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Trento
26 maggio | 11:42

"Il benessere individuale ha benefici positivi anche in azienda", la cooperativa Aerat punta sull'health&wellbeing: "Uniamo innovazione, tecnologia e natura"

Le offerte di punta, e quelle probabilmente più conosciute, di Aerat sono organizzate alla colonia mare di Cesenatico e al Centro formazione e vacanze di Candriai, ma le attività abbracciano una serie di altri settori, comprese quelle azioni per migliorare il benessere e l'organizzazione aziendale: "Aumentiamo la consapevolezza sul benessere aziendale e creiamo nuovi stili" 

"Il benessere individuale ha benefici positivi anche in azienda"

TRENTO. "La prospettiva è ormai chiara: stare bene non è più solo un tema individuale ma è sempre di più un trend collettivo e sociale". Queste le parole di Edo Grassi, presidente della cooperativa Aerat. "Suona quasi banale ma significa affrontare l'impatto degli stili di vita sedentari della popolazione sul profilo socio-economico-sanitario dei conti pubblici".

 

La percezione della voglia di "stare bene" cresce ogni giorno: le persone si muovono, corrono, pedalano, camminano, nuotano o si iscrivono in palestra. "Questo naturalmente è positivo - evidenzia Grassi - ma non bisogna dimenticare o sottovalutare un ambiente di lavoro positivo e stimolante".

 

Le offerte di punta, e quelle probabilmente più conosciute, di Aerat sono organizzate alla colonia mare di Cesenatico e al Centro formazione e vacanze di Candriai, ma le attività abbracciano una serie di altri settori, comprese quelle azioni per migliorare il benessere e l'organizzazione aziendale. 

 

"Noi tutti trascorriamo mediamente tra le 7 e le 10 ore al giorno al lavoro, che sia smart o in ufficio importa poco", dice Grassi. "E peccato che, sul lavoro, poco o nulla ci connette rispetto alla nostra esigenza, individuale (ma con evidenti ricadute sociali) di muoverci, di stare bene, di sentirci in forma. Questa linea di confine tra 'ambiente/ambito lavorativo' e 'ambiente dello star bene' è tra gli elementi che, insieme a una cronica carenza di infrastrutture, ai costi di accesso e ai tempi di spostamento nelle città, contribuiscono a rendere complicata la diffusione definitiva e su ampia scala degli stili di vita attivi".

 

E quindi? "Ora tocca anche alle aziende", spiega il presidente della cooperativa Aerat. "A noi piace pensare che organizzazioni possano diventare delle vere ambasciate dell’active behaviour e che le imprese abbiano consapevolezza che avere dei collaboratori 'in forma psicofisica' significa avere, in definitiva, un’azienda sana, in salute, proattiva, resiliente".

 

In questo contesto la cooperativa ha lanciato una call to action a tutte le aziende interessati a spendersi per dare un senso all'Esg e per declinare concretamente il topic "health & weelbeing" dell’agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile.

 

"Noi siamo pronti a costruire programmi concreti di sviluppo di progetti di welfareness aziendali, che abbiano al centro il miglioramento degli stili di vita di tutti i collaboratori - continua Grassi - occorre anzitutto creare consapevolezza sul tema, dare delle suggestioni positive ai collaboratori, andare incontro alle loro esigenze di 'star bene', focalizzare gli strumenti di welfare in ottica 'active', caratterizzare le policies Esg-oriented verso i temi della salute e del benessere dei propri collaboratori".

 

Un progetto che riscontra un crescente interesse delle imprese del Trentino "ma anche aziende extra provinciali ci cercano per i nostri programmi innovativo e confezionati su misura rispetto alle varie esigenze. Noi siamo sempre pronti e disponibili a collaborare e metterci in gioco per supportare il tessuto economico e sociale con positive ricadute sulla comunità", conclude Grassi.

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