzione del Ministero per la Regione Veneto e ha assicurato sostegno per le iniziative attorno al 450esimo della morte di Tiziano.
La mostra non è stata solo un’esposizione di alcune delle opere del noto artista statunitense, ma anche un’opportunità di far conoscere Belluno e il suo museo ai bellunesi e a molti visitatori da fuori provincia. In 64 giorni di apertura, infatti, ha registrato 2.655 visitatori provenienti dal comune, 4.607 dalla provincia e 1.216 da fuori. “La visita del sottosegretario - ha affermato Raffaele Addamiano, assessore alla cultura - dà la misura dell'importanza di questa esposizione, che ha permesso di diffondere ancora di più la cultura in città, in sinergia con il privato che ringrazio per aver reso possibile questa meraviglia. Grazie a un artista iconico dal riflesso internazionale, la mostra ha inoltre fatto conoscere Belluno non solo in vista delle Olimpiadi, ma in quanto città perla delle Dolomiti. Il dato numerico è infatti sicuramente importante, ma vorrei porre l’attenzione soprattutto sull’aspetto qualitativo e sull’acquisizione di consapevolezza del patrimonio che abbiamo nel territorio”.
Addamiano segnala inoltre un aumento significativo del fatturato per i commercianti del centro storico durante i mesi di apertura. “Questo risultato - aggiunge il sindaco Oscar De Pellegrin - è la prova che la cultura può essere un volano autentico per lo sviluppo turistico, sociale ed economico. Abbiamo creduto da subito nel progetto Warhol e la risposta del pubblico ci ha dato ragione. In particolare, ciò che rende questo risultato ancora più significativo è il connubio pubblico-privato su cui si è basata l’iniziativa: una sfida vinta”.

Presente alla giornata di chiusura anche il sottosegretario Mazzi, che non ha mancato di citare la prossima importante ricorrenza culturale per il territorio, cioè i 450 anni dalla morte di Tiziano Vecellio. “Il Ministero - assicura - avrà due occhi di riguardo per Tiziano, poiché la ricorrenza ci permetterà di accendere i riflettori su uno degli artisti italiani più famosi al mondo. Inoltre, sta giungendo a compimento il piano paesaggistico regionale dopo 15 anni di dialogo e la conclusione di questo percorso dovrebbe portare dei benefici e migliorare la possibilità di progetti condivisi. Il Ministero ha infatti una grande attenzione per la Regione Veneto, che dopo Lombardia e Lazio è quella che riceve più contributi proprio perché ricchissima di bellezze culturali: se ci sarà un progetto su Tiziano, dunque, sicuramente ci saremo”. Con l’occasione, il sottosegretario ha incontrato anche Renzo Bortolot, presidente della Magnifica comunità di Cadore, che aveva già preannunciato assieme alla Fondazione centro studi Tiziano e Cadore i “lavori in corso” per un 2026 segnato dalla presenza dell’artista (nonostante non ci siano ancora novità certe).
Non è mancato, infine, un commento sulle nozze di Jeff Bezos a Venezia, che hanno diviso l’opinione pubblica non solo tra i residenti ma un po’ in tutta Italia. “Sono un fautore di questi eventi - conclude - perché noi non siamo ideologici nell’approccio alla cultura. Per me ben venga Bezos, la questione piuttosto è la modalità con cui queste cose sono fatte. Non capisco le tante contestazioni preventive, perché non si può fare un processo a una cosa non ancora accaduta: infatti il tutto si è svolto in modo molto sobrio ed elegante, anche gli sposi erano molto eleganti e hanno fatto un matrimonio rispettoso di Venezia. Visti i nomi degli ospiti arrivati, io farei un matrimonio al mese in tante altre città d’Italia perché portano turismo, attenzione e ricchezza al Paese”.












