A Claudio Baglioni "La Farfalla del Trentino" e il Conservatorio pensa alla laurea ad honorem: "Un marchio che mi ha sempre affascinato"
L’artista ha presentato il “GrandTour La Vita è Adesso", un viaggio che celebra i 40 anni dell'album da record uscito nel 1985. A settembre tappa anche a Trento alla Trentino Music Arena

TRENTO. E' stato consegnato a Claudio Baglioni il premio “La Farfalla del Trentino”: il riconoscimento che celebra le personalità che si sono distinte nel valorizzare la cultura e l’immagine del territorio. Nell’occasione è stata anche lanciata una nuova data del “GrandTour - La vita è adesso”. Tra le oltre quaranta mete c'è anche Trento alla Music Arena, come annunciato dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, nei mesi scorsi.
"Per celebrare la sua identità la Provincia ha deciso di conferire a Baglioni quello che è il simbolo del Trentino", lo ha detto il vice presidente provinciale Achille Spinelli nella cerimonia di oggi, giovedì 9 aprile, al Palazzo della Provincia. "La farfalla non vuole rappresentare solo una conformazione geografica, ma anche e soprattutto un'appartenenza di più comunità allo stesso territorio. Noi vogliamo premiare il cantautore e la sua musica per il senso di appartenenza che ha saputo creare tra persone, luoghi e generazioni e allo stesso tempo per augurarci che non smetta mai di farlo”.
Claudio Baglioni ha previsto il suo ultimo tour itinerante intitolato “La Vita è Adesso”: un viaggio tra diversi territori, compresa la città di Trento.
L’album “La Vita è Adesso” è uscito nel 1985, ancora oggi tra i più ascoltati. Tutt’ora, infatti, Baglioni resta uno dei cantautori più amati del panorama italiano e il titolo del suo tour nasce proprio per omaggiare questa sua opera nata da un’analisi di quello che era il panorama artistico dell’epoca.
"A me venne in mente di fare un album che si avvicinasse a quello che veniva mostrato nei cinema a quei tempi: la vita delle persone - racconta Baglioni -. I film raccontavano la storia di tutti e le storie dei personaggi venivano raccontate via via. Mi venne quindi in mente di fare un album musicale vicino a quel modo di raccontare. Mi sono messo per un mese di seguito a studiare la mia città, Roma, e le vite delle persone che la vivevano".
L'album ebbe un successo da record e l’anno scorso ha compiuto quarant’anni. Anni che sono stati pieni di eventi e concerti in tutt’Italia e che hanno contribuito a formare quella che oggi è la figura di Baglioni: “La mia corsa professionale è iniziata molto presto, ero un ragazzino incredibilmente introverso, portavo gli occhiali, il mondo per me era ancora molto piccolo. In effetti ancora oggi fatico a rendermi conto di tutto ciò che è accaduto - spiega l’artista -. La mia disciplina è un’arte popolare, non mi rivolgo ad un’élite, ma ad un numero più alto di persone. In questo ultimo giro sarò accompagnato da venti musicisti, tra i quali anche Stefano Pisetta, batterista e docente al conservatorio musicale F.A. Bonporti di Trento”.
L'incontro di oggi al palazzo della Provincia è stato preceduto da una visita al conservatorio F.A. Bonporti di Trento: qui al cantautore è stato comunicato che in futuro gli verrà conferita la laurea honoris causa.
“La cultura, la bellezza e la musica non si mangiano, non sappiamo di cosa sappiano esattamente, ma nutrono e questo crea una prospettiva davvero interessante. La musica è un bel mestiere e andrebbe sostenuta di più - ha raccontato sempre Baglioni -. Di musiche ce ne sono tante, ma tutte attingono alla stessa identica materia prima, cioè 12 note che a diverse altezze e con diverse figurazioni, sono in grado come dei piccoli mattoncini di produrre melodie, armonie, contrappunti e sonorità che non riusciamo a definire, ma che per secoli saranno in grado di commuovere e mettere assieme le persone”.
Ma il titolo “La vita è Adesso”, può essere in qualche modo declinato nei tempi attuali? “Il tempo presente è un concetto difficile da definire, il presente dura un momento. Non è solo il carpe diem filosofico, ma è voglia di vita e di viverla a pieno senza rimandare. Nella vita spesso viviamo di un passato che ricordiamo come ci pare e aspettando un futuro che giorno per giorno si rinnova. La musica ci permette di stare un ambito che nutre il senso di meraviglia e di armonia. Al mondo d’oggi l’armonia manca, viene messa a repentaglio. Noi singolarmente siamo inermi, ma visto che non riusciamo ad evitare il numero di cose negative, possiamo aumentare il numero di cose belle. Dobbiamo andare verso qualcosa che ci dia la piacevolezza del vivere”.
Baglioni, dopo la consegna del premio, ha concluso: “Ho subito sempre la fascinazione di questo logo. Oltre a rappresentare il territorio del Trentino, l’idea che una farfalla, fragile e delicata, abbia compiuto un processo di trasformazione – da bruco a creatura capace di volare – è davvero sorprendente. I Greci utilizzavano la parola ‘psiche’ per indicare sia l’anima sia la farfalla. La farfalla diventa quindi il simbolo di ciò che l’essere umano ha di più prezioso”.












