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Belluno
18 settembre | 15:36

Galleria Comelico: a ottobre un weekend di chiusura totale e si valuta lo stop notturno dalle 21. I sindaci: "Tutelare gli interessi del territorio e indennizzi alle imprese"

Si è svolto oggi in Prefettura il tavolo di confronto sulle modifiche chieste da Anas per le chiusure della galleria in Comelico. A ottobre partiranno i lavori allo svincolo di Tarlisse e ci sarà un weekend di chiusura totale, mentre resta da confermare la chiusura anticipata alle 21 - di cui si avrà conferma dopo un’interlocuzione con il territorio

BELLUNO. Si è svolto oggi in Prefettura il tavolo di confronto sui lavori nella galleria in Comelico, con nuove modifiche chieste da Anas. “A breve ci sarà un’altra riunione per avere chiare le difficoltà che stanno attraversando imprese e cittadini e l’impatto economico della modifica che Anas ci chiede. È infatti fondamentale coinvolgere chi vive e lavora ogni giorno sul territorio: il nostro mestiere è trovare soluzioni efficaci per portare avanti il cantiere, ma senza tralasciare gli aspetti economici e sociali” afferma il sindaco di Danta di Cadore Thomas Menia Corbanese.

 

Le modifiche erano già state anticipate qualche giorno fa, sollevando la contrarietà dei sindaci. Il confronto di oggi è stato definito sereno da Anas, ma non tutte le decisioni sono ancora definitive. In discussione ci sono infatti le modifiche delle chiusure al traffico e i lavori allo svincolo di Tarlisse. Certo l’inizio di questi ultimi a metà ottobre, periodo nel quale ci sarà anche il secondo fine settimana di chiusura totale della galleria (dal 10 al 13 del mese). Due invece i punti che necessitano di un ulteriore incontro con amministratori e imprese: l'anticipo della chiusura alle 21 dal lunedì al giovedì e la possibilità di effettuare i lavori 6 giorni su 7, lasciando un giorno di transito totalmente libero.

 

“Abbiamo trovato una convergenza - afferma Ettore De La Grennelais, responsabile struttura territoriale Anas del Veneto - che sicuramente impone dei sacrifici sia al territorio sia alla stazione appaltante, ma siamo davanti a uno scenario che oggi impone di incrementare gli interventi nella galleria. Inoltre lo svincolo di Tarlisse, che era stato pensato come intervento autonomo, va ora realizzato in stretta connessione con quelli in galleria per evitare che, finiti questi ultimi, si debba poi proseguire ancora con l’altro”.

 

Inizialmente i tempi previsti per il cantiere erano di 1000 giorni e finora si è adottato un meccanismo che prevedeva finestre di sospensione delle chiusure in corrispondenza dei giorni festivi e quelli di maggiore flusso turistico. Ora, per rispettare i tempi Anas ha chiesto di valutare ulteriori modifiche. “Ci siamo presi ancora qualche giorno - prosegue De La Grannelais - per valutare l’aumento della finestra di chiusura notturna e il mantenimento di almeno un giorno alla settimana di transito veicolare senza limitazioni. Quanto tali modifiche impatteranno sulla durata del cantiere ad oggi non so dirlo, ma auspichiamo di poter proseguire in un’ottica di collaborazione di tutti, poiché i lavori sono necessari per motivi di sicurezza”.

 

La conferma della chiusura anticipata alle 21 sarà nota tra una settimana, mentre resta definitivo lo stop totale dal 10 al 13 ottobre (a partire dalle 14.30 del venerdì) del quale Dolomiti Bus fa essere venuta a conoscenza solo ora e quindi, fa sapere, cercherà una soluzione per garantire il trasporto scolastico. Per tutti gli altri giorni, inoltre, rimane la finestra di disponibilità per chi ha il permesso di circolare fino alle 22.30.

 

Le difficoltà che i cantieri stanno creando al Comelico non sono nuove: le perdite superano già i 10.000 euro per molte imprese che, oltre a una comunicazione più chiara, chiedono una migliore calendarizzazione degli interventi, l’accelerazione dei lavori e l’erogazione di risarcimenti economici (qui l’articolo). “L’allungamento dei tempi del cantiere - conferma ora Corbanese - dovrà essere indennizzato alle imprese. Diventa quindi attuale un tema di compensazione di cui come sindaci dovremo farci carico presso le sedi competenti, per evitare che la cantierizzazione diversificata diventi troppo onerosa e provochi danni economici e sociali irreparabili. Saremo quindi attenti anche da questo punto di vista”.

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