Pedalare per la pace, l’iniziativa di Fiab ed Emergency: “Di solito usiamo la bicicletta per indurre un cambiamento: oggi è un veicolo di solidarietà”
Un percorso di circa 8 chilometri dal cuore della città ad alcuni luoghi della memoria, tra cui il rifugio antiaereo di via Alzaia: si è svolta ieri sera la pedalata per la pace delle sezioni locali di Fiab ed Emergency. L’evento si inserisce nell’iniziativa promossa a livello nazionale dalle due associazioni per coprire idealmente la distanza tra Roma e Kyiv

BELLUNO. Anche Belluno ha pedalato per la pace: sulla scia dell’iniziativa nazionale, i gruppi locali di Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) ed Emergency si sono ritrovati ieri, martedì 12 agosto, per un percorso sulle due ruote all’interno della città. “La nostra presenza stasera è un segno che c’è chi si sta opponendo alla logica della guerra e del riarmo: l’indifferenza e la rassegnazione alle conseguenze di ogni conflitto non hanno ancora vinto. E se riusciremo a smuovere anche una sola coscienza in più, credo che avremmo utilizzato bene il tempo che trascorreremo in bicicletta”, ha affermato Claudio Giacchetti, presidente Fiab Belluno.
Il gruppo è partito alle 19.30 da Piazza dei Martiri per un percorso di circa 8 chilometri aperto a tutti, con tappe durante le quali è stata data lettura di alcuni passaggi tratti dai libri di Gino Strada, fondatore di Emergency. Tra di esse, il rifugio antiaereo di via Alzaia: in ogni città, infatti, è previsto l’attraversamento di almeno un luogo legato alla memoria e all’impegno civile.
“L'iniziativa - spiega a il Dolomiti Pierpaolo Straforini, di Emergency Belluno - si inserisce in quella più ampia di carattere nazionale, legata al tema della guerra in Ucraina, uno dei due conflitti di cui maggiormente si parla nonostante, purtroppo, non siano gli unici nel mondo. Lo scopo è coprire idealmente la distanza Roma-Kyiv, ma c’è anche un significato simbolico di vicinanza agli operatori umanitari di Emergency presenti in Ucraina che utilizzano proprio la bicicletta come principale mezzo per gli spostamenti”.
“Chi ha già pedalato - aggiunge Giacchetti - ha contribuito ad alimentare un contachilometri virtuale per colmare la distanza tra le due capitali e portare un messaggio di vicinanza alle popolazioni in guerra ormai da tre anni. Inoltre, essere qui è anche una testimonianza verso la nostra Costituzione repubblicana, democratica, antifascista, che ha voluto inserire nell’articolo 11 il ripudio alla guerra come strumento di offesa e mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Ricordiamo infatti che le conseguenze più gravi le pagano soprattutto le popolazioni civili, tra cui un pensiero va anche al popolo palestinese che sta cercando di sfuggire e sopravvivere ai continui bombardamenti da parte dell’esercito israeliano”.
L’iniziativa è partita nel mese di luglio e prosegue su tutto il territorio nazionale per raggiungere i chilometri necessari: finora, però, la partecipazione è stata già “ampia e sentita” secondo Fiab Italia. “Di solito usiamo la bicicletta - conclude Giacchetti - per indurre un cambiamento soprattutto sul fronte ambientale, oltre che per tutelare gli utenti deboli della strada e rendere le città più vivibili. Questa sera la usiamo anche come veicolo di pace: vogliamo portare un messaggio di solidarietà e giustizia e cercare di scuotere le coscienze rimaste ancora indifferenti. Inoltre, non dimentichiamo l’impatto devastante che il sistema industriale e militare ha sull’ambiente: un’ulteriore ragione di vicinanza tra Fiab ed Emergency. Entrambi infatti osserviamo la guerra con la stessa preoccupazione e attenzione”.












