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Belluno
03 novembre | 11:48

Il velox di passo Giau rientra in funzione? Arriva la quinta denuncia dell'associazione: "Segnaliamo anche alle autorità giudiziarie, contabili e di controllo"

Il velox di passo Giau è stato rimesso in funzione e l'associazione Altvelox ha depositato un'ennesima - la quinta - querela contro il Comune: "Non è omologato e servono dati. La legge chiede numeri, non impressioni"

di Redazione

COLLE DI SANTA LUCIA. Il velox di passo Giau non è omologato ma è stato rimesso in funzione e così l'associazione Altvelox deposita un'altra querela - la quinta - nei confronti del Comune di Colle Santa Lucia. Non solo, c'è anche la segnalazione alle varie autorità giudiziarie, contabili e di controllo quali Cassazione, Corte d'Appello di Venezia, Tribunale e Procura di Belluno, Csm, Corte dei conti, Ministero della giustizia, Ispettorato generale e Ministero dell'interno fino a concludere con Anac.

 

Un velox, quello di passo Giau, che negli scorsi mesi era stato segato per l'elevato numero di multe messe a segno. ''Non ci facciamo intimorire", aveva spiegato il Comune di Colle Santa Lucia. "Sporta denuncia e pronti a reinstallarlo'' (Qui articolo). Strumento che viene messo nel mirino - per l'ennesima volta - dall'associazione Altvelox. 

 

"Il cuore del problema è sempre sugli strumenti elettronici usati per le sanzioni che risultano privi della necessaria omologazione, come impongono gli articoli 45 e 142 del Codice della strada e il relativo Regolamento, e che vengono impiegati senza una reale istruttoria su incidentalità, requisiti tecnici della tratta e piani del traffico aggiornati. Questo produce verbali vulnerabili, contenzioso ripetuto, costi pubblici inutili. Non è teoria, ma pratica documentata". Una lunga battaglia dell'associazione sui velox, in particolare quello di Colle Santa Lucia.

 

Nel 2024 - prosegue Altvelox - sono stati presentati solo per questo Comune 8 ricorsi e il 21 ottobre 2025 "il vice prefetto Giuseppe Russo ha confermato la loro chiusura per decorrenza dei termini, con accoglimento tacito, segnale evidente di un procedimento non concluso con motivazione espressa. Questo lascia irrisolto il merito e mantiene opaco il sistema. Esempio utile per i cittadini, con sanzioni entro i 10 km/h sopra il limite si versa 32 euro se entro cinque giorni, il contributo unificato per ricorrere è di 43 euro. L’effetto perverso è che si paga anche quando il verbale è illegittimo, il Comune incassa, poi soccombe quando qualcuno ricorre e paga le spese, con danno alla collettività. Questo è un problema di sistema, non un dettaglio. Intanto i giudici di pace di Belluno accolgono i ricorsi e spesso ma non sempre, purtroppo, condannano l'amministrazione comunale al risarcimento delle spese".

 

E poi c'è "il cambio dei limiti a orologeria. Se la velocità al Passo Giau era davvero pericolosa a 50, chi giustifica il passaggio a 70 senza uno studio serio su incidenti e traffico, con dati veri e pubblici? Se invece non c'era la pericolosità, allora quelle multe erano un errore fin dall'inizio e andava detto. Questo balletto numerico fa a pezzi la credibilità della sicurezza stradale. Un tratto prima considerato 'critico' diventa improvvisamente più permissivo, giusto quando la legittimità dei rilievi viene contestata. Sembra una toppa per salvare l’autovelox, non una scelta per proteggere chi guida. Non è un vizio formale. Senza dati di incidentalità, senza collegamento con la velocità come causa o concausa, senza istruttoria dell’Osservatorio provinciale e senza piani del traffico aggiornati, l’individuazione dei tratti per la contestazione differita non regge. La legge chiede numeri, non impressioni".

 

Così Altvelox ha chiesto il sequestro degli apparati privi di idonea omologazione e l’avvio delle verifiche "per i reati configurabili, tra cui omissione di atti d’ufficio, falso ideologico in atto pubblico, frode processuale e truffa aggravata ai danni della collettività, con segnalazione dei connessi profili di responsabilità erariale. In parallelo si chiede di accertare la filiera amministrativa dei decreti, poiché i meri atti dirigenziali non pubblicati in Gazzetta Ufficiale non possono surrogare l’omologazione richiesta dalla legge".

 

La richiesta dell'associazione è di sospendere l'uso dei dispositivi non omologati e di pubblicare i dati ma anche di "adeguare gli impianti a manuali e norme, attivare la responsabilità erariale per le liti temerarie e per i costi scaricati sui cittadini. Non esiste sicurezza stradale senza legalità. Se mancano omologazione, dati oggettivi e piani del traffico, le sanzioni diventano incassi facili e il controllo si trasforma in abuso. Abbiamo fiducia nella Magistratura contabile e penale, chiediamo provvedimenti immediati e regole rispettate, per tutti", conclude Gianantonio Sottile Cervini, presidente di Altvelox.

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