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Trento
11 maggio | 16:06

Azzardo tra i giovani, dati allarmanti e le scuole lanciano l'allarme: "Servono azioni concrete per prevenzione e monitoraggio"

Proposta di mozione presentata al Consiglio provinciale trentino dai consiglieri di Campobase Michele Malfer, Francesco Valduga, Chiara Maule e Roberto Stanchina

Azzardo tra i giovani, dati allarmanti e le scuole lanciano l'allarme
di Redazione

TRENTO. Il fenomeno del gioco d’azzardo patologico è una piaga sempre più diffusa in Italia, e la Provincia Autonoma di Trento non non può restare a guardare: parte da questa considerazione amara ma realista la proposta di mozione presentata al Consiglio provinciale dai consiglieri di Campobase Michele Malfer, Francesco Valduga, Chiara Maule e Roberto Stanchina.

 

L'invito dei consiglieri è quello di contrastare questa problematica con un’attenzione particolare alle fasce giovanili, sempre più esposte al rischio di dipendenza. I numeri d'altronde, e vengono riportati nel testo della proposta, parlano chiaro: nel 2023 il fatturato del gioco d’azzardo in Italia è letteralmente esploso, ha superato i 150 miliardi di euro, pari a oltre il 7% del PIL nazionale, con l’azzardo online che ormi rappresenta più della metà del totale. Un settore in continua crescita, che si sta pericolosamente normalizzando (come sottolineano da tempo le associazioni) tanto da non essere più percepito come una minaccia sociale, ma come un’attività ordinaria, spesso mascherata sotto etichette come “gioco legale” o “responsabile”.

 

Secondo un recente rapporto di Federconsumatori nei 3.232 comuni italiani con popolazione tra 2.000 e 9.999 abitanti (dove vive il 25,5% degli italiani, circa 15 milioni di persone) il volume lordo delle giocate nel 2023 ha raggiunto i 17,8 miliardi di euro, pari a quasi il 22% della raccolta nazionale da remoto. A preoccupare è soprattutto la diffusione tra i giovani: l’età di accesso al gioco d’azzardo si sta abbassando, complice la facilità di accesso all’azzardo online e una promozione sempre più aggressiva. A Trento, numerosi istituti scolastici hanno lanciato l’allarme, segnalando la necessità di interventi mirati. Alcuni progetti educativi già attivi sul territorio – come quelli basati sulle life skills o sulla peer education – hanno mostrato una certa efficacia, ma la crescente esposizione dei giovani richiede un potenziamento degli strumenti di intervento.

 

L’associazione Ama, attiva sul territorio provinciale, riceve ogni anno richieste di supporto dalle scuole secondarie di secondo grado, dove il gioco d’azzardo sta diventando un problema concreto tra gli studenti. La dottoressa Sabrina Molinaro del Cnr di Pisa, citata nella mozione, ha evidenziato come i progetti di prevenzione specifici riducano sensibilmente il rischio di dipendenza tra i giovani, un dato che sottolinea l’urgenza di investire in interventi mirati: la proposta di Campobase suggerisce quindi di stanziare risorse per programmi di prevenzione nelle scuole, affidati a équipe specializzate con competenze sul gioco d’azzardo patologico, per garantire azioni strutturate e scientificamente fondate.

 

Ma non si tratta solo di prevenzione: la mozione guarda anche ai servizi sanitari territoriali, proponendo di rendere più accessibili e meno stigmatizzanti i servizi ambulatoriali per chi lotta contro la dipendenza da gioco. Si suggerisce una riorganizzazione dell’Unità Operativa Dipendenze dell’Apss, valorizzando i centri di alcologia come alternativa meno connotata rispetto al SerD, con operatori adeguatamente formati. Inoltre, si propone di organizzare i servizi per fasce d’età – distinguendo, ad esempio, tra under e over 25 – per personalizzare gli interventi, e di potenziare la fase riabilitativa residenziale, garantendo una collaborazione tra servizi residenziali, territoriali e terzo settore per un reinserimento sociale efficace.

 

La mozione impegna la Giunta provinciale a 3 azioni concrete: promuovere il confronto e la collaborazione tra i principali attori coinvolti, come SerD, centri alcologici, scuole e terzo settore, per un approccio integrato; garantire continuità nella presa in carico delle persone, con particolare attenzione alla fase di uscita dalle comunità terapeutiche e al reinserimento sociale; e infine, attivare un sistema di monitoraggio condiviso per raccogliere e analizzare i dati sul gioco d’azzardo, in modo da orientare efficacemente le politiche pubbliche.

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