"Non so il suo nome, però mi ha regalato la gratificazione più grande che potessi ricevere nella vita", Niccolò Fabi svela l'incontro che lo ha segnato al concerto di Vermiglio
Dal live di Vermiglio di Niccolò Fabi arriva un'emozionante "storia nella storia", protagonisti il cantautore romano e un carabiniere: a raccontarla sui suoi canali social è direttamente l'artista

VERMIGLIO. Grande successo per il concerto di Niccolò Fabi andato in scena sabato 14 giugno a Vermiglio, in località Palù: il cantautore romano ha infatti scelto la località trentina per presentare in anteprima live il suo nuovo disco "Libertà negli occhi", che ha preso vita proprio da un soggiorno uno chalet in Val di Sole, di fronte all'incantevole lago dei Caprioli a Pellizzano. E la risposta del pubblico è stata importante: quasi 2 mila le persone che hanno raggiunto la splendida cornice naturale che ha ospitato il live, sedendo sul prato e cantando ed emozionandosi sulle note e le parole di un'artista tra i più amati della panorama cantautorale italiano.
Ma al di là dell'evento, c'è una "storia nella storia" proveniente dal concerto di Vermiglio e che intreccia un'incontro casuale, il tema del rispetto dell'ambiente naturale e l'idea che l'arte e la musica, in qualche modo, possano contribuire a lasciare il segno nel presente che viviamo: a raccontarla attraverso i propri canali social è lo stesso Niccolò Fabi.
"Pochi minuti dopo l’ultima nota di Costruire, che concludeva il concerto, ha iniziato a grandinare intensamente, molto intensamente", questa la premessa del cantautore che spiega come, mentre si stava riparando sotto ad un gazebo assieme agli strumenti, si sia trovato per caso accanto un uomo: un carabiniere anche lui "in fuga" dal temporale.
E poi la sorpresa. "Mi ha guardato con uno sguardo severo ma intenso – racconta Fabi – e mi ha detto: la bellezza della musica è soggettiva, l’educazione e la gentilezza del pubblico quella no, quella è oggettiva. Io sono anni che faccio servizio d’ordine a questo tipo di concerti e amo profondamente la montagna: non ho mai visto 2 mila persone lasciare l’area di un concerto così pulita, uguale a come l’hanno trovata e comportarsi così civilmente, sempre con uno sorriso. Io non la conosco ma suppongo che il pubblico assomigli sempre all’artista allora per questo voglio farle davvero i complimenti”.
Niccolò Fabi prosegue spiegando di non conoscere il nome di questa persona, ma come questa gli abbia regalato forse inconsapevolmente "la gratificazione più alta e significativa che potessi ricevere nella vita".
E, infine, una riflessione. "Il linguaggio dell’arte e degli artisti ha sempre delle conseguenze sociali e politiche – chiosa l'artista – e noi che abbiamo il privilegio di utilizzarlo non dovremmo mai dimenticarcelo. Per questo e per tanto altro, su cui per ora sorvolo, ringrazio di cuore tutti quelli che c’erano su quel prato. Tutti, in un modo o in un altro".














