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Bolzano
05 giugno | 16:47

Migranti, chiude il dormitorio 'emergenza freddo'. Corrarati: ''Il capoluogo non potrà farsi carico nuovamente di 850 migranti''. Kompatscher frena sull'accoglienza diffusa

Bilancio positivo per una stagione tranquilla nella struttura che ospita 20 persone. Nessun episodio di violenza, come sottolinea il sindaco Seppi. "Un dormitorio dalle dimensioni ideali per una gestione ottimale", spiega Tremolada. Il Presidente Kompatscher intanto guarda già al prossimo inverno e cerca soluzioni. Il sindaco di Bolzano Corrarati sottolinea "il capoluogo non potrà farsi carico nuovamente di 850 migranti"

Migranti, chiude il dormitorio 'emergenza freddo'

BOLZANO/LAIVES. Emergenza freddo a Laives: una stagione tranquilla, senza problemi di sicurezza. E’ più che positivo il bilancio che viene tracciato dal sindaco della cittadina Giovanni Seppi in occasione della chiusura della struttura.

 

Il centro, aperto lo scorso autunno in un edificio di proprietà del comune in zona Vurza, mette a disposizione venti posti letto per soli uomini. Gli ospiti, molti provenienti da Bangladesh e Pakistan, erano quasi tutti fragili o persone con un contratto di lavoro. Il dormitorio è stato gestito dalla Croce Rossa ma sono state le persone accolte a curare la struttura: a loro era affidata infatti la pulizia delle stanze. I soggetti ospiti di giorno si trovavano fuori dalla struttura, dove venivano accolti nuovamente la sera, ricevendo la cena e la colazione la mattina dopo, prima di uscire di nuovo.

 

Una struttura piccola, con un’organizzazione ottima e sicuramente una delle soluzioni migliori messe in campo per l’emergenza freddo, come spiega anche il responsabile area sociale della Croce Rossa Andrea Tremolada. Una centro dalle dimensioni ridotte permette infatti non solo un migliore controllo, ma anche e soprattutto di interagire con tutti gli utenti, aiutandoli a 360 gradi.

 

La struttura riaprirà il prossimo inverno anche perché Laives è stata una delle poche città ad offrire posti letto, insieme a Bolzano, Merano e Bressanone. Dal prossimo anno si aprirà anche a Brunico ma, come sottolineato anche dal Presidente Kompatscher, quello degli spazi per l’emergenza freddo è un problema che deve essere affrontato immediatamente e non all’inizio del nuovo inverno.  

 

Il neo sindaco di Bolzano Claudio Corrarati, negli scorsi giorni ha sollecitato un confronto immediato sul tema, chiarendo che Bolzano non potrà farsi carico ancora di 850 migranti.

"Da sempre abbiamo dato una grande mano al Comune di Bolzano, perché - ha detto Kompatscher - per logiche umane, spesso la migrazione si concentra sulle città più grandi, nel nostro caso il capoluogo. Ma questo avviene in tutto il mondo. Difficilmente, e questo l'abbiamo spiegato mille volte, sarà possibile assegnare a ciascun Comune la sua quota" di migranti.

 

Secondo il presidente altoatesino, quindi, un piano di distribuzione fra tutti i comuni provinciali, "non funzionerà perché la gente si reca a Bolzano". "Abbiamo spinto - ha aggiunto - per portare queste persone anche a Bressanone, Brunico e Merano e ciò è avvenuto, ma si tratta di Comuni che hanno un carattere urbano".

 

C'è un altro tema, ha proseguito Kompatscher ed è quello dei senzatetto che si spostano là dove ci sono strutture d'accoglienza. "Vogliamo ovviare a questo fenomeno anche cercando di individuare le persone, capire chi sono - ha spiegato il presidente della Provincia - Se si trovano stabilmente sul territorio e sono senza tetto allora “nulla questio”. Se, invece, sono in un'altra zona e vengono solo perché qui c'è la struttura, questo non dovrebbe avvenire, perché ogni regione dovrebbe mettere a disposizione le strutture necessarie”, conclude Kompatscher.

 

 

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