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Bolzano
05 dicembre | 16:09

Nessuno vuole partecipare al bando, la gara va deserta. Senza concorrenti Valbruna fa un passo indietro. La palla (ancora) alla Provincia

Ora sono tre le possibilità: un nuovo bando, una gara per la vendita dei terreni o un'improbabile trattativa privata

BOLZANO. A metà novembre aveva fatto richiesta per partecipare al sopralluogo dei terreni (quelli sui quali opera da decenni). Lo aveva fatto perché si doveva, perché quello era il presupposto necessario per poi partecipare ala gara di appalto.  Ma adesso le cose sono cambiate e Valbruna, con una comunicazione arrivata il primo dicembre alla Ripartizione sviluppo economico ed è firmata da Michele Amenduni Gresele, ha annunciato che non procederà ad alcun sopralluogo. Perché? Beh perché nessun altro ha fatto richiesta. Quindi, ufficialmente, nessuno andrà a fare il sopralluogo sui terreni. Quindi, ufficialmente, la gara è andata deserta perché nessuno, oltre a Valbruna, si è dimostrato interessato.
 

E quindi? E quindi ora la Provincia si trova con una bella gatta da pelare.  Le possibilità sono diverse: procedere con un nuovo bando per la concessione del diritto di superficie, mettendo mano alle cifre richieste, effettuare una gara per la vendita dei terreni di via Volta oppure procedere trattativa privata che al momento però appare difficile.  Quest'ultima opzione è poco realistica.

 

La società, che da subito ha contestato la gara bandita dalla Provincia e i 150 milioni di euro per i 50 anni di concessione, comunica dunque che “continuerà a tutelare i propri diritti ed interessi, e quelli dei lavoratori coinvolti, in ogni competente sede, anche giudiziaria, già adita o da adire, facendo in particolare valere ogni e qualsivoglia richiesta di risarcimento nei confronti di tutti i soggetti responsabili dei gravissimi pregiudizi che il comportamento di codesta Provincia ha cagionato, cagiona e cagionerà alla società”.

 

Il gruppo rivendica il diritto di comprare e lo mette nero su bianco: “La Società ha attuale e pieno titolo di godere delle aree, in continuità e senza turbamento alcuno, quale conduttrice, e ha altresì pieno diritto a che la Provincia ne trasferisca ad essa, con ogni formalità del caso, la proprietà delle aree, in forza di diritto di acquisto ex lege ed ex Convenzione, già esercitato dalla Società, come fatto presente in plurime sedi ben note alla Provincia, da ultimo nella diffida del 22 ottobre 2025 che la Provincia si è ben guardata dal riscontrare”.

 

Già al momento della richiesta di sopralluogo Valbruna aveva chiarito apertamente che la procedura rappresentasse “un'assurdità”.

 

L'inosservanza di tale obbligo avrebbe per di fatto penalizzato la società nel proseguimento delle impugnazioni. L'azione è stata pertanto considerata un adempimento formale necessario per tutelare i propri diritti anche sul piano giudiziario. Ma se non vi è nessun altro interessato, allora, letteralmente, non c'è gara. 

 

L'acciaieria ribadisce con fermezza la sua posizione, definendo il bando provinciale come illegittimo. Valbruna sottolinea la propria responsabilità verso gli oltre 1.800 lavoratori in Italia e l'importanza strategica della sua produzione per il Paese.

 

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